Palazzo Pitti (arrivando da Ponte Vecchio )
Intorno al 1440, Luca Pitti, ricco mercante fiorentino si rivolse (secondo le conoscenze del Vasari) a Filippo Brunelleschi per creare una dimora di grande sfarzo e soprattutto di maggiore prestigio, rispetto alle dimore della famiglia dei Medici. Tutto questo sfarzo causò un grosso idebitamento al Pitti, così nel 1464 decise di interrompere i lavori. I problemi economici del mercante portaro Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I de'Medici, all'acquisto della proprietà per farla diventare la propria residenza nell'Oltrarno. L'edificio è collegato agli Uffizzi dal corridoio Vasariano. Il corridoio Vasariano era un lungo corridoio creato dall'architetto Vasari per conto dei Medici e che permetteva alla nobile famiglia di spostarsi senza scendere in strada. Con l'acqusto del palazzo Cosimo I riuscì a dare maggior prestigio alla zona dell'Oltrarno, zona che fino ad allora era considerata borghese popolare. Nel corso dei secoli Palazzo Pitti è divenuto tre volte più grande rispetto all'ultimazione dei lavori per conto di Cosimo I.
Guardando la facciata del palazzo, alla sinistra del portone centrale si può notare una cosa molto curiosa. Troverete poste l'una accanto all'altra due pietre sbozzate che hanno una caratteristica: una è la più lunga di tutto il palazzo e misura circa 10 mt, e l'altra è la più corta di tutto il palazzo e misura circa 30 cm. Si pensa che questa sia stata una cosa bizzarra voluta da Luca Pitti che stava ad indicare la sua grandezza (riposta nell'immagine della pietra grande) a confroto della pochezza dei suoi avversari (riposta nell'immagine della pietra piccola).