Post date: Oct 17, 2011 7:45:52 PM
rimembrare v. tr. [dal fr. remembrer, che è il lat. rememorari, derivato di memor «memore»; cfr. occitanico e antico spagnolo remembrar, antico portoghese reimbrar; dall'ant. fr. remembrer deriva anche l'inglese to remember] (io rimèmbro, ecc.), letterario. La particella RE- vale "di nuovo"; il lat. memorare è diventato memrare e poi fra la nasale (m) e la liquida (r) si è inserito un suono d'appoggio -b- come in camera che diventa chambre. Un vocabolo derivato è rimembranza.
Ricordare, avere presente o rievocare nella propria memoria: non ti rimembra Che questo è privilegio degli amanti ...? (Petrarca); è verbo caro a Leopardi e frequente nella sua poesia (Oh come grato occorre ... / il rimembrar delle passate cose; e per li poggi, ov'io rimembro e piagno / i perduti desiri, e la perduta / speme de' giorni miei; Chi rimembrar vi può senza sospiri, / o primo entrar di giovinezza, o giorni ...?; Silvia,rimembri ancora / quel tempo della tua vita mortale ...?; rimembrando il tuo passato vanto; ecc.). Con la particella pron. (cfr. ricordarsi): de’ grand’avi tuoi / le imprese ti rimembra (Parini); con uso impers.: Rimembriti di Pier da Medicina (Dante); e forse ti rimembra / in sogno a quanti oggi piacesti ...; era conforto / questo suon, mi rimembra, alle mie notti (Leopardi).