DESCRIZIONE
La chiesa dei Morti Nuovi, o chiesa di Santa Maria Maddalena e San Rocco, si trova nella frazione Fiorine di Clusone. Venne edificata nel 1795 quando fu spostata la strada che dal fondovalle portava a Clusone, la nuova via non obbligava più il passaggio dove era presente la chiesa dei morti della peste, ma la devozione era talmente sentita nel paese che si decise di costruire una nuova chiesa dedicata alla peste, che prese appunto il nome di Morti Nuovi.
L'arrivo della dominazione francese e l'instaurarsi della Repubblica cisalpina ne fermò i lavori, anche perché i committenti, che erano filo veneti, dovettero scappare a Venezia. I lavori ripresero nel 1799 con l'arrivo dell'Impero austro-ungarico, e vennero assegnati ad Antonio Giudici, del Dos, nipote di quell'Antonio che aveva realizzato la cappella dei Morti Vecchi. Il ritorno dei francesi nell'ottobre fermò nuovamente i lavori per riprendere nel 1801, con la costruzione del portico e il campanile in legno
Un ampio porticato aperto lateralmente protegge la facciata della chiesa. L'interno presenta la copertura con un tetto in legno a due falde con coppi di laterizio. L'ingresso è orlato da pietre sagomate, sormontato da un architrave trabeato con ai lati due finestre ugualmente rifinite, sulla parte superiore un affresco di Giovanni Brighenti. L'interno è illuminato da un'ampia finestra a pianta quadrata con un'unica navata e campata, mentre il presbiterio più ristretto è accessibile da un gradino ed è a pianta rettangolare. Il soffitto a cupola è affrescato da Giovanni Brighenti e rappresentan il Cristo del Giudizio e i quattro profeti posti agli angoli.
La consacrazione avvenne il 26 agosto del medesimo anno dal vescovo Gian Paolo Dolfin.
Dal libro della Genesi - 9Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un unico luogo e appaia l'asciutto». E così avvenne. 10Dio chiamò l'asciutto terra, mentre chiamò la massa delle acque mare. Dio vide che era cosa buona. 11Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che fanno sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la propria specie». E così avvenne. 12E la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie, e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. 13E fu sera e fu mattina: terzo giorno.
Riflessione - Dio mette argine alle acque che sono sotto il firmamento per lasciare spazio all’asciutto alla vita. Il terzo giorno parla di limiti. Occorre fare i conti con i limiti! I limiti che ci sono già nella nostra vita: non possiamo fare tutto e non possiamo mettere tutto nella nostra testa.
Possiamo stare di fronte ai nostri limiti con rabbia e frustrazione cercando di rimuovere il limite. Il peccato è il rifiuto di un limite, un trasgredire, superare un limite.
Possiamo stare di fronte al limite valorizzandolo e accogliendolo. Possiamo imparare qualcosa dal nostro limite e fortificare le nostre relazioni soprattutto con Dio. Questo ‘no’ che Dio ci ha detto è già una relazione con Lui che può divenire preghiera, anche aggressiva che chiede spiegazione, ma pur sempre relazione. Quanti partendo dal ‘no’ scoprono il ‘sì’ possibile. Quando pensiamo che ci sia solo il ‘no’, la morte, perdiamo il ‘sì’ possibile.
Dio pone un limite perché possa nascere la vita. Ci sono poi dei limiti che possiamo darci. Argini alle nostre pulsioni possessive e alle pretese, per governare la vita.
La povertà. Se non so limitare il desiderio di possedere sono un invasore degli altri e delle loro proprietà. Obbedienza. Se non so obbedire e devo fare sempre appello al mio ego sarò un pessimo compagno di viaggio. Castità. Se non so essere casto sarò piuttosto pesante nella mia affettività.
Porre un limite perché germili la vita! Il limite mi ricorda che non sono al centro del mondo!
Siamo fedeli a noi stessi quando diamo la vita. In questa fedeltà risplende la nostra bellezza.
Noi siamo eccezionali, amati da Dio in modo unico, capaci di amare in modo irripetibile.
Tempo della preghiera
Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,
Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo,
unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero,
generato, non creato, della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato,
secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo Battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà.
Amen.