GENNAIO 2025
GENNAIO 2025
Lettere per Liliana Segre dall' IC Rita Levi-Montalcini - classe II sez. E
Durante l'intero mese di gennaio i ragazzi e le ragazze della classe II E della nostra scuola hanno letto in classe Scolpitelo nel vostro cuore, toccante racconto-testimonianza, pensato per i giovanissimi, perché riflettano su quanto è stato e perché imparino a trovare sempre il coraggio di affrontare le difficoltà, "una gamba davanti all'altra". Ci siamo commossi, abbiamo sorriso, abbiamo provato gratitudine; al termine i ragazzi hanno accolto con gioia l'invito a scrivere una lettera a Liliana, per raccontare direttamente a lei le loro sensazioni ed esprimere quanto avessero nel cuore.
sono uno studente delle medie e recentemente in classe abbiamo letto il libro “Scolpitelo nel vostro cuore”.
Prima di tutto volevo esprimere la mia ammirazione. Leggendo rimanevo colpito dal modo in cui tu sia riuscita a trasformare il dolore in insegnamento, la sofferenza in un messaggio di pace.
In un mondo che talvolta sembra dimenticare gli errori del passato, in un'epoca in cui è sempre più facile dimenticare e mettere da parte ciò che non ci riguarda direttamente, la tua voce rappresenta una guida luminosa che serve ad insegnare a noi ragazzi la via della pace.
Il tuo messaggio ci dirige verso l’impegno di costruire un mondo migliore con più umanità e giustizia.
Grazie per la tua instancabile testimonianza, per la forza, e per tutto ciò che hai fatto e continui a fare.
sono una ragazzina di 12 anni e ti scrivo questa lettera per farti alcune domande, non so se ti arriverà mai ma spero proprio di sì.
Chi racconta la propria vita eccezionale contribuisce a salvare il mondo. Una vita che ne racchiude idealmente tante altre che non ci sono più. Tu hai scoperto all' età di otto anni di essere diversa dai tuoi coetanei. Diversa per la sola colpa di essere nata.
Le leggi razziali ti proibivano di frequentare la tua amata scuola. Espulsa. Un' infamia italiana che noi tutti più o meno conosciamo, ma di cui forse abbiamo perduto con il tempo la dimensione della ferocia oltre che dell' ingiustizia. E parliamo solo di una delle terribili conseguenze delle leggi razziali del 1938.
Tu hai scritto nel tuo libro "Scolpitelo nel vostro cuore" che quando sei ritornata a scuola, finita la guerra, e successivamente diventando una donna libera, ti sentivi vecchia, come sei riuscita a superare questa sensazione che ti tormentava?
In un intervista in cui ti hanno chiesto del tuo pessimismo tu hai risposto con un'affermazione che mi ha lasciato molto da pensare: “Purtroppo sono molto pessimista e il pessimismo aumenta in un tempo come quello di oggi quando nessuno più studia storia geografia, quando nessuno si toglie da quel telefonino per pensare, e allora senza cultura senza morale e senza pensare a se stessi come un'ente eccezionale che è ognuno di noi, non si può che essere pessimista. Quando tutti ormai saremo morti, noi sopravvissuti ormai siamo pochissimi, ricorderanno per un po', poi ci sarà una riga in un libro di storia e poi più neanche quello.”
Credo che la tua affermazione sia giusta ma mi affligge pensare che non ricorderemo solo se noi non ricordiamo, ecco, voglio dirti che io mi impegnerò a ricordare, sempre...
E ancora un’altra domanda: alcuni miei coetanei scherzano sugli ebrei e sul razzismo, fanno gesti che ricordano il nazismo, tu se fossi al mio posto cosa faresti? io rispondo sempre che se loro fossero stati maltrattati come è successo a te, beh allora non scherzerebbero…
Voglio salutarti ringraziandoti ancora per tutto quello che mi hai insegnato.
in questi ultimi giorni, a scuola abbiamo dedicato molto tempo alla Giornata della memoria.
Con la nostra professoressa di italiano abbiamo letto il suo libro "Scolpitelo nel vostro cuore" in cui racconta a noi ragazzi la sua esperienza come ragazza ebrea, durante il periodo della persecuzione razziale. A me è sembrato di vivere di persona ogni momento, di sentire le emozioni, le paure e anche l'ingenuità di noi ragazzi.
È stato un grande insegnamento perché nel conoscere la tua storia ho capito quanto faccia male l'indifferenza della gente davanti alle ingiustizie.
Ciò che è accaduto in passato e accade ogni giorno anche tra noi ragazzi.
Non è sempre semplice intervenire e aiutare perché si ha paura.
Anche io odio le ingiustizie e qualche volta mi capita di subirle o di vedere altri subirle.
Spero di imparare dai tuoi insegnamenti, di trovare il coraggio di reagire e soprattutto di non commetterle.
so che non dovrei darti del tu perché sei una persona più grande di me ma ti scrivo come se stessi scrivendo a una persona cara, come una nonna. Io ho 12 anni, la stessa età tua di quando hai vissuto quella terribile esperienza. Ho sentito tante volte parlare di te a scuola e alla televisione. Ma quest’anno abbiamo letto in classe un tuo libro che mi ha colpito molto. Ho capito tante cose perchè le hai spiegate benissimo dal punto di vista di un bambino della mia età. La separazione dalla famiglia, il lavoro come schiava e soprattutto la paura di morire senza capire davvero che colpa avevi in tutto quello che stava succedendo. Ma per fortuna ti sei salvata e piano piano ti sei rifatta una vita e secondo me hai proprio ragione quando scrivi che sei sopravvissuta perchè il destino voleva farti diventare una testimone.
Noi non abbiamo vissuto in
quel periodo e solo grazie a te e ai racconti degli altri sopravvissuti
possiamo capire e soprattutto imparare per non fare più gli stessi errori.
Anche noi anche se siamo piccoli possiamo continuare a testimoniare e a cercare
di non far dimenticare la shoah. Sarebbe bello un mondo in cui nessuno si sente superiore agli altri.
Ti abbraccio da lontano,
come se fossi un tuo nipotino. Grazie per tutto quello che hai fatto e che ci hai dato.
Sono un normalissimo studente come gli altri in una scuola come le altre, ti scrivo questa lettera per farti sapere che ho letto il tuo libro e ti voglio dire che sei una persona eccezionale e ti apprezzo molto per come ragioni e come agisci.
La tua storia mi ha commosso e mi ha fatto riflettere su una domanda: Perché? Per quale motivo? Io proprio non capisco perché avercela con persone che non hanno fatto niente.
Spero di diventare come te.
ho da poco letto il tuo libro e penso che sia veramente meraviglioso, sia per il modo in cui ti esprimi, sia per i messaggi che vuoi trasmetterci. La tua storia mi ha colpito profondamente, perché racconta di come la vita possa cambiare completamente da un momento all’altro, di come una bambina spensierata possa crescere così in fretta, e di come ci si possa ritrovare senza nessuno. Ti ammiro per il coraggio e la forza che hai avuto nel testimoniare la tua esperienza, e ti stimo perché, nonostante ciò che ti è successo, sei riuscita a ritornare piena di vita.
Grazie.
sono un ragazzo di dodici anni e frequento la seconda media. In classe con la docente di italiano abbiamo affrontato il tema della Shoah. La nostra professoressa ci ha raccontato la tua storia, ci ha fatto ascoltare la tua voce ed io ne sono rimasto molto colpito. Sono tante le domande che vorrei porti sulla tua terribile esperienza ma ciò che più mi preme è sapere quali siano stati i tuoi stati d’animo. L’idea che una ragazzina della mia età abbia vissuto ogni giorno con la paura della morte mi fa venire la pelle d’oca. Non ritengo assolutamente giusto che le persone innocenti debbano pagare con la propria libertà e la propria vita la cattiveria di gente senza scrupoli, che agisce per il solo capriccio dell'essere superiore all'altro.
Grazie per ciò che mi hai insegnato.
io, da adolescente, non riesco nemmeno a immaginare cosa tu possa aver passato ad Auschwitz, però so che hai scelto sempre la vita e alla fine ce ľ hai fatta.
Mi dispiace anche per quel lungo momento triste dopo il tuo ritorno a Milano, ma ľhai superato e sei andata avanti e alla fine sei riuscita a testimoniare le atrocità che hai vissuto nei campi di concentramento.
Ascoltando leggere il tuo libro ho capito che tutto si può risolvere, che finché c'è vita non è mai finita!
Sarebbe bellissimo conoscerti un giorno.
Mi dispiace tanto per quello che hai vissuto. Vorrei essere certa che simili cose non riaccadano mai più.
Chissà come ti sarai sentita quando hai saputo della morte di tuo padre. Non posso
immaginarlo. E come ti sarai sentita quando ti costringevano a spogliarti davanti ai soldati, io mi sarei sentita così tanto in imbarazzo e avrei avuto tantissima paura.
Ti ammiro così tanto per il tuo coraggio!
Con la classe ho letto il tuo libro “Scolpitelo nel vostro cuore” e
mi ha colpito con quanta dolcezza lo abbia scritto, anche se
immagino tutto il dolore che ha passato, soprattutto quando ha
dovuto lasciare suo padre per poi incontrarlo di nuovo nel carcere di San Vittore e poi purtroppo non rivederlo più dopo che siete stati deportati nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau.
L’episodio che ha colpito è quello in cui suo padre le ha detto: “Liliana scusa
di averti messo al mondo” e lei è stata più coraggiosamente ha risposto: “papà sono contenta di stare qui con te”.
Non so se tutti avremmo avuto la forza di rispondere così come
ha risposto lei. Forse tutti ci saremmo messi a piangere.
Grazie per tutto il coraggio che ci trasmetti.
In occasione della Giornata della memoria, gli alunni della classe 2^A sono stati invitati a riflettere su quanto accaduto in quel periodo terribile, scrivendo una pagina di diario, proprio come faceva Anna Frank durante gli anni più cupi della sua breve esistenza, quando viveva nascosta con la famiglia col terrore che i nazisti venissero a prenderli da un momento all'altro.
Questa storia ha colpito molto i ragazzi che hanno potuto mettersi nei suoi panni, ponendosi tante domande su quella realtà così inspiegabile. Ma la vera forza di Anna erano i suoi sogni, le sue speranze, la sua voglia di vita, la sua esuberanza, che la rendono ancora, agli occhi dei più giovani, una magnifica "ribelle".
in classe oggi abbiamo parlato della Giornata della Memoria e abbiamo anche guardato un film molto bello, ma triste. Ti confesso che stavo per piangere, ma non dirlo a nessuno. Parlava di una ragazzina, Anna Frank, di 13 anni, indipendente e caratterialmente forte, vissuta durante la seconda guerra mondiale. Era ebrea e per questo fu costretta a rifugiarsi, per scappare dalle persecuzioni naziste, nell’ufficio del padre. Rimase nascosta lì per due anni con sua madre, suo padre e sua sorella Margot. Con loro nel rifugio c’era anche un’altra famiglia il cui figlio, Peter, piaceva ad entrambe le sorelle e poi c’era un dentista, il signor Dussel.
Sai, Anna aveva un diario in cui scriveva tutti i suoi segreti e i suoi pensieri, sognava di diventare una scrittrice a guerra finita, ma purtroppo non fece mai più ritorno a casa.
Era una ragazza come tante, ma un giorno, all’improvviso, fu costretta ad abbandonare casa sua e il suo gattino. Non so come avrei reagito se i miei genitori mi avessero detto che forse non sarei mai più tornata a casa e nemmeno a scuola, non avrei più rivisto i miei amici e nemmeno i miei parenti.
Penso che Anna sia stata molto forte, infatti nonostante la situazione difficile, viveva la sua vita accontentandosi di ciò che aveva, senza mai smettere di sognare. Io e Anna abbiamo la stessa età e davvero non mi spiego come sia riuscita a sopportare quella condizione da reclusa. Dalle 12:30 fino alle 14: 30, né lei né nessuno degli altri inquilini potevano sussurrare poiché i dipendenti dell’ufficio dove erano nascosti si sarebbero accorti della loro presenza. Inoltre gli spazi erano angusti e vivevano con il rumore delle bombe nelle orecchie, ma soprattutto con il terrore di essere scoperti e che un giorno arrivassero i nazisti e li portassero in un luogo a loro ignoto che probabilmente li avrebbe condotti alla morte.
Degli ebrei deportati, infatti, non si sapeva più nulla. Un giorno, però, purtroppo Anna lo venne a scoprire nel modo peggiore: con passo pesante i nazisti salirono le scale fino a giungere nel rifugio. Le famiglie, terrorizzate, con gli occhi lucidi ed il viso rigato dalle lacrime, si dissero addio e seguirono la polizia verso un destino già segnato. Solo il padre di Anna Frank, Otto Frank, sopravvisse.
Mi dispiace molto appartenere a una società così crudele e non riesco proprio ad immaginarmi il dolore e il terrore che provarono tutti gli ebrei, non smetterò mai di chiedermi come sia possibile uccidere i bambini che sono la nostra unica speranza.
Vorrei fare riferimento ad una delle storie che la professoressa ci ha raccontato e che mi ha colpito molto, ovvero quella di Hind Rajab, una bambina morta a soli 6 anni il 10 febbraio 2024 a causa di un carro armato israeliano che ha sparato su una famiglia innocente. Ciò dimostra che l’uomo, oggi come allora, riesce a essere crudele e senza scrupoli: quello che è successo si sta verificando nuovamente, e ci sono ancora molti bambini che muoiono sotto le bombe tra le braccia dei genitori.
I diari di Anna Frank sono la testimonianza di un mondo senza pietà, ma io mi auguro, caro diario, che la maggior parte dell’umanità non smetta mai di coltivare la speranza e di leggere negli occhi dei ragazzi il futuro di un mondo migliore.
Il 27 gennaio è il giorno della memoria ed il mondo intero ricorda la Shoah, parola che significa letteralmente " distruzione ".
Questo evento molto cruento deve essere ricordato, perché la storia ci insegna a non commettere gli stessi errori del passato. Nonostante questo l' uomo non è cambiato ed il razzismo e le discriminazioni religiose popolano e riecheggiano nell' atmosfera mondiale.
In questa occasione a scuola, abbiamo discusso dell'argomento e visto il film " Il Diario di Anna Frank".
Il film è ambientato nel periodo della seconda guerra mondiale ad Amsterdam, in un alloggio segreto in cui la famiglia Frank si rifugia. Oltre ad Anna, a sua sorella ed ai suoi genitori, si aggiungono altre 4 persone nel nascondiglio. Riescono così a sfuggire per due anni al rastrellamento nazista che portò migliaia di deportati nei campi di concentramento e di sterminio. Tutto questo è possibile grazie ai cosiddetti " benefattori ", persone che avevano cura degli ebrei nascosti e nel fare ciò, mettevano a rischio la propria stessa vita.
Quando sembra che ormai la guerra stia per finire, i nazisti scoprono e raggiungono l’alloggio segreto e tutti i presenti vengono arrestati e portati via.
Alla fine del film, si vedono tutti i personaggi abbandonare l’alloggio mentre vengono evidenziati i loro nomi e la data della loro dolorosa morte.
Nel film mi colpivano molto le difficili condizioni di vita a quei tempi, che si contrappongono al diffuso benessere presente nella società attuale, in cui sembra tutto scontato, dovuto e sempre insufficiente.
Del film mi colpisce anche la consapevolezza di Anna Frank, che si rende conto che potrebbe rimanerle poco da vivere e non ha molto tempo per poter scrivere. Questa stessa consapevolezza non è presente ai giorni d'oggi, perché c'è un mondo che si sente immortale quando in realtà non lo è.
All'inizio del film, quando la famiglia Frank deve fuggire dalla loro abitazione in Germania, la ragazzina è in grande difficoltà perché non sa se scegliere di portare con sé i propri ricordi oppure ciò che le sarebbe servito realmente. Ciò provoca una scelta tra soddisfare i bisogni fisici o continuare a nutrire la sua anima con i ricordi interiori. Alla fine non riesce a scegliere e prende oggetti in maniera precipitosa, senza riuscire a fare davvero una selezione razionale. Secondo me il cuore talvolta ci inganna facendoci credere che è possibile accumulare tutto. Solamente nei momenti di difficoltà, però, emergono le priorità, quello di cui veramente abbiamo bisogno e allora molte cose che si consideravano essenziali, si rivelano, invece, del tutto superflue.
in occasione della Giornata della memoria, che ricorda le persecuzioni e lo sterminio degli ebrei, in classe abbiamo approfondito l’argomento della Shoah, termine che in ebraico ha il significato di tempesta devastante e che viene utilizzato per indicare una catastrofe terribile. Abbiamo inoltre visto il film il diario di Anna Frank .
Questa giornata ci invita a riflettere sull’odio, sulla violenza e sulla necessità di costruire un mondo migliore. Ricordare non basta se non si crea un futuro di pace senza odio né discriminazioni.
Quante scene di pauroso orrore nel film!! Mi chiedo e ti chiedo, caro diario, come l’uomo abbia potuto fare tutto questo? Che colpa avevano Anna Frank e i suoi coetanei? Quella di essere nati ebrei?!
Mentre scorrevano le immagini, per un attimo sono tornata indietro con la mente a qualche anno fa, esattamente al 2020. Una situazione imprevista, l’influenza da Covid19, ha costretto milioni di persone e quindi anche me a dei cambiamenti: restare chiusi in casa, senza poter più uscire o incontrare gente o andare a scuola. Ricordo ancora quella sensazione di confusione, quella paura di ammalarmi. Che tristezza, caro diario, non potevo vedere nessuno!
Tutto ciò, posso dirti, è stata una sciocchezza in confronto a ciò che ha dovuto subire Anna. Lei ha vissuto per anni nella paura, anni molto dolorosi ma, nonostante tutto, riusciva a trovare speranza anche nei momenti più bui, riusciva a sognare un mondo migliore.
A differenza di noi ragazzine della sua età, lei non sognava di diventare famosa, magari una star, ma voleva essere una scrittrice e alla fine ce l’ha fatta!
Sai, ripensando ad alcune scene del film, trovo che qualcosa mi accomuni ad Anna: il rapporto con i genitori! Lei si sentiva maggiormente capita dal padre, mentre spesso discuteva con la mamma e anch’io, in famiglia, ho un rapporto più amichevole con mia madre mentre con mio padre mi ritrovo spesso a discutere e litigare.
Anna ha trascorso anni difficili a causa della malvagità umana, da un momento all’altro si è ritrovata a vivere nascosta con la sua famiglia, a condividere la sua camera con un uomo adulto che non conosceva. Per fortuna ci sono state delle note positive in quel triste periodo. Ad esempio la conoscenza di Peter, anche lui nascosto nello stesso rifugio, nei cui confronti del quale Anna prova un sentimento d’amore, ricambiato. Nonostante tante vicissitudini la ragazza è davvero forte, non si arrende, fino a realizzare un sogno che però ha visto solo dal cielo. Caro diario, quello che è accaduto in quel periodo non si può dimenticare e penso che tutto ciò deve insegnarci a vivere lottando contro l’odio e l’indifferenza che fa rima con violenza. E’ assurdo e mi fa tristezza che a distanza di tanti anni, proprio in questi giorni, leggo che la Corte Internazionale di giustizia condanni ancora qualcuno al mondo per crimini di guerra mentre una parte del popolo grida I don’t care.
A cosa serve dedicare una giornata alla memoria se non si è disposti a rispettare tutti nella propria dignità? Dov’è la libertà dell'uomo?
Che dirti? Fino a quando la mia stella brillerà? Brillerà solo se avremo il coraggio di non tacere.
Desidero tanto avere una risposta!
Un abbraccio.
In occasione della giornata della memoria, in classe abbiamo parlato della Shoah e per capire meglio cosa realmente è successo, abbiamo visto il film IL DIARIO DI ANNA FRANK e abbiamo parlato della storia vera di questa ragazzina ebrea di 13 anni che, a causa delle persecuzioni, è costretta a nascondersi nell'ufficio del padre con la sua famiglia. Lei Amava scrivere e proprio per questa sua passione, al suo 13esimo compleanno le viene regalato un diario che diventa un rifugio su cui potrà annotare tutte le difficoltà e i momenti difficili che affronterà.
La prima domanda che mi sono fatta è stata: “Com’è possibile che la vita può cambiare così da un momento all'altro?”. Io, che amo andare a scuola e stare con i miei compagni, riuscirei a rinunciare alla mia quotidianità? Eppure l'ho fatto: durante il lockdown sono stata a casa, costretta a non vedere nessuno. Certo, non è stata la stessa cosa perché, a differenza di quanto accaduto ad Anna Frank, non dovevo dividere la mia casa con persone sconosciute che litigavano in continuazione, non dovevo fare attenzione a non fare rumore e a non farmi scoprire. Ero al riparo, ma non mi nascondevo.
Ho sentito, alla fine del film, alcune mie compagne dire: “Povera ragazza!” Ma sai io cosa penso, caro diario? Penso che la parola “povera” non sia per nulla adatta per una come Anna Frank perché, nonostante tutto, non ha mai smesso di pensare al futuro. Lei che ha sempre desiderato diventare una scrittrice, alla fine ce l'ha fatta, senza saperlo è entrata nel cuore di milioni di ragazzi che da lei hanno imparato a non arrendersi anche quando la vita diventa complicata.
Che ingiustizia l'odio, mi fa paura, distrugge ogni cosa. Possono le persone essere uccise solo perché credono in qualcosa di diverso? Io mi sento fortunata perché vivo in un periodo della storia in cui posso sentirmi libera di esprimere le mie opinioni, ma il film mi ha ricordato che non è stato sempre così e che le persone come Anna Frank non devono essere dimenticate. Anche se la sua vita è stata ingiusta, mi ha insegnato che la Shoah è stata terribile e che bisogna impegnarsi affinché una cosa del genere non accada mai più. Io ce la metterò tutta per essere pronta a fare agli altri quello che voglio che gli altri facciano a me perché anche con il più piccolo gesto d'amore, possiamo fare la differenza. Non sarà sempre facile ma almeno potrò dire: “Ci ho provato!”.
L' acqua scende giù dal colle con eleganza
scorre tra le pietre in lontananza
arriva alle case con abbondanza.
Senza l’acqua non c'è vita
perché è la sostanza più utile mai esistita.
L'acqua è preziosa,
non la dobbiamo sprecare
sennò il mondo non si potrebbe abitare
Essa scorre, tra fiumi e affluenti
e grazie all' Acquedotto pugliese arriva
anche nei luoghi più carenti
Tutto il globo ne ha bisogno
ma per alcuni è solo un sogno
Se con piccoli gesti non la sprecheremo
una vita più equa
e senza preoccupazioni avremo
Cara amica acqua,
siamo alunni di una scuola italiana, ma ti parliamo a nome di tutto il mondo.
Qui sulla Terra sei una risorsa importantissima per gli esseri viventi. Sei fonte di vita! Quando sei dolce, sei ancora più rara e preziosa, perché noi siamo tanti e tu rischi di essere meno presente.
Purtroppo, non sei distribuita equamente; infatti, in alcuni Paesi sei sempre disponibile, in altri sei del tutto assente e in altri ancora sei addirittura un lusso che non tutte le persone possono permettersi.
Nei Paesi in cui sei abbondante, gli uomini fanno un consumo eccessivo di te, soprattutto in ambito industriale, e tu sei diventata un bene sempre più a rischio o ritorni nell’ambiente contaminata. Secondo noi, ciò non è giusto, perché così ti facciamo del male e corriamo il pericolo di perderti.
Noi vogliamo prenderci cura di te! Come? Con semplici consigli che tutti possono seguire:
● preferire la doccia al bagno, perché così meno ti utilizziamo;
● non lasciarti scorrere, mentre laviamo i denti o i capelli, perché così non ti
sprechiamo;
● innaffiare le piante o lavare i piatti con l’acqua di cottura della pasta, perché
così ti ricicliamo.
Ti promettiamo anche di agire nel nostro piccolo per darti una mano, affinché
la tua vita si allunghi!
Un passo grande che gli uomini hanno fatto per portarti in ogni luogo è stato
costruire gli acquedotti. Un esempio importante è l’Acquedotto Pugliese che
noi celebriamo e ringraziamo per aver reso più bella la Puglia, terra povera di
fiumi e laghi.
CARA AMICA ACQUA, ora ti salutiamo e ti promettiamo di rispettarti sempre.
Ti vogliamo un mondo di bene!
I tuoi amici alunni
Tu sei bella e preziosa
e tutti ti dovremmo onorare.
sei un diamante sotto ogni aspetto,
anche se molte volte ti manchiamo di rispetto.
Tu vivi tra i monti e nei fiumi,
sguazzi e schizzi senza mai fermarti,
di tanti torti nei tuoi confronti siamo responsabili
e per questo motivo cercheremo di curarti.
Tu ti preoccupi per tutti,
uomini, animali e piante.
sei indispensabile per la vita,
ma, anche se così puo’ sembrare,
non sei infinita.
Ora sei colma di plastica e metallo
e non sembri più di cristallo.
Il disboscamento e la deforestazione
stanno alterando le piogge,
fondamentali per il reinserimento delle idriche risorse.
I tuoi utilizzi sono infiniti,
senza di te noi siamo finiti.
Se non ti depuriamo
noi tutti molte malattie prendiamo.
In molti paesi sei limitata,
così nell’ Agenda 2030 ti hanno integrata,
per far conoscere a tutti la tua disponibilità
e aiutare i popoli in difficoltà.
L’ Acquedotto pugliese han costruito
e in tutte le case ti han distribuito.
I campi hai irrigato,
le industrie hai aiutato,
ma ora lo spreco va fermato.
“Oro blu” ti definiscono,
perché hai un valore inestimabile,
ma alcuni uomini ad impossessarsi di te ambiscono
per i loro interessi economici e poltici.
Grazie acqua,
per il tuo unico ed eccellente aiuto.
Ora tocca a noi aiutarti,
così speriamo che potrai perdonarci.
Da oggi sei nelle nostre mani
e abbiamo la grande
responsabilità del tuo domani!
Il Signore ha creato l’acqua,
per bere e per farci lavare,
non di certo per giocare.
Il Signore ha creato l’acqua,
non ha odore,
ma bisogna trattarla sempre con amore,
e quando la bevi non senti calore.
Il Signore ha creato l’acqua,
è importante, limpida e rinfrescante.
Il Signore ha creato l’acqua,
va ben usata e mai sprecata.
Il Signore ha creato l’acqua,
per innaffiare i fiori di tutti i colori,
ma non va mai buttata al di fuori.
Il Signore ha creato l’acqua.
E ricordatevi:
L’acqua e’ preziosa
solo se non la teniamo in maniera pietosa!
L’acqua è un bene comune
e tutti ne abbiamo bisogno,
dobbiamo averla tutti
e per nessuno deve essere solo “un sogno”.
L’acqua è un bene prezioso
e sprecarla non è rispettoso!
Se non vogliamo finirla,
alcuni metodi dobbiamo usare:
chiudere il rubinetto, quando ci dobbiamo lavare.
Per ogni goccia che cade invano,
un bambino soffre lontano.
L’acqua piovana per pulire è perfetta.
Recuperarla e riutilizzarla è scelta corretta!
Quando lavi frutta e verdura, non buttarla!
Per tante altre cose puoi riciclarla.
Se dei suoi benefici vogliamo usufruire,
di poca acqua ci dobbiamo servire.
Ogni piccolo gesto è utile,
perché l’acqua non è un bene futile.
Rispetta l’acqua, non è infinita,
senza di essa, non c’è più vita.
L’acqua sta finendo
e, se ciò vogliamo impedire,
immediatamente dobbiamo agire!
Sono
un’onda
che infrangendosi
libera scintille
Sono
un albero di Natale
avvolto da fasci
di luce accecanti
Sono
una ballerina di tip tap
che ad ogni tocco sprigiona
bolle di sapone
Sono il camino
dove si appendono
le calze natalizie
dove si cucinano
tante delizie
dove si riscaldano
tutti i cuori
accanto al quale
ci si scambiano i doni
Sono una foto vecchia
in una scatola nuova
Sono la stradina di sabbia
che porta al mare
Sono il profumo di burro
dello scorso Natale
Sono un pezzo di carta
stropicciato,
un vulcano
appena eruttato,
un vaso rotto
in mille pezzi andato.
Sono una festa
senza gente
Sono una città
senza luce
Sono un fiore
senza petali colorati
Sono
un pacco regalo
colorato,
sono un arcobaleno
che fa splendere il cielo,
sono
un maglione
che riscalda
il mio
cuore
Sono un fuoco
che esplode,
a volte la fiamma si innalza,
altre volte si abbassa
e crolla.
Sono un tornado
che arriva
veloce
e più diventa forte
più è devastante.
Sono un pugnale
con lame
appuntite
che può
tagliarti
profondamente.
Sono
il freddo
che soffia nella notte
nell’attesa
di un passo che non arriva
Sono
la voce
che trema
e non puoi riconoscere
il rumore,
la stanza che ti osserva silenziosa
Sono
lo specchio
che non vuol riflettere,
un vetro danneggiato
che nasconde il tuo sguardo.
Sono
un vortice
nel mare
scateno onde contro scogli
Sono
vento che spoglia alberi
foglie che volano
e gocce che danzano
nel cielo scuro
Sono
una volpe tremante
nella tana.
Sono
una mela
senza sapore,
Sono
un leone
senza criniera,
Sono
un birillo
che non si
regge in piedi.
Sono la brezza leggera al mattino,
Sono un riccio vuoto
riempito di colori
Sono il riflesso dell’arcobaleno
Sono il cielo grigio
Sono un albero spoglio
Sono una pioggia senza sosta
Sono un fuoco che arde
Sono un brutto voto
sul registro
Sono un lunedì mattina