DESCRIZIONE
Situata all’ingresso della frazione di Novazza, nel comune di Valgoglio, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo è il fulcro religioso e storico della comunità. Le sue origini risalgono almeno al 1401, anno in cui si documentano i primi lasciti testamentari destinati al completamento di un edificio sacro già esistente. La parrocchia ottenne l’autonomia nel 1477, separandosi definitivamente da quella di Valgoglio.
L’antica chiesa, divenuta inadeguata nel corso del XIX secolo, fu sostituita da una nuova struttura edificata nel 1858 e consacrata il 20 giugno 1864 dal vescovo Luigi Speranza. L’edificio attuale presenta una sobria facciata neoclassica ispirata allo stile dei Caniana, architetti bergamaschi del XVIII secolo. L’esterno, rivolto a sud-est, è preceduto da un sagrato in ciottolato e caratterizzato da un portale centrale sormontato da un timpano spezzato e da un’apertura ad arco che illumina l’interno.
Quest'ultimo, a navata unica, è impreziosito da un ciclo di affreschi realizzati da Ponziano Loverini nel 1858. La decorazione è interamente dedicata alla vita di San Pietro: «Il Martirio» domina l’abside; sulla volta si susseguono «La Pesca miracolosa», «La Guarigione del paralitico» e «La Consegna delle chiavi»; sopra la bussola d’ingresso campeggia «La Lavanda dei piedi». Le lunette ospitano i quattro evangelisti e i Santi Giovanni Battista e Paolo, opera di Renato Bassetti. Di particolare rilievo è anche una tela secentesca raffigurante i Santi Antonio abate, Rocco ed Erasmo, inizialmente attribuita a Domenico Carpinoni e successivamente assegnata a un ignoto autore lombardo. L’opera è inserita in una ricca cornice lignea cinquecentesca, restaurata nel 1990.
Dal libro della Genesi - 6Dio disse: «Sia un firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». 7Dio fece il firmamento e separò le acque che sono sotto il firmamento dalle acque che sono sopra il firmamento. E così avvenne. 8Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.
Riflessione - Il firmamento è una cosa ferma, stabile e dura che scinde le acque che stanno sopra e quelle che stanno sotto. Il cielo divide l’acqua buona (pioggia, la brina) da quella che non lo è (torrenti in piena e il mare) che portano morte.
La vita comparirà perché le acque vengono separate, come nell’Esodo quando il Mar Rosso si apre. Suddividere e scindere le cose per mettervi ordine. Vedere ciò che è buono e dà vita, e ciò che è cattivo e porta la morte.
Nella ricerca della propria vocazione e nella propria vita occorre porre dei punti fermi che mi dicono dei ‘no’ che evitano perdite di tempo e dei ‘sì’ che convoglino le mie forze. Occorre darsi delle priorità.
Quali sono le priorità della tua vita? Le priorità lo sono per sé stesse e non perché lo decidiamo noi. Due giovani che stanno nel fidanzamento o una coppia di sposi devono accorgersi che tra loro la comunicazione deve essere viso a viso non tramite chat. Sono le relazioni che dettano le priorità.
Le priorità le dobbiamo riconoscere.
Come uno scultore deve obbedire alle venature del legno e del marmo, così noi dobbiamo obbedire alle venature della nostra vita. Fare le cose come si possono fare.
Stare a contatto con la realtà obbedendo alle potenzialità della realtà. I doveri del proprio stato (il mio ruolo genitoriale e filiale, la vocazione della mia vita) creano quello spazio che non pensavamo di avere.
Tempo della preghiera
Beato l'uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte.
È come albero piantato lungo corsi d'acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene.
Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
perciò non si alzeranno i malvagi nel giudizio
né i peccatori nell'assemblea dei giusti,
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina.
Salmo 1