E' nota come tempio dell' Itale glorie per i numerosi artisti, letterati, scienziati sepolti i questo luogo. Definizione che gli viene attribuita da Ugo Foscolo nel 1806 nei "Dei Sepolcri". Quà l'autore scrive: "mai più beata che in un tempio accolte serbi l'itale glorie".
L'inizio della sua costruzione avvenne nel 1294 e terminò nel 1385.
I primi seguaci di San Francesco arrivarono a Firenze nell'inverno del 1209. Essi furono inizialmente guardati con sospetto per il loro modo di vedere la vita, ma ben presto, grazie alla loro saggezza ed onestà, assunsero ruoli importanti anche nella società. Nel 1211 arrivò a Firenze San Francesco che soggiornò nell'Ospizio di Santa Maria dei Magnoli. Al Santo venne donata una piccola cappella che era posta in un isolotto dell'Arno e che era dedicata alla Santa Croce. Con la costruzione della nuova cerchia muraria nel 1294, venne deciso i fare una nuova chiesa all'interno delle mura. I lavori furno affidati ad Arnolfo di Cambio. Nel 1423 la Chiesa, l'Archivio ed il dormitorio subiscono gravi danni sia a causa dell'alluvione che a causa di un incendio. Tutto questo porta ad una seconda fase di costruzione che la porterà ad una maggiore importanza. Nel XV secolo circa, diventa sede dello Studio Generale dell'Ordine dei Frati Minori Convettuali e sarà dimora del Pontefice Eugenio IV.
Già nel XIV secolo la Basilica accoglieva al suo interno le tombe di Leonardo Bruni e Carlo Marsuppini, personaggi pubblici di Firenze, ed a partire dal XV secolo divenne sempre più "Pantheon" fiorentino con i monumenti funebri a Michelangelo, Rossini ed altri.
La prima pietra per la costuzione della basilica fu posta il 3 maggio 1294 festa della Santa Croce.
Alla sua costruzione vi lavorarono molti artisti tra cui Giotto, Taddeo e Agnolo Gaddi, Maso di Banco, Giovanni da Milano, Brunelleschi e Michelozzo.
Davanti alla Basilica, sulla sinistra, possiamo trovare ed ammirare la statua in marmo di Dante Alighieri. Fu eretta in occasione della celebrazione del seicentenario dantesco (1865).Sul piedistallo si legge:
A DANTE ALIGHIERI
L'ITALIA
M-DCCC-LXV