DESCRIZIONE
Il 2 giugno 1511, a Ponte Nossa, sul dipinto collocato all’esterno della chiesetta di Santa Maria e raffigurante il Cristo Crocifisso con accanto San Giovanni e Maria, l’occhio sinistro della Madonna fu visto piangere lacrime di sangue da una fanciulla che, con alcune coetanee, stava pascolando un gregge nelle vicinanze. Le ragazze asciugarono le lacrime di Maria con un grembiule e resero pubblico l’accaduto. Si decise di costruire un nuovo edificio di culto che, però, venne ufficialmente iniziato nel 1525. Edificata in stile romanico lombardo a fianco della chiesetta esistente, la chiesa fu terminata nel 1533, consacrata e dedicata a Santa Maria Annunziata il 19 aprile 1575 dal coadiutore del vescovo Federico Corner. Nel 1583 fu elevata a chiesa parrocchiale quando Ponte Nossa si separò da Premolo.
Ogni anno, dal 1511, la comunità commemora il miracolo, chiamato comunemente «Apparizione», con una festa. La ricorrenza è un importante appuntamento per la cittadinanza, nonché momento di pellegrinaggio dai paesi vicini. Il momento culminante è il rito detto dello «scoprimento»: l'immagine della Madonna, ritenuta miracolosa viene coperta da un velo che viene poi rimosso durante le celebrazioni delle funzioni eucaristiche. I pellegrinaggi al Santuario della Madonna delle Lacrime Incoronata di Ponte Nossa sono una tradizione che ha radici lontane nel tempo.
Al rigore dell’esterno del santuario, caratterizzato dalla facciata in pietra grigia alleggerita da un grande rosone e da finestre alte e strette, fa da contrappunto un interno dagli spazi omogenei, ricco di affreschi che risalgono a inizio Novecento, l’epoca dell’ultimo, sostanziale, ingrandimento dell’edificio. I pittori Giovanni Cavalleri e Fermo Taragni, chiamati per le decorazioni, si fecero espressione di uno stile che risente degli influssi dell’arte preraffaellita e neoquattrocentesca e che si traduce in figure dalle pose morbide e dai colori brillanti.
Uno dei pezzi di maggiore pregio della parrocchiale è indubbiamente il polittico cinquecentesco attribuito alla bottega dei Vivarini, opera organizzata secondo uno schema ben preciso che vede alla sommità l’Onnipotente e ai lati l’Arcangelo Gabriele e Maria Annunciata, accompagnata dallo Spirito Santo in forma di colomba. Ai lati, i Santi Pietro e Andrea, patroni rispettivamente delle parrocchie di Parre e Premolo, rinnovano la comunanza di fede e di ideali che spinse un tempo le comunità a unire le forze per la costruzione della chiesa.
Dal libro della Genesi - 1In principio Dio creò il cielo e la terra. 2La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. 3Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. 4Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre. 5Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: giorno primo.
Riflessione - Primo giorno: Dio è già all’opera nella tua vita. Lui vuole farti nuovo. Liberarti del peccato che ha rovinato la tua immagine di figlio di Dio. E tutto questo è un’opera sua!
Oggi puoi intraprendere questo cammino spirituale perché sei vivo. La vita, infatti, è la prima vocazione che Dio ti ha dato.
Cosa troviamo all’inizio? Il caos informe e il deserto. Noi vorremmo l’ordine sin dall’inizio nella nostra vita, ma dobbiamo fare pace con la nostra realtà: non siamo ordinati e autosufficienti. Dio ti ha creato così! Ti vuole dipendente dalle relazioni. Se fossimo autosufficienti non ci servirebbero gli altri. Non ci servirebbe Dio. I peccato nascono dal rifiuto di questa verità.
Partiamo, allora, da questo caos su cui cova lo Spirito di Dio. Lo Spirito santo non vola sulle cosa, ma le cova perché possa nascere la vita. Accettarci informi e deserti non deve spingerci alla disperazione, piuttosto, proviamo ad accendere una luce. Dio nel primo giorno della creazione fa luce sulle cose e le porta alla vita.
Accedo la luce e cosa vedo? Le prime evidenze!
Quelle cose che è mesi che devo fare e non ho fatto oppure quella visita che non ho prenotato. Cose semplici di cui non ci si vanta di averle fatte. La luce ci permette di smettere di vivere in modo distratto e casuale. Quali cose sono sicuro che devo fare?
La luce è giorno e la tenebra è notte. La luce, mi fa bene, la tengo, le tenebre, non mi fanno bene, non le tengo.
Tempo della preghiera
Sia la strada al tuo fianco, il vento sempre alle tue spalle,
che il sole splenda caldo sul tuo viso
e la pioggia cada dolce nei campi attorno
e, finché non ci incontreremo di nuovo,
possa Dio proteggerti nel palmo della sua mano.
San Patrizio