DESCRIZIONE
La chiesa di San Giovanni Battista, situata nella frazione Bani di Ardesio, rappresenta un significativo esempio di architettura religiosa alpina, profondamente legata alla storia della comunità locale. L'edificio, orientato verso est secondo la tradizione liturgica, presenta una sobria facciata settecentesca riportata al suo aspetto originario durante i restauri del 1976, quando vennero rimosse le sovrastrutture aggiunte nel primo Novecento e la superficie fu rinnovata con un nuovo affresco.
Elemento di spicco è il portale cinquecentesco in pietra di Sarnico, proveniente dalla vecchia chiesa distrutta da una valanga, ornato dalla scritta IHS. Sovrastante il portale, il mosaico del Buon Pastore, realizzato nel 1979, arricchisce la facciata divisa in quattro lesene con basamenti in finta pietra e trabeazione continua.
L’interno, a navata unica con volta a botte, si articola in quattro campate illuminate da lunette sopra il cornicione, collegate alla volta tramite strombature. Le lesene interne, poggianti su zoccolature in marmo grigio di Ardesio, conferiscono ritmo e solennità allo spazio. Il presbiterio, sopraelevato di tre gradini, ha pianta rettangolare ed è coperto anch’esso da una volta a botte, con luce proveniente da lucernari. Particolarmente suggestiva è la parete sud, lasciata in pietra a vista per valorizzare la pietra verrucano locale.
Figura centrale per la comunità fu don Francesco Brignoli, parroco dal 1890 al 1934, conosciuto come Ol Pret di Bà. Profondamente legato alla devozione mariana, promosse il culto della Madonna della Consolazione, alla quale è dedicato uno degli altari laterali. La sua instancabile opera spirituale e sociale portò luce e acqua alla frazione e fece della chiesa un punto di riferimento per l’intera alta Valle Seriana, attirando pellegrini in cerca di conforto e preghiera.
Dal libro della Genesi - 9Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un unico luogo e appaia l'asciutto». E così avvenne. 10Dio chiamò l'asciutto terra, mentre chiamò la massa delle acque mare. Dio vide che era cosa buona. 11Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che fanno sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la propria specie». E così avvenne. 12E la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie, e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. 13E fu sera e fu mattina: terzo giorno.
Riflessione - Dio mette argine alle acque che sono sotto il firmamento per lasciare spazio all’asciutto alla vita. Il terzo giorno parla di limiti. Occorre fare i conti con i limiti! I limiti che ci sono già nella nostra vita: non possiamo fare tutto e non possiamo mettere tutto nella nostra testa.
Possiamo stare di fronte ai nostri limiti con rabbia e frustrazione cercando di rimuovere il limite. Il peccato è il rifiuto di un limite, un trasgredire, superare un limite.
Possiamo stare di fronte al limite valorizzandolo e accogliendolo. Possiamo imparare qualcosa dal nostro limite e fortificare le nostre relazioni soprattutto con Dio. Questo ‘no’ che Dio ci ha detto è già una relazione con Lui che può divenire preghiera, anche aggressiva che chiede spiegazione, ma pur sempre relazione. Quanti partendo dal ‘no’ scoprono il ‘sì’ possibile. Quando pensiamo che ci sia solo il ‘no’, la morte, perdiamo il ‘sì’ possibile.
Dio pone un limite perché possa nascere la vita. Ci sono poi dei limiti che possiamo darci. Argini alle nostre pulsioni possessive e alle pretese, per governare la vita.
La povertà. Se non so limitare il desiderio di possedere sono un invasore degli altri e delle loro proprietà. Obbedienza. Se non so obbedire e devo fare sempre appello al mio ego sarò un pessimo compagno di viaggio. Castità. Se non so essere casto sarò piuttosto pesante nella mia affettività.
Porre un limite perché germili la vita! Il limite mi ricorda che non sono al centro del mondo!
Siamo fedeli a noi stessi quando diamo la vita. In questa fedeltà risplende la nostra bellezza.
Noi siamo eccezionali, amati da Dio in modo unico, capaci di amare in modo irripetibile.
Tempo della preghiera
Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,
Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo,
unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero,
generato, non creato, della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato,
secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo Battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà.
Amen.