album "Reunion" - 1995
Parlando degli ultimi anni '80, e primi anni '90 del 1900, va ricordato quanta energia, quante personalità, quante iniziative, quanti clubs, si misero in movimento il più delle volte per collaborare l'un l'altro, più raramente per competere, in un coacervo di sinergie che fluivano liberamente, senza eccessivi intralci burocratici o vincoli ideologici.
L'album "Reunion" volle essere un tributo a questa atmosfera di collaborazione, senza sterili preclusioni stilistiche ma focalizzandosi sulla creatività che sgorgava ovunque ci fosse un teatro, un club, un circolo culturale, un centro sociale, un locale pubblico.
Sempre parlando di quegli anni, non si può non ricordare personaggi che, al di là della formazione presente sull'album Reunion, vanno citati perché hanno dato molte energie, a volte più di quelle che hanno ricevuto, all'ambiente musicale della città. E questa pagina, per il titolo che ha, pare adatta a questo.
Fra i tanti, con i quali ho avuto il piacere suonare o di avere rapporti di amicizia, vorrei ricordare Alessandro Di Puccio, fervido didatta, fautore di tante interessanti iniziative e concerti; il compianto Luca Flores (nella pagina immagini), acuto pianista e compositore, due musicisti diversi ma accomunati dal desiderio di viaggiare: Barbara Casini (nella pagina "immagini") e Fabio Morgera, la prima spesso divisa fra Brasile ed Italia, ed il secondo diviso fra Stati Uniti ed Italia; di entrambi ho un piacevole e tenero ricordo di quando da giovanissimi muovevamo i primi incerti passi nella musica suonando in un retrobottega di Borgo Pinti, organizzati dall'artista Sandro Becucci, e da Roberto Tassi, che avevo conosciuto a "La Rosa". A poca distanza da Borgo Pinti, in via Nuova De' Caccini, in quegli anni ci si poteva trovare, nel locale jazz club, come gruppo fisso delle jam, altri cari amici, come lo straordinario e sottovalutato chitarrista jazz Beppe Fornaroli (che in seguito si dedicherà completamente alla musica brasiliana e si trasferirà in Brasile), il raffinato batterista Davide "Duccio" Zannoni (nella pagina "immagini"), che poi si impegnerà nella composizione contemporanea, negli USA, e l'energetico sassofonista Sandro Morini. Poi improvvisamente, su quel palco, si materializzavano personaggi famosi nel campo dell'avanguardia, come il violoncellista americano Tristan Honsinger, o il sassofonista sudafricano Sean Bergin, a testimoniare come la "scena jazz" cittadina fosse, almeno allora, assolutamente trasversale e refrattaria a chiusure ideologiche o stilistiche. E contemporaneamente potevi trovare musica jazz anche in altri locali, il citato La Rosa, il BeBop, il Caffè Voltaire, lo Spazio Uno, in seguito il Salt Peanuts, ecc.
Capostipite di tutta una scuola di sassofonisti è stato ed è tuttora Luca di Volo.
Un allievo di Luca Di Volo, stimato per le sue capacità strumentali, nell'ambito del jazz contemporaneo, ed infaticabile organizzatore e collaboratore di tantissimi musicisti è Renato Cordovani.
Dal suono espressionista e personale è il sassofonista Edoardo Dado Ricci, col quale ho avuto il piacere di condividere la partecipazione ad un laboratorio di Franco D'Andrea, lucido e geniale musicista.
E l'ambiente musicale cittadino non si sarebbe potuto sviluppare senza la straordinaria competenza ritmica e propulsiva di musicisti come il pianista Francesco Maccianti, i contrabbassisti Franco Nesti, Nicola Vernuccio, Lello Pareti, ed i batteristi Alessandro Fabbri e Piero Borri. Al punto che ci fu un periodo in cui questa veniva chiamata la città "delle ritmiche", piuttosto che dei "solisti"!
E inoltre personaggi che si sono volutamente tenuti al margine dei palchi più frequentati, come ad esempio il già citato e valente sassofonista Stefano Bartolini, gli indispensabili percussionisti Antonio Gentile e Paolo Casu, il pianista Dario Galante (che poi si trasferirà in Brasile), oppure il sassofonista Sandro Azzolini, con un approccio concettuale ed intransigente (due suoi volantini nella pagina "immagini"), o Gesualdo Bilinceri (nella pagina "immagini" una sua lettera aperta per la Pace, ai tempi delle guerre nei Balcani) sassofonista e flautista dal suono inconfondibile, oppure il sassofono espressionista di Maurizio Bugli (nella pagina "immagini"), o i contrabbassisti già citati Mauro Crocetti, e Amedeo Ronga, il sassofonista Carlo Gattesky (così si faceva chiamare), oppure Giovanni Grisolia (nella pagina "immagini" il volantino del suo "Quintetto Ben Temperato"), appassionato ricercatore e divulgatore, sassofonista, con notevoli doti organizzative e progettuali. La straordinaria cantante Lucia Fernandez. L'organista di talento Michele Papadia. E poi il sassofonista pugliese Biagio Coppa, il chitarrista Riccardo Bianchi (entrambi poi si trasferiranno in Lombardia), il batterista con gusto, e preparazione tecnica, Fabio Casentini, che si trasferirà a Roma, la raffinata cantante Tiziana Simona, il citato trombettista Franco Baggiani, autentico vulcano di idee sia musicali, sia didattiche, le cantanti Titta Nesti, Claudia Tellini, Stefania Scarinzi, il sassofonista Dario Cecchini, i virtuosi trombettisti Marianini, Tolmino e Luca, il poliedrico Elio Nencioni, il trombettista ed acuto critico dei costumi cittadini Stefano Bartoli, il sassofonista Diego Carraresi, e tutti i musicisti più giovani, della generazione che è seguita... è impossibile elencarli tutti... Michelle Bobko, Walter Paoli, Riccardo Onori, Andrea Melani, Antonio Licusati, Stefano Bollani, Barbara Martini, Claudio Giovagnoli, Stefano Negri, Antonio Torrini, Antonio Laraia, Andrea Coppini, Leonardo D'Amico (percussionista ed esperto etnomusicologo), Marco Bini, Marco Pezzola, Guido Zorn, Aldevis Tibaldi, Damiano Niccolini, Sandro Piccini, Tommaso Montagnani (che si trasferirà in Francia), Fabrizio Morganti, Ruben Chiaviano, Francesco Pastacaldi, Fabrizio Mocata, Maurizio Bozorius Bozzi, Filippo Lepri, Stefano Lepri, Yrja Haglund, il citato Leonardo Pieri, Alessandro Galati, Mario Marmugi, Riccardo Bonciani, Luca Pisani (che si trasferirà a Verona), Riccardo Tarlini, Filippo Pedol, Cosimo Marchese, Roberto Andreucci, Emanuele Parrini, il compianto Alessandro Biagi, poliedrico musicista attivo nell'area classica, in quella "progressive", in quella jazz, in quella sperimentale (con uno strumento di sua invenzione. il "tubox" tubo dell'aspirapolvere effettato in live electronic), Massimiliano Pinzauti, Mirko Guerrini (che poi si trasferirà in Australia), Riccardo Bartolozzi, Simone Martelli, Alessandro Bruno, Marco Cattarossi, Stefano Rapicavoli, Massimiliano Calderai, Alberto Rosadini, Danio Sostegni, Giovanni Pecchioli, Alessandro Benedetti, Franco Esposito, Joy De Vito, Veronica Fascione, Sandro Piccini, Gianni Zei, Fabrizio Fuochi, Filippo Pedol, Jacopo Martini, e, a volte di passaggio in città, Matthias Shubert, Filippo Monico, Mauro Grossi, Stefano Cocco Cantini, Daniele Malvisi, Sergio Corbini, Mauro Orselli, Marco Tosi, e si potrebbe continuare... poi della terza generazione si parlerà più avanti...
Nel passare degli anni, una riflessione che potrebbe giungere spontanea, è che in questa città, che come dice il nome è la città dei fiori, sia facile veder "fiorire" idee, progetti, personalità non comuni, intuizioni profonde, ma che in questi tempi "moderni" manchi un collegamento con un tessuto socio-economico-culturale che si prenda la responsabilità di supportare un siffatto patrimonio creativo ed intellettuale, perché una continuità nelle iniziative (che a momenti risultano visibili, altri momenti sotterranee, altri momenti paiono assenti, ma ci sono) rappresenta il fattore di "massa critica" secondo il quale un fenomeno si possa concretizzare o meno.