Societa Atomodale. 2017.
La formazione riprende il discorso intrapreso dalla Pre Società Atomodale, ma in forma essenziale, in quartetto, con Stefano Negri al sax, Massimo Ciolli alla chitarra, Marco Benedetti al contrabbasso, Stefano Bambini alla batteria. Il materiale composto negli anni precedenti è stato "fotografato" in questa sessione di registrazione in diretta senza sovraincisioni del 2017, fatta con un semplice registratore stereo, nell'abitazione dell'ospitale e preparatissimo Negri, coll'entusiasmo e la precisione di Benedetti, e con la giusta attitudine cool del raffinato drumming di Bambini. Tutti i musicisti, nonostante il luogo non convenzionale per la registrazione di un album, sono concentrati e sintonizzati sulle articolate sintesi armoniche e melodiche dei brani.
Nei concerti dal vivo il gruppo si è esibito con, a volte al posto di Stefano Bambini, con Filippo Monico alla batteria, oppure a volte al posto di Marco Benedetti, con Michele Staino al contrabbasso. La copertina sottintende un concetto semplice e attuale. La musica jazz ha avuto la sua massima diffusione nel '900, anzi è considerata LA musica rappresentativa del Novecento. Nel secolo successivo, nel quale ci troviamo ad agire, essa vive grazie all'immensa creatività e forza che ha espresso in un periodo delimitato, ma ricco di personaggi che hanno cesellato delle gemme di valore incommensurabile e senza tempo; dopodiché perdendo per vari motivi socio economici i luoghi caratteristici della sua diffusione, il jazz si è reso un'attività di "esplorazione musicale" di luoghi sonori disabitati. Il Jazz è diventato una sorta di luogo disabitato, pieno di fascino e di storia, di mistero, ed ecco l'assonanza con la copertina in stile "Urbex", che è stata affidata ad un'artista di primo piano nel panorama dell'arte dell'Esplorazione Urbana: Daria B.
Si ha dunque per analogia: luoghi abbandonati=musica disabitata