DESCRIZIONE
Con decreto del vescovo Clemente Gaddi del 2 settembre 1964, venne eretta canonicamente la parrocchia di San Giuseppe artigiano alle Fiorine di Clusone. L’edificio è orientato secondo la tradizione liturgica con la facciata principale rivolta verso ovest, si affaccia su un ampio sagrato che si estende ai lati della chiesa per ospitare numerosi posti auto. Dal sagrato prospiciente l’edificio si accede alla chiesa attraverso ampie gradinate che conducono a una bussola d’ingresso caratterizzata da porte in legno e vetro a due battenti; è presente anche un secondo ingresso sul fronte nord che conduce nei pressi dell’altare laterale. Lo spazio interno è caratterizzato da una navata unica che si sviluppa lungo l’asse ovest-est, intersecata da un transetto che ospita, uno per lato, i due altari laterali ed è conclusa da un’abside con pianta pentagonale. È inoltre presente una cantoria con organo a canne posta sopra l’ingresso; essa è raggiungibile tramite una scala posta all’interno a sud della bussola d’ingresso. A destra dell’ingresso principale si trova il confessionale.
Le pareti interne della chiesa sono scandite dagli elementi strutturali che salgono fino al soffitto, raccordandosi con le travi orizzontali che sostengono la copertura e sulle quali si trovano appesi i corpi illuminanti.
Lungo le pareti laterali troviamo la Via Crucis dell'artista U. Gamba. Sempre dello stesso artista, sopra gli altari laterali troviamo due pale. A sinistra è raffigurata la Santa Famiglia di Nazareth. San Giuseppe tiene teneramente in braccio il bambin Gesù. Mentre a destra è raffigura la santissima Trinità e i sette sacramenti.
Forniscono luce e aria alla chiesa numerose aperture strette e alte, dotate di serramento con apertura a vasistas, distribuite lungo tutte le pareti perimetrali in corrispondenza dei campi individuati nella muratura dalla ripetizione degli elementi strutturali.
Lo spazio per l’assemblea ospita banchi in legno dal disegno lineare, salendo tre gradini in marmo si accede al presbiterio, caratterizzato da una pavimentazione e da arredi in marmo. L’abside pentagonale supera di molto l’altezza della navata, terminando in sommità con aperture finestrate prima di chiudersi tramite una copertura a spioventi. Completano la dotazione di aperture della chiesa i numerosi inserti in vetrocemento colorato posizionati sulla facciata principale e in corrispondenza degli ingressi laterali. Alla sagrestia vi si accede attraverso una porta posta sulla parete settentrionale dell’abside e tramite un passaggio presso l’altare laterale del lato nord.
Dal libro della Genesi - 6Dio disse: «Sia un firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». 7Dio fece il firmamento e separò le acque che sono sotto il firmamento dalle acque che sono sopra il firmamento. E così avvenne. 8Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.
Riflessione - Il firmamento è una cosa ferma, stabile e dura che scinde le acque che stanno sopra e quelle che stanno sotto. Il cielo divide l’acqua buona (pioggia, la brina) da quella che non lo è (torrenti in piena e il mare) che portano morte.
La vita comparirà perché le acque vengono separate, come nell’Esodo quando il Mar Rosso si apre. Suddividere e scindere le cose per mettervi ordine. Vedere ciò che è buono e dà vita, e ciò che è cattivo e porta la morte.
Nella ricerca della propria vocazione e nella propria vita occorre porre dei punti fermi che mi dicono dei ‘no’ che evitano perdite di tempo e dei ‘sì’ che convoglino le mie forze. Occorre darsi delle priorità.
Quali sono le priorità della tua vita? Le priorità lo sono per sé stesse e non perché lo decidiamo noi. Due giovani che stanno nel fidanzamento o una coppia di sposi devono accorgersi che tra loro la comunicazione deve essere viso a viso non tramite chat. Sono le relazioni che dettano le priorità.
Le priorità le dobbiamo riconoscere.
Come uno scultore deve obbedire alle venature del legno e del marmo, così noi dobbiamo obbedire alle venature della nostra vita. Fare le cose come si possono fare.
Stare a contatto con la realtà obbedendo alle potenzialità della realtà. I doveri del proprio stato (il mio ruolo genitoriale e filiale, la vocazione della mia vita) creano quello spazio che non pensavamo di avere.
Tempo della preghiera
Beato l'uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte.
È come albero piantato lungo corsi d'acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene.
Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
perciò non si alzeranno i malvagi nel giudizio
né i peccatori nell'assemblea dei giusti,
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina.
Salmo 1