DESCRIZIONE
Il santuario della Beata Vergine del Paradiso, o chiesa del Paradiso, a Clusone, è un edificio costruito nel 1495 come estensione di un quattrocentesco monastero e deve il suo odierno aspetto a diversi interventi strutturali e decorativi avvenuti tra Settecento e Novecento. La facciata è realizzata in sasso locale e si sostiene che queste pietre provenissero da alcuni fortini, rifugio di guelfi e ghibellini.
La facciata spoglia e austera cela un interno ricco di dipinti, cappelle ed opere suggestive. Custodisce, infatti, tra gli elementi artistici di maggior nota, l'altare della Visitazione, opera di Virginio Muzio, gli altari laterali dell'Addolorata, del Crocefisso, di Santa Lucia, di San Giuseppe e della Concezione, nonché numerosi dipinti di pittori clusonesi, tra cui Domenico Carpinoni, Antonio Cifrondi, Giovan Battista Brighenti e Giovanni Trussardi Volpi.
Di particolare interesse artistico e spirituale è l’affresco dell’Addolorata (sec. XV) collocato nella cappella a destra entrando dalla porta centrale. Questa composizione era stata dipinta sull’esterno della primitiva edicola porticata eretta dai padri Serviti subito dopo il loro arrivo a Clusone. L’attuale collocazione all’interno risale all’epoca del primo ampliamento che si rese necessario per l’incremento del culto all’Addolorata in seguito all'episodio sacrilego che l’immagine subì nel 1495: la Madonna, dopo essere stata sfregiata con un colpo di spada, pare abbia lacrimato tre gocce di sangue. L’ampia corniciatura a drappo è opera della bottega dei Fantoni di Rovetta. Di Andrea Fantoni sono le allegorie della Fede, della Speranza e della Carità. Non si conosce l’autore dell’affresco, ma con molta probabilità è opera di un anonimo pittore dell’Ordine dei Serviti. Maria Addolorata, seduta sull’orlo del sepolcro, tiene sulle ginocchia il Cristo morto; ha le mani congiunte e contempla il Figlio il cui volto esprime il fiducioso abbandono al Padre. Un affresco di grande valore artistico e a cui tutta la comunità si sente particolarmente legata: in ogni evenienza lieta o triste, individuale o collettiva, a Clusone l’incontro con la Madonna è sempre avvenuto, e avviene tuttora, ai piedi di questo affresco.
Dal libro della Genesi - 1In principio Dio creò il cielo e la terra. 2La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. 3Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. 4Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre. 5Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: giorno primo.
Riflessione - Primo giorno: Dio è già all’opera nella tua vita. Lui vuole farti nuovo. Liberarti del peccato che ha rovinato la tua immagine di figlio di Dio. E tutto questo è un’opera sua!
Oggi puoi intraprendere questo cammino spirituale perché sei vivo. La vita, infatti, è la prima vocazione che Dio ti ha dato.
Cosa troviamo all’inizio? Il caos informe e il deserto. Noi vorremmo l’ordine sin dall’inizio nella nostra vita, ma dobbiamo fare pace con la nostra realtà: non siamo ordinati e autosufficienti. Dio ti ha creato così! Ti vuole dipendente dalle relazioni. Se fossimo autosufficienti non ci servirebbero gli altri. Non ci servirebbe Dio. I peccato nascono dal rifiuto di questa verità.
Partiamo, allora, da questo caos su cui cova lo Spirito di Dio. Lo Spirito santo non vola sulle cosa, ma le cova perché possa nascere la vita. Accettarci informi e deserti non deve spingerci alla disperazione, piuttosto, proviamo ad accendere una luce. Dio nel primo giorno della creazione fa luce sulle cose e le porta alla vita.
Accedo la luce e cosa vedo? Le prime evidenze!
Quelle cose che è mesi che devo fare e non ho fatto oppure quella visita che non ho prenotato. Cose semplici di cui non ci si vanta di averle fatte. La luce ci permette di smettere di vivere in modo distratto e casuale. Quali cose sono sicuro che devo fare?
La luce è giorno e la tenebra è notte. La luce, mi fa bene, la tengo, le tenebre, non mi fanno bene, non le tengo.
Tempo della preghiera
Sia la strada al tuo fianco, il vento sempre alle tue spalle,
che il sole splenda caldo sul tuo viso
e la pioggia cada dolce nei campi attorno
e, finché non ci incontreremo di nuovo,
possa Dio proteggerti nel palmo della sua mano.
San Patrizio