Post date: Feb 3, 2012 5:34:37 PM
ìndole s. f. [dal lat. indŏles, comp. di indu- (= in-) e tema di alĕre «alimentare»; propriamente, in origine, «accrescimento»]. – Temperamento, insieme di naturali inclinazioni che concorrono alla formazione del carattere individuale: la varietà dell’indole umana; una persona d’indole buona, dolce, mite, vivace o d’indole cattiva, riottosa, perversa; agire secondo la propria indole; era portato per indole alla fantasticheria; modificare, correggere l’indole con l’educazione. La sua [di Lodovico] indole, onesta insieme e violenta, l'aveva poi imbarcato per tempo in altre gare più serie. Se qualche volta la Gertrudina trascorreva a qualche atto un po' arrogante e imperioso, al che la sua indole la portava molto facilmente, - tu sei una ragazzina, - le si diceva: - queste maniere non ti convengono: quando sarai madre badessa, allora comanderai a bacchetta, farai alto e basso -. (Manzoni, Promessi sposi). Nonostante i suoi compiti d'amministratore, il Cavalier Avvocato non scambiava quasi mai parola con castaldi o fittavoli o manenti, data la sua indole timida e la difficoltà di favella (Calvino, Il barone rampante). Non comune di animali: cavallo d’indole focosa. Fig.: l’indole di una nazione, il complesso delle qualità e disposizioni che le sono caratteristiche; considerare diligentemente le qualità e l’indole del nostro tempo (Leopardi). Per estensione, riferito a cosa, le qualità o i caratteri essenziali: secondo l’indole della nostra lingua; è nell’indole stessa del contratto; considerazioni d’indole generale.
Insomma: l'indole è un dato naturale; ma non è immodificabile: può essere piegata, migliorata, tenuta sotto controllo. Non è una scusante per cadere nell'indolenza o non progredire.
A proposito: anche se una persona può essere indolente per indole, indolente e indolenza non hanno niente a che fare, né per l'etimologia né per significato, con indole. Indolente è il latino indolentem, da in- (prefisso negativo) e dolentem, participio presente di doleo ("provar dolore"); dunque significa "che non si duole, che non prova o dà dolore", e, per metafora, "non curante", e quindi "negligente, pigro".