Post date: Nov 12, 2011 5:39:10 PM
bullo (settentrionale bulo) s. m. e agg. [etimo incerto], regionale –
1. Giovane arrogante, violento, teppista, bravaccio: un giovinastro di mala vita, uno di quelli che si chiamavano «buli» (Bacchelli, Il mulino del Po; nel romanzo vi sono altri esempi della parola, sempre scritta con una sola elle); Lui disse da vero bullo: «Ma a te che te ne frega?» (Moravia). Come agg., non comune, sfrontato, spavaldo: con aria bulla.
2. In senso meno deprezzativo, bellimbusto, persona che ostenta la sua vanità maschile in abiti e atteggiamenti di ricercata, fatua e, di solito, pacchiana eleganza. ◆ Dim. bullétto. Da bullo è derivata la voce bullismo: comportamento da bullo; spavalderia arrogante e sfrontata. In particolare, atteggiamento di sopraffazione sui piú deboli, con riferimento a violenze fisiche e psicologiche attuate specialmente in ambienti scolastici o giovanili.
Altri esempi:
Suo padre cercava vincere questa maledetta ripugnanza col farlo prendere sulle ginocchia da alcuno de' suoi buli (Nievo, Confessioni) [in questo contesto il termine designa "uomini armati al servizio del feudatario", in un significato molto vicino ai bravi manzoniani.] |… i prepotenti castellani i quali, reclutando in esse i famosi buli, armavano fino ai denti i piú arrischiati e se li tenevano intorno per le consuete soperchierie. Convien però soggiungere a lode dei Conti di Fratta, che i loro buli erano famosi nel territorio per una esemplare mansuetudine, e che, se ne tenevano, gli era piú per andazzo che per tracotanza. | Ma non avea mosso un passo che sette od otto buli fatti venire il giorno prima da un castello che il Partistagno possedeva nell'Illirico, gli si avventarono addosso: e batti di qua e pesta di là gliene consegnarono tante che il povero Messer Grande non ebbe in breve neppur voce per gridare (Nievo, Confessioni).
Domenica l’ho vista assieme a un bullo dei piú nominati. «Semo belli, bulli, ballamo bene, rubbamo bene, mettemo bbene!» gridò Salvatore. Tommasino scattò avanti, s’aggrappò al mancorrente, e, zompando sul predellino, entrò nella vettura, tutto bullo, pronto già a alzare un po’ di polvere col fattorino, che, non essendoci nessuno, stava avanti accanto al compare che guidava. (Tutti questi esempi sono tratti da Pasolini, Una vita violenta)
Mario Balotelli ha costretto un giovane bullo a scusarsi con la sua vittima. Un'altra "buona azione" del «bad boy», dunque, dopo le mille sterline donate a un senza tetto. Il nuovo episodio, riportato dal tabloid The Sun, si riferisce a qualche settimana fa quando la stella del Manchester City si è imbattuto in un bambino in cerca di autografi fuori dal centro sportivo di Carrington. Sorpreso che il ragazzino marinasse la scuola pur in presenza della madre, Balotelli ha scoperto che a causa di alcuni compagni «troppo vivaci» il giovane tifoso ormai aveva paura di seguire le lezioni. Balotelli, senza pensarci troppo, ha accompagnato di persona madre e figlio all'istituto scolastico, chiedendo un incontro con la preside. Qui, scoperto il nome del bullo di turno, ha preteso un incontro a quattr'occhi, costringendo il colpevole a scusarsi con la sua giovane vittima. (Corriere della Sera, 10 maggio 2011)