Guarda la mostra fotografica di Andrea Gabellone. Che siano migranti o rifugiati, la sostanza non cambia. Fuga, disperazione, speranza...
Un film di Chto Delat (Olga Tsaplay Egorova, Nina Gasteva, Dmitry Vilensky, Nikolay Oleynikov) e Free Home University, 2019
Prodotto da Free Home University, a cura di Alessandra Pomarico e Nikolay Oleynikov, col supporto di Musagetes (Canada) e Regione Puglia.
Girato a Castiglione d'Otranto (Andrano), Puglia, Italia, 2019.
Regia: Olga Tsaplya Egorova.
Riprese: Mattia Epifani (MUUD Films).
Seconda camera: Dmitry Vilensky, Nikolay Oleynikov,Giacomo Goldoni.
Musica: Elina Lebedze.
Con: Rebaz Ahmed, Modou Ceesay, Augustine Emanuel, Giacomo Goldoni, Ebrima Kayeteh, Aglaya Oleynikova, Friday Okodogbe, Christian Peverieri, Emiliano Peverieri Alessandra Pomarico, Luigi Schiavano, Donatella Serafino, Rita Tamiello e Asya Vilenskaya.
Chto Delat e Free Home University ringraziano Comune di Andrano, Kate Seidel, Livio Panico, Famiglia Pomarico, Casa delle Agriculture Tullia e Gino, Gruppo Umana Solidarieta' Salento, Apulia Film Commission/Cineporto di Lecce.
Il 23 dicembre in due repliche (ore 10.30 al Liceo Scientifico Banzi e ore 20.00 al cineporto c/o Manifatture Knos di Lecce) e il 27 dicembre (ore 18.00-21.00 al Mulino di Comunità di Casa delle Agriculture) il film verrà presentato in prima mondiale, in una versione non definitiva. A seguito della proiezione, conversazione / workshop con il pubblico. Per Chto Delat, la presentazione al pubblico e’ un’occasione di scambio dialettico con gli spettatori. Da questo processo scaturiscono ulteriori aggiustamenti durante un montaggio progressivo, affinché il film possa trovare la sua forma conclusiva.
Definito dai suoi autori un learning film, opera in cui la costruzione filmica diventa modo per apprendere e al tempo stesso traccia di un sapere collettivo nel suo farsi, Gente di Farina, Sale e Acqua del gruppo di artisti Chto Delat (San PIetroburgo, Russia) è stato il fulcro di una sessione estiva di studio, vita e lavoro di Free Home University, iniziativa che dal 2014 unisce pedagogia, processi artistici, indagine sociale e costruzione di comunità.
Durante le due settimane estive di residenza e produzione a Castiglione d'Otranto, nel capo della penisola salentina, luogo di confluenza dell’impegno per l’agricoltura biologica e le lotte ambientali, il collettivo artistico di rilevanza internazionale Chto Delat, composto da filosofi, artisti, filmmakers e da una coreografa, ha guidato in un intenso processo di studio e creazione, un gruppo di giovani richiedenti asilo, artisti, attivisti e ad alcuni membri di Casa delle Agriculture, diventati tutti co-autori e protagonisti della vicenda.
Lo studio delle favole del Sub Comandante Marcos e l'approfondimento dello Zapatismo, delle lotta di resistenza delle popolazioni indigene e campesine del Chiapas (Messico) sono state lo spunto per un'investigazione collettiva sulla situazione geopolitica contemporanea, in cui lo sfruttamento eccessivo delle risorse, l'espropriazione delle terre, la distruzione delle economie tradizionali e le nuove forme di sfruttamento- conseguenza del dominio su scala globale di multinazionali e governi neoliberisti- sono tra le cause che spingono milioni di persone a migrare in Europa e nel Nord del Mondo, Occidente, in cerca di rifugio da guerre, povertà, catastrofi ambientali, persecuzioni e violazioni dei diritti umani.
People of Flour, Salt and Water racconta su un doppio livello le baruffe di immaginifici personaggi di pasta di pane, impegnati a salvare se stessi e il pianeta, e la vita in transito dei protagonisti del film, approdati da contesti diversi in un’Italia spesso xenofoba e razzista. Riunitisi in un angolo di Salento ancora rurale e “zapatista”, dove dei nuovi contadini/ poeti lottano contro il danno ecologico, la crisi economica, e lo spopolamento, attraverso le armi della conoscenza, della convivenza e dell’immaginario, il gruppo si interroga...
Quali forme d’organizzazione sono possibili per le genti di farina, sale e acqua? Su quali principi, pratiche e valori comuni possiamo costruire forme di r-esistenza e di vita per i popoli e per il pianeta?
Contraddistinti da un forte impegno sul sociale, e dall’intersezione di arte, filosofia, processi estetici e attivismo, il lavoro di Chto Delat (alla lettera, Cosa resta da fare?) anche in quest’opera si concentra sulle sfide del nostro tempo, evita il dogmatismo di certa arte politica, e la spettacolarizzazione della sofferenza, attraverso un dispositivo che attinge da Brecht come da Godard, un uso abbondante dell’ironia e una grande sensibilità poetica.