Dante si reca a Treviso ospite dei signori Da Camino tra il 1304 e il 1306.
Nel IX canto del Paradiso Dante Alighieri, attraverso la voce di Cunizza da Romano, profetizza le imminenti sciagure che colpiranno i principali centri della Marca Trevigiana, lacerati da lotte intestine; fra questi Treviso stessa, cui, agli inizi del Trecento, recava danno l'atteggiamento arrogante e dispotico del suo signore, Rizzardo da Camino, destinato però, di lì a poco, a cadere vittima di una congiura
"Ma tosto fia che Padova al palude
cangerà l'acqua che Vicenza bagna,
per essere al dover le genti crude;
e dove Sile e Cagnan s'accompagna,
tal signoreggia e va con la testa alta,
che già per lui carpir si fa la ragna.
Piangerà Feltro ancora la difalta
de l'empio suo pastor, che sarà sconcia
sì, che per simil non s'entrò in malta."
Ispirandosi al passo della Commedia, nel maggio del 1865, la municipalità di Treviso, città che aveva ospitato Dante, e conserva - nella chiesa di San Francesco - la sepoltura di suo figlio Pietro, volle dedicare un monumento alla memoria del sommo Poeta; il luogo prescelto fu proprio il punto di confluenza tra i due fiumi menzionati nella cantica, attraversato da un piccolo ponte.