La comunità delle Clarisse Cappuccine tedesche fu fondata nel 1723 da quattro sorelle bavaresi terziarie francescane. Nel 1878 la comunità si trasferì nell’antico monastero benedettino di Santa Croce, ricostruendolo e facendovi edificare una chiesa neo-gotica. Nel passato più recente del monastero va ricordato l’aiuto e il sostegno offerto durante il secondo conflitto mondiale ai rifugiati di guerra, anche Ebrei. La memoria delle comunità ha tramandato i nomi di alcuni profughi: la famiglia ebrea Baruch, di origine croata, e i Clerici.“ I Baruch -raccontano le sorelle-furono portati a Santa Croce da Don Aldo Brunacci, che non disse mai, neanche alla madre abadessa, che si trattava di ebrei, per evitare che qualcuna delle suore, spaventata dalle minacce delle SS, potesse rivelare la vera identità dei profughi. Questa famiglia soggiornò lì per tutto il 1943 e venne ospitata in due camere della foresteria. Nel 2006-raccontano le suore "tornarono a trovarci per rivedere il monastero e il luogo dove avevano vissuto durante la guerra, rinnovando l’immensa riconoscenza nei nostri confronti“. Della famiglia Clerici le suore ricordano bene il capo famiglia, Angelo: era un rifugiato politico, che trovò qui ospitalità con la moglie Luisa e i due figli, Giuseppe (due anni) e Francesco, che nacque proprio nella foresteria del monastero, camera 13, nel 1944. Le suore raccontano: “la signora Luisa aveva perso il latte e Francesco fu allevato con il latte appena munto dalla mucca del monastero“. La presenza di questa famiglia scompigliò le regole della clausura, ma l’affetto per Francesco era così forte che spesso veniva adagiato nella ruota (il contenitore che permette lo scambio di oggetti con l’esterno) e passato in convento per il “giro“ in braccio a tutte le suore. Sembra anche che nel Natale del 1944 Francesco abbia impersonato Gesù bambino in un presepe vivente organizzato in convento. “Don Aldo Brunacci-dicono ancora le sorelle-si incontrava nella sala da pranzo della nostra foresteria con altre persone che lo aiutavano a nascondere e salvare gli ebrei. Nessuno poteva sospettare che in un monastero tedesco si tenessero incontri di oppositori di Hitler“.