Il Purgatorio è rappresentato come una grande isola, una montagna in mezzo all'oceano. Ai suoi piedi si trova una piccola spiaggia, dove approda la navicella dei penitenti guidata dall'Angelo nocchiero. Da qui inizia la salita di purificazione al monte.
La seconda Cantica della Divina Commedia racconta la scalata del poeta del monte del Purgatorio, ancora accompagnato da Virgilio. La salita dovrebbe insegnargli la dottrina cristiana, rafforzare il suo amore per Dio e purificarlo dai suoi peccati prima di continuare il suo viaggio di purificazione.
Alla base della montagna del Purgatorio c'è l'Antipurgatorio. In esso, i due poeti incontrano le anime di coloro che tardarono a pentirsi dei loro peccati. Essi sono divisi in quattro schiere: gli Scomunicati che devono stare nell'Antipurgatorio 30 volte il tempo che durò la scomunica; i Pigri, i Morti di morte violenta e i Principi negligenti che devono restare in questo luogo tanti anni quanti vissero. I due poeti incontrano Manfredi di Sicilia che dice loro che il tempo di un'anima nel Purgatorio può essere ridotto con le preghiere dei cristiani che vivono nella grazia di Dio.
Dante si addormenta e si sveglia alle porte del Purgatorio. Le porte sono sorvegliate da un angelo che incide sette volte sulla fronte di Dante la lettera "P". L' angelo informa Dante che sta per attraversare le sette cornici del Purgatorio (ognuna rappresenta uno dei sette peccati mortali) e una delle P sarà cancellata man mano che oltrepassa una; quindi apre le porte.
Nella prima cornice si trovano i Superbi, curvi sotto il peso di grossi massi che li obbligano a rivolgere al suolo la fronte e gli occhi. Dante si china per conversare con le anime e apprende la loro storia. Quando Dante raggiunge l'uscita della cornice, un angelo rimuove la prima "P" dalla sua fronte e i poeti passano alla seconda cornice.
La seconda cornice è abitata dalle anime degli Invidiosi. Essi spesero la loro vita a desiderare ciò che rendeva felici gli altri al punto che li avrebbero persino danneggiati per privarli dei loro beni. I penitenti indossano mantelli grigi e non riescono a vedere dove stanno andando perché i loro occhi sono chiusi e cuciti con filo di ferro. Quando escono dalla cornice, la seconda "P" viene rimossa.
Successivamente, i poeti entrano nella terza cornice, dove si purgano le anime degli Iracondi i quali si aggirano alla cieca in mezzo a un denso fumo, manifestazione della rabbia che ha offuscato la loro mente e li ha accecati quando erano vivi. Dante ha una conversazione con Marco Lombardo sul libero arbitrio. Dante ha anche visioni sull'ira punita. L'angelo rimuove un'altra "P" e Dante e Virgilio escono dalla cornice.
La cornice successiva contiene le anime degli Accidiosi i quali sono sempre impegnati a correre intorno alla cornice senza riposo, poiché non hanno mai avuto lo zelo (il contrario della pigrizia) nelle loro vite terrene. La quarta "P" viene rimossa e i poeti escono dalla cornice.
Dante e Virgilio entrano nella cornice degli Avari e dei Prodighi. La loro punizione è quella di giacere sul pavimento, a faccia in giù, con le mani e i piedi legati mentre gridano esempi di povertà e avarizia. Le anime vengono punite e purgate per aver desiderato beni materiali con stravaganza, avidità o ambizione. Mentre i poeti percorrono la cornice, sono scossi da un tremito misterioso, ma Dante non chiede il perché a Virgilio, anche se è curioso. L'anima dello scrittore latino Stazio si unisce a loro nel loro viaggio. Stazio si dichiara un ammiratore dell'opera di Virgilio. L'angelo che incontrano rimuove la quinta "P" dalla fronte di Dante.
La cornice successiva contiene le anime dei Golosi e i poeti assistono alla loro dolorosa punizione: provano una fame e una sete strazianti mentre intorno a loro ci sono molti alberi carichi di frutti. Dante incontra l'amico Forese Donati e il suo predecessore Bonagiunta Orbicciani. Mentre i tre poeti escono dalla sesta cornice, un Angelo rimuove la sesta "P".
Nella cornice dei Lussuriosi, le anime penitenti devono attraversare un grande muro di fiamme invocando esempi di castità, che è l'opposto della lussuria. Tutti devono attraversare il muro, anche Dante. Il poeta però è titubante perché ha paura e Virgilio gli dice che Beatrice, l'amore della sua vita, lo sta aspettando nel Paradiso Terrestre. Questo è sufficiente per convincere Dante, che passa attraverso le fiamme. Virgilio guiderà Dante fino al Paradiso terrestre dove giungerà Beatrice che, dopo la sparizione di Virgilio (a simboleggiare il fatto che per accedere al Paradiso non è sufficiente la ragione umana ma è necessaria la Grazia), farà confessare a Dante le proprie colpe e lo farà purificare dei suoi peccati.