Ecco la guida express per esplorare la Petite France, il quartiere più fiabesco, colorato e instagrammabile di Strasburgo. Perfetto se avete poco tempo e volete camminare con il naso all'insù insieme a tutta la famiglia!
Un po' di storia
La Venezia di Strasburgo: Questo quartiere è un vero e proprio labirinto di canali, ponti e chiuse sul fiume Ill. Oggi è super romantico, ma nel passato non era affatto un quartiere da cartolina: era il quartiere operaio e puzzolente della città!
Il quartiere dei mestieri duri: Nel Medioevo e nel Rinascimento qui vivevano e lavoravano i conciatori di pelli (che trattavano le pelli animali usando l'acqua del fiume, da cui un odore non proprio paradisiaco), i mugnai e i pescatori. Le case avevano (e hanno tuttora) dei tetti spioventi enormi con le finestre aperte: servivano per fare asciugare le pelli al vento e al sole sotto il tetto!
Il nome misterioso: Perché si chiama "Piccola Francia"? No, non c'entra la Francia. Nel XV secolo qui fu aperto un ospizio (il Hospice des Verroles) per curare i soldati malati di sifilide, una malattia che all'epoca i francesi chiamavano "il male napoletano" e i tedeschi chiamavano sprezzantemente Franzen-pocken (vaiolo francese). Il nome è rimasto, anche se oggi di cupo non è rimasto proprio nulla!
Cosa vedere assolutamente
Le case a graticcio (le "Wackes"): Preparate la macchina fotografica. Le case qui sembrano uscite da un libro delle fiabe dei Fratelli Grimm: sono storte, coloratissime, con travi di legno a vista che formano disegni geometrici e balconi straripanti di fiori (soprattutto gerani rossi in estate).
Le Chiuse e i Ponti Coperti (Ponts Couverts): All'ingresso del quartiere ci sono quattro torri difensive medievali in pietra e tre ponti che un tempo erano coperti da un tetto di legno. Poco distante c'è la Diga Vauban, una fortificazione gigantesca del XVII secolo: se salite sulla sua terrazza panoramica all'ultimo piano (è gratis!), avrete la vista cartolina più bella di tutta Strasburgo sul fiume e sui tetti.
Le chiuse per le barche (da vedere in azione): Fermatevi un attimo vicino ai canali a guardare come le barche turistiche superano i dislivelli d'acqua grazie alle chiuse mobili. È una specie di ascensore ad acqua!
Curiosità da sballo
Le papere di fiume: I canali della Petite France sono pieni di anatre e cigni che nuotano beati tra i turisti. Occhio a non distrarvi troppo a guardare loro, o rischiate di sbattere contro gli altri camminatori nei vicoli stretti!
Ghiandole e ponti girevoli: Uno dei ponti pedonali della zona è un ponte girevole che si sposta letteralmente di lato per far passare le barche. Se vi capita di vederlo muoversi mentre siete fermi ad aspettare, sembra quasi una magia meccanica.
Perché le case hanno i tetti così strani? Se guardi i tetti spioventi della Petite France, noterai che l'ultimo piano ha i lati aperti o finestroni immensi. Nel Medioevo servivano come solai di ventilazione per essiccare le pelli o stoccare il grano, sfruttando la brezza che saliva dal fiume.
Se camminando per la Petite France o nei villaggi dell'Alsazia vi siete chiesti perché le case siano così colorate, la risposta è un mix di storia, vecchi lavori e molta psicologia popolare. Ecco i motivi principali spiegati in modo semplice:
Il trucco dei mestieri (la storia vera)
Nel Medioevo e nel Rinascimento, la gente spesso non sapeva leggere o non aveva numeri civici complessi. I colori servivano per farsi riconoscere al volo!
Ogni corporazione di mestiere aveva il suo colore o il suo simbolo dipinto sulla facciata.
Ad esempio, i pescatori dipingevano le case di azzurro o tonalità legate all'acqua, i conciatori o i mugnai usavano altre tonalità, e chi lavorava il legno o la terra faceva lo stesso. Era un modo immediato per dire: "Qui abita un artigiano che fa questo mestiere".
Bianco: Era spesso il colore associato ai fornai (richiamava la farina) o semplicemente ottenuto con la calce pura, usata per igienizzare e proteggere i muri.
Verde: Spesso scelto da giardinieri, agricoltori o speziali/erbaioli, richiamando subito il mondo della natura e delle piante.
Giallo (o tonalità ocra): Molto utilizzato dai produttori di formaggio, dai mugnai o dai commercianti di generi alimentari, richiamando i colori caldi del grano e dei latticini.
Azzurro / Blu: Spesso associato ai pescatori o a chi lavorava a stretto contatto con l'acqua (come i mugnai dei fiumi), per richiamare visivamente i corsi d'acqua.
Tonalità rosse o marroni: Spesso legate ai conciatori di pelli o ai falegnami, anche perché i pigmenti a base di ossido di ferro o terre naturali erano i più economici e resistenti per chi lavorava all'aperto.
Calce viva e protezione
Le case tradizionali alsaziane sono fatte con una struttura di travi di legno (il gratticcio) e riempite con pietre, paglia e argilla o intonaco. Per proteggere i muri dall'umidità del fiume e dai parassiti, le pareti venivano coperte con della calce viva. Già anticamente alla calce venivano aggiunti pigmenti naturali (terre colorate, ossidi) per dare un tocco di colore ed evitare l'effetto troppo grezzo.
Tradizione e allegria
Con il passare dei secoli, questa usanza di tinteggiare le facciate con colori vivaci (rosa pastello, giallo senape, azzurro, verde) è diventata una vera e propria tradizione locale. Gli abitanti hanno iniziato a fare a gara per avere la casa più curata, fiorita e allegra dei vicoli, trasformando i quartieri storici in veri e propri quadri a cielo aperto.