Post date: Oct 12, 2014 12:02:32 PM
Giacomo Leopardi a Napoli si trovava molto bene per il clima mite, e forse per l'umanità delle persone umili, ma vedeva le sue opere e le sue idee rifiutate dai circoli intellettuali della città. Per questo motivo reagí con una satira in terzine, I nuovi credenti, di cui trascrivo l'inizio. I nomi presenti nelle prime terzine sono di quartieri di Napoli, distribuiti in tutta la città, quella alta e quella bassa, settentrionale e meridionale, aristocratica e plebea.
Ranieri mio, le carte ove l'umana
vita esprimer tentai, con Salomone
lei chiamando, qual soglio, acerba e vana,
spiaccion dal Lavinaio al Chiatamone,
da Tarsia, da Sant'Elmo insino al Molo,
e spiaccion per Toledo alle persone.
Di Chiaia la Riviera, e quei che il suolo
impinguan del Mercato, e quei che vanno
per l'erte vie di San Martino a volo;
Capodimonte, e quei che passan l'anno
in sul Caffè d'Italia, e in breve accesa
d'un concorde voler tutta in mio danno
s'arma Napoli a gara alla difesa
de' maccheroni suoi; ch'ai maccheroni
anteposto il morir, troppo le pesa.
E comprender non sa, quando son buoni,
come per virtù lor non sien felici
borghi, terre, provincie e nazioni.
Che dirò delle triglie e delle alici?
Qual puoi bramar felicità più vera
che far d'ostriche scempio infra gli amici?
Sallo Santa Lucia, quando la sera
poste le mense, al lume delle stelle,
vede accorrer le genti a schiera a schiera,
e di frutta di mare empier la pelle.