SIETE PRONTI A CONOSCERE LA NOSTRA REDAZIONE 2023/24? I NOSTRI GIORNALISTI HANNO SCELTO UN AVATAR, UN NICKNAME E UN MOTTO CHE LI RAPPRESENTASSE E RENDESSE RICONOSCIBILI A VOI LETTORI. ECCOLI TUTTI, VE LI PRESENTIAMO!
LE TUE MANI
Nella mia vita ho sempre notato tutto, i dettagli erano ciò che per me rendevano interessante la vita. Ho sempre prestato attenzione a tutto: alle sfumature del sole quando tramontava; alla gente che saliva e scendeva dalla metro mentre andavo al lavoro, chiedendomi cosa le spingesse a essere lì in quel momento, cosa gli passasse per la testa e che tipo di musica suonasse nelle loro cuffiette… stessa cosa feci con te.
Conoscevo ogni piccola sfumatura di te, quando davi il meglio e purtroppo il peggio… una delle cose che ricordo meglio di te sono le tue mani, perché furono la prima cosa che notai quando ci conoscemmo.
Adoravo il modo in cui mi sfioravi leggermente le dita mentre camminavamo vicini, oppure il modo in cui mi accarezzavi delicatamente le guance mentre mi guardavi, mentre mi osservavi e per qualche mese ho creduto che tu mi conoscessi a memoria come io conoscevo a memoria ogni tuo tratto.
Un’altra cosa che mi piaceva di te era vederti fumare. Era così affascinante vederti rigirare la sigaretta tra le dita e portartela alla bocca con intervalli di nuvolette di fumo; un po’ meno bello, però era quando usavi il mio braccio come posacenere…. ho ancora le cicatrici.
Però non è che io ci abbia mai fatto troppo caso, d’altronde eri solo troppo stressato dal lavoro e io avevo solo fatto uno sbuffo di troppo; poi ogni volta che riguardo le cicatrici mi vengono in mente tutte le sere passate insieme, quindi mi rendono anche felice.
Tutto a posto, no? Sì, avevi solo esagerato un po’.
Un’altra occasione nella quale esagerasti un po’, fu quanto mi buttasti giù per le scale perché mi ero truccata un po’ troppo, essendomi messa il rossetto rosso. Ancora me lo ricordo, era un rosso color vino che faceva contrasto con la mia pelle chiara; era decisamente troppo e questo lo dicesti anche tu. Dicevi esattamente “Dove devi annà conciata così? Fai ride, levete ‘sto schifo dalla faccia, su” e avevi ragione. Che poi il rosso non mi è neanche mai piaciuto tanto da solo, era molto più bello mescolato ad altri colori, per esempio quando guardavo i tramonti che tanto adoravo, lo trovavo fuso all’arancione e quasi impercettibile. Il rosso mi piaceva, ma solo con altri colori e capii che lo avrei odiato per sempre quando vidi il rosso del mio sangue scorrere sul mio corpo mentre tu mi picchiavi e mi ripetetevi quanto facessi schifo.
Ho sempre notato i dettagli, gli ho sempre dato peso e mi piaceva farlo, fin quando non incontrai te, del quale i dettagli che notavo erano solo positivi. Ti amavo così tanto che ti avrei donato la mia stessa vita se avessi dovuto, ma tu amavi solo possedermi e il dovermi rendere di tua proprietà a ogni costo come se fosse questione di vita o di morte… la mia di morte.
Quando finalmente mi tolsi la “benda” sugli occhi che mi impediva di rendermi conto di questi comportamenti da pazzo omicida che avevi nei miei confronti, fu troppo tardi… tu mi avevi buttato dal balcone dopo avermi picchiata un’ennesima volta.
Il mio amore tossico per te mi aveva resa incapace del rendermi conto di quando il tuo lato malato mi si presentava davanti, ma le tue stesse mani, le quali mi avevano amata e protetta, mi avevano resa totalmente incapace di respirare.
M.S.C. 2I Velletrano
a.s. 2023/24
UN APPROFONDIMENTO SULLE DONNE DEL RINASCIMENTO.
Cristina Trivulzio di Belgiojoso. Una donna del Risorgimento
Maria Cristina Beatrice Teresa Barbara Leopolda Clotilde Melchiora Camilla Giulia Margherita Laura Trivulzio di Belgiojoso fu definita donna dai dodici nomi.
Cristina Trivulzio di Belgiojoso, nata a Milano il 28 giugno 1808, fu una principessa appartenente al Risorgimento italiano. Giornalista, editrice, scrittrice e rivoluzionaria, era l’erede di una famiglia aristocratica milanese, la più ricca erede d’Italia, ma nonostante questo trascorse la sua intera vita da esule per aver partecipato alla lotta per l’Unità d’Italia.
Cristina fu una bambina gracile e timida, suo padre morì quando lei aveva solo quattro anni, ma tuttavia la sua infanzia fu serena, sua madre si risposò ed ebbe quattro figli. A 16 anni Cristina rifiutò il matrimonio con un cugino e sposò invece il principe Emilio di Belgioioso. Verso la fine degli anni ‘20 Cristina cominciò a frequentare i patrioti, cosa che ovviamente non sfuggì agli occhi della polizia di Milano. Sentendosi minacciata, scappò prima in Svizzera, poi in Francia. Intanto la polizia austriaca sequestrò tutti i suoi beni in Italia e Cristina decise allora di trasferirsi in Francia, dove per qualche tempo si guadagnò da vivere facendo pizzi e coccarde. La povertà durò poco e finanziò un moto mazziniano in Sardegna. A trent’anni nacque la figlia, di nome Maria, non si sapeva chi fosse il padre ma si ipotizza fosse stato François Mignet. Cristina decise di tornare a Locate prima di lasciare Milano, richiedendo inoltre se potesse salutare un’ultima volta la sua cara amica Giulia Beccaria, la madre di Alessandro Manzoni, malata gravemente. Manzoni, però, non la lasciò entrare, poiché, essendo cattolico, riteneva che la vita della principessa fosse troppo scandalosa.
La principessa pensava ci fosse bisogno di una repubblica stile francese, ma bisognava prima unire l’Italia e poi pensare al governo. Era sempre stata una donna ispirata da pensieri femministi e patrioti e aveva infatti organizzato molti salotti in cui si rifugiavano i patrioti fuggiti dall’Italia, o si riunivano le donne per l’organizzazione di cospirazioni, con la scusa di parlare di fiori. In occasione delle Cinque Giornate di Milano, organizzò l'esercito "Belgioioso", 200 volontari portati in piroscafo fino a Genova e in seguito a Milano. Poco tempo dopo si unì ai patrioti della Repubblica Romana e inventò le infermiere. S’imbarcò a Civitavecchia con la figlia, sbarcò a Costantinopoli, finì in Turchia, fondò una colonia agricola, si dedicò ad assistere la popolazione locale e si guadagnò da vivere scrivendo articoli. In seguito ottenne la restituzione dei suoi beni e per questo tornò a vivere in Italia. Nel 1861, dopo la proclamazione dell’unità d’Italia, la Trivulzio lasciò ogni attività politica e visse tra Locate, il lago di Como e Milano, dove morì il 5 luglio 1871.
Per aver sacrificato la sua vita per un ideale, Carlo Cattaneo la definì “Una donna di virili pensieri”, ma lei ribadì sempre che tali pensier sono universali.
Mare, Eastpack 3H Velletrano
a.s.2023/24
Christine De Pizan, una donna del Rinascimento
Anche se poche, ci furono donne umaniste con una vasta cultura: un esempio è la scrittrice Christine De Pizan che scrisse “La città delle Dame” testo in cui immaginava una città governata da Giustizia, Ragione e Rettitudine, popolata da tutte le grandi donne del passato.
Il messaggio è chiaro: le donne sono uguali agli uomini e possono governare come loro e anche meglio, ma soprattutto possono emanciparsi attraverso lo studio.
Nata a Venezia nel 1364, vissuta in Francia e rimasta vedova, visse del suo lavoro intellettuale pubblicando poesie, trattati e libri di storia, mettendo a frutto gli insegnamenti del padre astrologo che aveva voluto che lei studiasse, a differenza delle ragazze dell’epoca.
Christine per tutta la vita inseguì il suo obiettivo: ridare la parola a tutte le donne.
Morì nel 1429 all’ età di 65 anni nel monastero di Poissy in Francia, è stata ricordata dalla femminista francese Simone de Beauvoir che disse di lei: “Era stata la prima donna a prendere la penna in difesa del proprio sesso”.
L.O. 2H Velletrano
a.s. 2023/24
Polemica sul film “Barbie”
“[È letteralmente impossibile essere una donna…]”
A fine luglio, nelle sale di ogni cinema mondiale, è uscito l'attesissimo e criticato film di Barbie. Le persone che ne hanno avuto visione hanno rilasciato commenti di ogni genere, negativi e positivi e vorremmo condividere la nostra opinione a riguardo. Il film, di genere comico e avventuroso, ha in realtà un significato più profondo di quello che appare. Infatti, tratta della tematica della disparità di genere, mettendo in evidenza la predominanza maschile ancora oggi. Quest’argomento ci sta molto a cuore poiché nonostante lo sforzo delle donne, sin dall’antichità con le suffragette, certi uomini possiedono ancora un senso di superiorità. Alla fine del film ci ha emozionato un monologo realizzato da un personaggio femminile: una riflessione profonda sulle aspettative della società riguardo la donna. Ci sono molte pressioni a proposito dell’aspetto esteriore, lavorativo, sociale e culturale. Inseguendo la magrezza, lavorando in una carica alta, dedicandosi completamente alla famiglia e alla casa, avendo paura di invecchiare e cercando sempre la perfezione, come da stereotipo. Le donne devono dimostrarsi sempre al meglio nella società, senza poter far emergere le loro vere e proprie idee.
Mare, Eastpak 3H Velletrano
a.s. 2023/24
IL FABBRICANTE DI LACRIME
Il libro “Fabbricante di lacrime” scritto da Erin Doom, una giovane scrittrice italiana originaria dell’Emilia Romagna, è riuscito a guadagnarsi il titolo di romanzo più venduto in tutta Italia nel 2022.
La sua fama è dovuta al “booktok”, la parte della famosissima piattaforma tik tok dedicata ai libri.
Il romanzo narra la storia di due ragazzi, Rigel e Nica, che entrambi vivono nello stesso orfanotrofio, il Grave, e tra di loro non c’è proprio un bel rapporto.
Le cose inizieranno a complicarsi e a modificarsi quando entrambi verranno adottati dalla stessa famiglia e si ritroveranno così nei rispettivi ruoli di fratello e sorella.
Ad esser sincera ho trovato la lettura un po’ pesante, non molto scorrevole e a volte troppo ripetitiva, e questo è stato uno dei fattori per il quale molto spesso mettevo in pausa il libro.
Sui personaggi nulla da ridire, pensando ai loro caratteri me li immaginerei esattamente come li ha descritti l’autrice, inoltre mi piace il fatto di voler mettere due mentalità così differenti, lei Nica, così gentile e premurosa e lui Rigel, così introverso e scorbutico, a dover convivere ogni giorno l'uno con l’altro.
Come vivranno i due la nuova realtà alla quale dovranno far fronte?
Beh, io ovviamente questo non posso dirvelo, ma posso dirvi che secondo me il libro migliora molto verso la parte finale, quando iniziano a venir fuori realtà della storia di alcuni personaggi tenute nascoste fino a quel momento.
Per concludere, penso che questo libro non sia uno dei migliori che abbia mai letto, ma non lo metterei neanche tra i peggiori e sicuramente modificherei alcuni punti della storia ai quali, secondo me, non è stata data la giusta importanza. Leggetelo, poi mi farete sapere cosa ne pensate voi!
A' vecchia velletrana 3B Velletrano
a.s. 2023/24
Il Natale oggi ha un po’ perso il suo significato originario ed è più che altro diventata una festa consumistica, basti pensare alla quantità di pacchetti che riceviamo o alle (almeno) sedici portate della cena di Natale.
Rimane comunque il periodo più atteso di tutto l'anno, mesi passati a cercare di risparmiare qualche soldo per le vacanze, che alla fine saranno spesi miseramente per i soliti regali; oppure conosciamo tutti quella persona che il primo Novembre inizia a sbraitare per le decorazioni… e come dargli torto!!!
Sulle canzoni nulla da ridire: i classici Jingle Bells, Let it snow, sono certamente migliori delle canzoni di oggi, soprattutto di quelle tradotte in italiano (non si possono sentire!).
Natale è il momento in cui ci si siede davanti al camino e ci si domanda “Accidenti, quando scenderà Santa Claus gli verrà sicuramente la claus-trofobia, per quanto stretto è il camino”. Tornando seri, il Natale non è fatto solo di regali e quant'altro, ma è una cosa che nasce dal cuore e che possiamo trovare non solo nella notte MAGICA, ma ogni singolo giorno se solo sappiamo cercare.
A' vecchia velletrana, Golden Musician 3B Velletrano
a.s. 2023/24
Sorayalaqueen, lo Speaker rotto, Volleygirl, Ex Sasso, Melody, Matteocross,Teta Tola, Giop69 ed Emily ci portano nel magico mondo del Natale con le loro poesie, acrostici e fumetti.
Il Natale
Il Natale si avvicina,
se lo cerchi è giù in cucina,
sul divano, nel tuo letto
e anche dentro al caminetto.
Rende buono chi è cattivo,
gnomi, folletti e fatine incantate.
Tanti pacchi e pacchettini
per far felici grandi e piccini.
Dal Polo Nord arriverà
e con la slitta atterrerà.
Melody VB Marcelli
a.s. 2023/24
Un dono speciale
Quest’anno a Babbo Natale
chiederò un dono speciale:
niente giochi o figurine,
videogame o bamboline.
Chiederò che in ogni terra
ci sia pace e non più guerra. Volleygirl VB Marcelli
a.s. 2023/24
Ricorda
Se non riesci a trovare il Natale nel tuo cuore,
non potrai trovarlo sotto l’albero.
Emily VB Marcelli
a.s. 2023/24
Come è nato il Natale
Le origini storiche della festa non sono note e sono state spiegate con varie ipotesi. Si è sostenuto che la data venne fissata al 25 dicembre per far coincidere la festa del Natalis Solis Invicti (festa che veniva celebrata nel momento dell’anno in cui la durata del giorno cominciava ad aumentare, dopo il solstizio d’inverno, detta anche “Rinascita del sole”) con la celebrazione della nascita di Cristo, indicato nel Libro di Malachia come nuovo “Sole di Giustizia”.
In ogni caso è una festa di origine romana e si pensa risalga alla metà del IV secolo. Andando avanti con gli anni, nel 1611 in Germania, troviamo il primo utilizzo dell’abete come albero di Natale da parte della duchessa di Brieg. Possiamo dire che il Natale viene festeggiato da innumerevoli anni ma ovviamente è cambiato il modo in cui si festeggia. Anche se negli anni questa festa ha cambiato la modalità di festeggiamento, rimane sempre una costante: è la festa che riunisce la famiglia, che dona pace e serenità. Questo è il vero spirito del Natale e non dimentichiamolo mai!
Matteocross VA, Giop69 VD Marcelli
a.s. 2023/24
Ciao,
siamo Sisize e lo Speaker rotto e vogliamo parlare della pet therapy. La pet therapy è una forma di terapia che impiega gli animali come processo di cura e di riabilitazione di un individuo. Già da molto tempo l’uomo ha capito l'importanza degli animali a livello terapeutico, infatti essi apportano tanti benefici:
- aumentano l’autostima;
- diminuiscono l'ansia e la paura nei confronti degli animali;
- aiutano nella riabilitazione fisica;
- hanno un effetto calmante sull’individuo generando felicità e benessere
e tanto altro.
Insomma non ci sono contro. La pet therapy è una delle migliori forme di terapia e volevamo dirvi che gli animali non servono solo per questo; per esempio il mio gatto non mi fa mai sentire solo e, quando lo tengo in braccio e fa le fusa, mi fa stare bene e in pace con il mondo intero. Gli animali sono utilissimi anche al di là della pet therapy, basta pensare ai cani per ciechi, a quelli di salvataggio e quelli utilizzati per trainare le slitte. Insomma: VIVA GLI ANIMALI!
Sisize VD, Lo speaker rotto VE Marcelli
a.s. 2023/24
UNA RUBRICA DEDICATA AGLI SPORT AMATI DAI NOSTRI ALUNNI...
Il motocross
Il motocross, originariamente denominato “motocampestre”, è ora considerato uno sport estremo che si pratica con moto adatte ai circuiti sterrati, chiamati crossodromi. La storia del motocross comincia all’inizio del ventesimo secolo; il primo evento ebbe luogo in Gran Bretagna, al termine della seconda guerra mondiale. Il livello dello sport cominciò ad evolversi da una dimensione nazionale fino ad arrivare a quella internazionale. Sempre in Gran Bretagna si svolse il primo campionato europeo. La passione per il motocross mi è stata trasmessa da mio papà, anche lui correva con le moto. Attualmente la mia passione è in crescita continua e da due anni corro nel campionato regionale Lazio. Ho sempre in mente come cominciai, ossia con dei piccoli giretti intorno casa. Se in questo momento tornassi indietro nel tempo e mi guardassi in quei giorni, mi direi:” Non smettere mai di crederci”. Il mio sogno? Diventare campione mondiale di motocross.
Matteocross VA Marcelli
a.s. 2023/24
La pallavolo
La pallavolo è uno sport di squadra e per noi è uno sport importante perché insegna a stare insieme e accettare la sconfitta.
In questo sport, se un giocatore non fa un passaggio non si può continuare e lì si blocca tutto, quindi è fondamentale il gioco di squadra.
Noi giochiamo nella “Pallavolo Velletri” detta “famiglia gialloblu” perché attraverso la pallavolo si trovano nuovi amici e poi si diventa tutti una grande famiglia.
La mia passione per la pallavolo è nata vedendo in tv “Mila e Shiro” (Volleygirl),
la mia invece è nata attraverso un consiglio di un amico (Ex sasso).
Noi seguiamo molto questo sport e il nostro giocatore preferito è Ramos, giocatore del Cisterna Volley.
La pallavolo è ciò che unisce magia e realtà. Provate questo sport e non ve ne pentirete!
Volleygirl, Ex sasso VA Marcelli
a.s. 2023/24
Il calcio, che passione!
Le radici del calcio moderno risalgono al 26 ottobre 1863, quando in Inghilterra si riunirono 11 club dell’area di Londra per uniformare i loro regolamenti. Con il tempo, questo sport è diventato sempre più importante, fino a diventare uno sport nazionale, il più popolare. Il calcio ha aiutato molte persone a seguire la retta via, per esempio nei paesi poveri i bambini giocano a calcio nelle strade e la passione per questo sport li tiene lontani dalla malavita. Il calcio è il mio sport preferito e quando lo pratico mi sento bene ed appagato, riesco a non pensare ai problemi e mi scarico. Essendo uno sport di squadra aiuta anche per quanto riguarda la socializzazione e ti fa stare all’aperto. L’unico tasto dolente sono le partite che vedo allo stadio perché spesso si creano delle risse e questo mette in cattiva luce lo sport e coloro che invece si comportano correttamente. Dunque mi raccomando, praticate il calcio ma nel rispetto delle regole e delle persone!
Giop69 VD Marcelli
a.s.2023/24
Nel 1938 conducevo, con il mio collega Visintini, una ricerca scientifica presso l’università di Torino che integrava le mie competenze in neurologia con le sue in neurofisiologia. Purtroppo, le recenti leggi razziali promulgate dal governo italiano non mi permettevano di pubblicare i risultati sui periodici scientifici italiani, ma ci costrinsero ad inviarlo ad una rivista svizzera.
Era tanta l’amarezza che provavo perché ogni giorno vedevo che l’opinione pubblica italiana è considerata dalle recenti misure razziali, che portano ad odiare persone, come me, di origine ebraica.
Così nel 1939 ho deciso di accettare l’invito del professor Laruelle a Bruxelles.
Ma di lì a poco mi raggiunse la notizia dello scoppio della seconda guerra mondiale. Nonostante il clima ostile che sapevo di trovare in Italia decisi di farci ritorno. Da una parte ero felice di riunirmi ai miei cari, ma al tempo stesso sapevo che non avrei potuto riprendere la mia attività di ricerca, né esercitare la mia professione medica che però avrei proseguito clandestinamente.
Grazie all’incoraggiamento di un mio collega, proprio quando l’Italia decise di entrare in guerra, riuscii a superare lo sconforto decidendo così di costruire un laboratorio nella mia piccola camera da letto, dove studio gli embrioni di pollo in via di sviluppo.
Quando nel 1943 la situazione si fece ancora più difficile spinta dal mio amore per la ricerca, decisi di trasferirmi fuori da Torino, in compagnia, installando anche lì un piccolo laboratorio. Malgrado la situazione proibitiva sono riuscita a portare a termine alcune ricerche sullo sviluppo degli embrioni che avrei poi proseguito negli Stati Uniti.
Provai grande gioia quando la sera del 25 luglio, ascoltando la radio, accolsi la meravigliosa notizia delle dimissioni di Benito Mussolini, accettate dal re, nominando nuovo primo ministro Pietro Badoglio.
La speranza che ho è che con le dimissioni di Mussolini la situazione italiana possa migliorare.
Golden Musician 3B Velletrano
a.s. 2023/24
Studiando la Grande Guerra, dopo aver letto in classe un brano dal libro “War Horse” abbiamo ricercato approfondimenti sugli animali impiegati nella guerra, facendo varie riflessioni.
Prima d’ora non avevo mai riflettuto sulle conseguenze che una guerra potesse causare sugli animali, ma dopo le informazioni apprese sono rimasta sconcertata.
Nel tempo gli animali sono stati utilizzati come oggetti, senza pensare che anche loro sono esseri viventi e hanno dei sentimenti.
Penso a quei poveri cavalli, muli e asini che, denutriti, dovevano trasportare ingenti pesi, ai leoni di mare e delfini affamati e addestrati per ricercare le mine.
Penso ai cani utilizzati come rilevatori di bombe e agli uccelli impiegati come dispositivi per rilevare sostanze chimiche dannose…
E poi mi giro e vedo accanto a me i miei animali, due gatti e un cane, che si spaventano a sentire i botti di Capodanno!
Per saperne di più digita su un motore di ricerca “Peacelink animali: vittime nascoste della guerra”. Informiamoci!
Eastpack, Mare 3H Velletrano
a.s 2023/24
‘Il Diario di Anne Frank’
Il primo libro che ho letto in questo nuovo anno 2024 è famoso e profondo: l’autrice è Anne Frank e il libro consiste nel suo diario personale, iniziato nel 1942.
Anne vive in Olanda, ma è nata a Francoforte, è emigrata perché gli ebrei in Germania stavano perdendo sempre più diritti civili.
Anne è nata il 12 giugno 1929 e il diario le è stato regalato quando ha compiuto tredici anni. Scrive ciò che le accade nel nascondiglio segreto durante la guerra e racconta le sue gioie, i suoi dolori e le sue speranze. Vivevano in otto nel nascondiglio segreto: Anne, Margot, la sorella, i genitori, la famiglia Van Pels, formata dal sig. e la sign.ra Van Pels e il figlio Peter. L’ultimo è il sig. Pfeffer che qualche anno prima si lasciò con la moglie e aveva due figli di cui uno era in Inghilterra. Pfeffer mandò anche l’altro figlio nel Regno Unito per proteggerlo dalla strage nazista, così nel nascondiglio è l’unico senza famiglia.
Peter attrae l’attenzione di Anne: lo considera un tipo strano, poi, pian piano, se ne innamora. La ragazza non pensa soltanto a lui: ogni volta che va a letto la sera ripensa alla sua migliore amica, Hanneli Goslar. Avevano litigato poco prima che Anne si rifugiasse nel nascondiglio: i Frank dovevano andare in Svizzera, Hanneli faceva parte del loro progetto di fuga, ma a causa di questo litigio i Frank andarono nel nascondiglio senza rivelare nulla e lei credette che Anne fosse andata via in Svizzera lasciandola lì da sola.
Fra i personaggi più importanti del diario vorrei ricordare prima di tutto la narratrice, Anne Frank: sognava di diventare una scrittrice famosa e per questo la stimo moltissimo, sognava in grande ed è giusto che noi giovani prendiamo esempio da lei, dal suo coraggio. Margot Frank era considerata l’intellettuale della famiglia, quella più studiosa: come Anne morirà di tifo e sarà seppellita nella fosse comune. Otto Frank morì invece nel 1980, è l’unico sopravvissuto della famiglia: fece pubblicare il diario della figlia nel 1947. La madre di Anne, Edith, aveva un rapporto più bello con Margot, considerava Anne testarda e viziata, ma non penso fosse davvero così. Dei Van Pels voglio ricordare Peter: Anne parla della sua morbida guancia nel suo diario, dei suoi bellissimi gatti. Anche lui muore molto giovane, nel 1945.
Se dovessi scegliere un passo significativo del libro non ne sceglierei uno triste, ma dolce: quando Anne diceva di voler poggiare la sua guancia a quella di Peter, mentre intanto critica fortemente la signora Van Pels dandole della ‘stupida’. Mi ha sorpreso l’uso di questa parola, ma si adattava al personaggio: si vantava continuamente della sua pelliccia in una situazione inadeguata.
Al di là di tutto, credo che questo diario insegni a sognare e insegni anche la vita vera, perché queste vicende sono accadute per davvero. Io sono un appassionato di libri basati su storie vere, per questo ho scelto questo libro fra i vari che la professoressa ci ha proposto.
Lo consiglierei a tutte le persone abbattute e che non sanno più sognare.
Per cambiare, però, la prossima volta dalla mia biblioteca di classe sceglierò un libro giallo: adoro la suspense.
L.P. 1E Velletrano
a.s. 2023/24
"La fattoria degli animali" di G. Orwell
Questo è un libro per lettori più grandi probabilmente, ma ci è piaciuto molto. Intanto, ci siamo staccati dal cellulare per un po’, ma quello che di più ci ha appassionato è stata la trama: gli animali parlano, agiscono, sono i protagonisti, ma non è una favola.
C’era un tempo, una fattoria in possesso di Mr. Jones, un vecchio ubriacone che maltrattava gli animali. Un giorno si dimenticò di dargli da mangiare e gli animali si ribellarono e lo cacciarono dalla fattoria. Il Maggiore, un verro che vuole trasmettere l’idea della rivoluzione contro gli uomini, si erge a capo di tutti gli animali. Una volta morto, Napoleon e Snowball, altri maiali, prendono il potere: fondano la società degli animali con comandamenti ben precisi fra cui ‘Tutti gli animali sono uguali’ e ‘Quattro gambe buono, due gambe cattivo’. La competizione fra i due si fa accesa fino a quando Napoleon caccia Snowball, accusandolo di tradimento e si allea con gli uomini. La società degli animali ha vita breve: i maiali si iniziano a comportare come dittatori negligenti nei confronti dei loro sudditi, peggio quasi del vecchio Mr. Jones. Ci sono animali che scappano e tornano sotto il possesso degli uomini, come la cavallina Molly, animali che si oppongono al regno di Napoleon e vengono uccisi o cacciati, come Snowball. Dei vari comandamenti posti ne rimase solo uno: tutti gli animali sono uguali, alcuni sono più uguali di altri (e sono naturalmente i maiali).
Fra i personaggi che ci restano più nel cuore c’è Boxer, anche detto Gondrano, in traduzione, il cavallo intelligente che lavorava più di tutto e tutti al progetto del mulino. Si infortunò e fu venduto senza pietà a un mattatoio, spacciato per uno studio veterinario.
Il messaggio del libro è, fra le altre cose, anche politico, ma riguarda una fase della storia che non abbiamo ancora studiato. Per la nostra impressione c’è parso che il potere, preso dagli uomini o dagli animali, cambia chiunque, ma nessuno deve abusarne come vuole.
La parte più bella è il finale in cui non si riconoscono più i maiali dagli umani e gli umani dai maiali: “Le creature all’esterno spostavano lo sguardo dal maiale all’uomo e dall’uomo al maiale, e poi ancora dal maiale all’uomo; era però già impossibile dire quale fosse uno e quale fosse l’altro”.
L.Q., L.R., T.U.T. 1E Velletrano
a.s. 2023/24
Oggi è San Valentino
e il suo simbolo è un cuoricino.
Quando si è amici
si è felici;
quando il cuore è pieno d’amore,
non conosce nessun dolore.
Rispettare l’altro
a volte può essere un disastro,
ma vale la pena provare
e non farsi scoraggiare.
San Valentino era un santo
che di amore da dare agli altri ne aveva tanto.
Donate amore senza freni
e vi sentirete più sereni.
Giop 69 VD, Lo speaker rotto VE Marcelli
a.s. 2023/24
Oggi è il 14 febbraio, San Valentino, la festa degli innamorati, ma per noi non è solo questo. Per noi è la festa dell’amore per tutto: l’amore per gli animali, l’amore per gli amici, per la natura, per i genitori, per i parenti e per i conoscenti. Amare vuol dire rispettare quindi, nel caso degli animali, non abbandonarli ad esempio. Come si rispetta la natura? Non inquinandola. Si può amare tutto, non solo le persone.
Il nostro messaggio è questo:
Ragazzi, vogliate bene a tutti gli esseri animati e non! Questo pensiero e modo di vivere, però, dovrebbe essere considerato da tutti e sempre, non solo in questa giornata.
E ricordatevi: amate e sarete più felici!
Matteo Cross VA, Volley Girl VA Marcelli
a.s. 2023/24
Appassionati di videogiochi, questa è una lettura per voi!
È un gioco basato sulla Seconda guerra mondiale: come entriamo nel gioco possiamo vedere delle storie di guerra che sono delle piccole trame che di solito hanno solo tre atti. Quando acquisti il gioco ci sarà una piccola storia che devi giocare subito per continuare. Quella che mi ha colpito di più si chiama Tirallieurs che parla dei soldati africani sbarcati nell’autunno del 1944 in Francia, pronti per attaccare il fronte tedesco. I protagonisti sono: Deme, il fratello minore che è da noi interpretato e Idrissa, il fratello maggiore; infine ci sono gli altri soldati. Mi ha colpito molto perché parla della complicità di due fratelli in guerra. I soldati francesi sono stati trucidati. Durante le battaglie sul fronte tedesco però, con l’arrivo dei soldati africani, sono riusciti ad avanzare e distruggere l’artiglieria tedesca e distruggere i rifornimenti di munizioni e armi. Nel frattempo Deme, il fratello minore, ha incoraggiato tutti i soldati ad avanzare; questi si divisero in due gruppi, in uno c’era solo Deme che avanzava per trovare i prigionieri francesi, ma quando arrivò lì erano tutti deceduti quindi rimase solo. Cercò di scappare e trovò i suoi compagni a combattere per distruggere l’artiglieria tedesca: la distrussero, ma Idrissa, mentre curava i feriti, si avvicinò a un soldato tedesco messo male e gli disse che erano circondati, così Deme non si fece fermare e creò una strategia per attaccare l’ultima artiglieria tedesca.
Così riuscirono ad avanzare, ma quando arrivarono all’ultimo cannone quasi tutti morirono, tranne quattro soldati feriti. Deme era a terra, si stava avvicinando un carrarmato tedesco e pensava di morire, quando sentì la voce di Idrissa che lo trascinò via.
Idrissa tirò fuori una bomba e si avvicinò al carrarmato, buttò la bomba dentro e esplose con Idrissa vicino. Allora Deme si avvicinò e vide il corpo di Idrissa senza vita, i tedeschi erano fuggiti, Deme disse: “Guarda Idrissa, siamo dei re”. Finì così la storia e molti soldati africani hanno combattuto per una nazione che non hanno neanche mai visto.
Questo gioco lo consiglio agli appassionati di azione e di guerra.
D.P. 1G Velletrano
Questo film parla della Prima guerra mondiale dal punto di vista dell’esercito inglese.
Il film comincia con due soldati che portano comunicazioni da trincea a trincea perché hanno ricevuto ordini dal generale di fermare un attacco che sarebbe avvenuto il giorno dopo.
Questo film non è per persone sensibili perché troviamo molte scene di guerra forti: corpi riversati nel fango, cavalli morti, topi, sangue e rifiuti ovunque.
Il film è molto bello e trasmette molti messaggi: non abbandonare i compagni, l’importanza della storia, la crudeltà della guerra.
Lo consiglierei perché parla di storia contemporanea e guardandolo mi sono sentito fortunato per essere nato in un’epoca di pace.
D.P. 1G Velletrano
DA LEGGERE SE VI SENTITE ABBATTUTI, IN PREDA A PENSIERI NEGATIVI E TRISTI. UN TOCCASANA PER L'ANIMA.
Credo che a tutti noi, almeno una volta, sia capitato di credere di portare addosso tutti i pesi e i problemi del mondo e sentire di aver bisogno di un luogo sicuro in cui potersi rifugiare per scappare dalla realtà.
Quest’ultimo però, non deve essere necessariamente un luogo reale e concreto, può essere tutto; una canzone, un ricordo, un oggetto, uno sport, un hobby...una persona.
È importante trovare la nostra valvola di sfogo, almeno per alleggerire quel turbinio di dubbi, incertezze e pensieri nei quali, se ci si perde per troppo tempo, si corre il rischio di restarvici intrappolati.
Il mio posto sicuro sono i ricordi, adoro questo aspetto di me perché i momenti che ricordiamo sono unici e nessun’altra persona al mondo potrà mai averli uguali ai nostri.
Questi fanno parte della nostra vita, della nostra storia e ci servono per capire che se anche il periodo attuale non va proprio a gonfie vele, c’è stato un tempo nel quale il vento era così forte da squarciare quelle vele ora immobili.
Ci ricordano che c’è stato un tempo felice dove tutto era perfetto, e quel tempo ritornerà.
La vita è un viaggio in mare aperto, si incontrano tempeste ma anche tempo sereno.
Non c’è stabilità perenne, è questa la cosa entusiasmante del viaggio, della vita.
Le tempeste si affrontano, piano piano si raccolgono i pezzi e si ricuciono le vele per ricominciare.
Tutto questo può far paura, ma è anche una cosa bella perché ci fa sentire vivi e combattenti.
È la vita.
A vecchia velletrana 3B Velletrano
a.s. 2023/24
La nostra redazione, dopo il laboratorio sul fumetto del nostro corso di giornalismo, si è cimentata con una serie di strisce e tavole che ci hanno fatto riflettere e sorridere. Eccoli a voi!
La Redazione
a.s. 2023/24
Per sconfiggere questa tendenza social di condividere milioni di fake news al giorno, i nostri giornalisti hanno fatto un corso accelerato di bufale, imparando a riconoscerle e a smascherarle. Si sono anche divertiti a crearne alcune SULLA NOSTRA SCUOLA, con gli errori grammaticali con cui si presentano di solito e l'aspetto grafico URLANTE. Eccoli a voi!
(Non offendetevi, fatevi una bella risata!)
INSEGNANTE DELLA MARCELLI ABBANDONA GLI ALUNNI DURANTE UNA GITA!!!!!!!!
Il giorno 19/03/2024 gli alunni della Marcelli, frequentanti la 3° elementare, si sono recati a Roma per una visita al Pantheon. La gita andava bene finchè…NON SCOPPIA IL CAOS! L’insegnante è stata vista per l’ultima volta allontanarsi al telefono e i bambini, in preda al panico, scappano in giro alla città in cerca della docente. Dopo ore e ore di ricerce attorno la capitale, i piccoli alunni furono ritrovati, ma da quel momento non si hanno più notizie dell’insegnante.
PRESIDE DISPERATA LICENZIA TUTTE LE COLLABORATRICI SCOLASTICHE!!!!!
Dopo molteplici lamentele per le classe disordinate da parti delle collaboratrici scolastiche . La Preside esausta ed infastidita, arriva alla conclusione di licenziare tutte le collaboratrici, lasciandole senza lavoro, e costringendo gli alunni di tutto l’istituto a pulire in autonomia le classi.
PIOVE NELLA SCUOLA!!!! :0
Una semplice lezione viene interrota improvvisamente a causa delle numerose gocce cadute sulla testa della docente! Decisero di impegnarsi a trovare da dove provenisse l’acqua e durante la ricerca inizia a piovere incessantemente. Questo porta gli alunni a rifurgiarsi nella palestra, ma l’acqua attraversa i copertoni dei lamadari causando un cortocircuito:[
PROFESSORESSE PORTANO GLI ALUNNI SULLA VIA DELLA PIRATERIA INFORMATICA!!!!!!!
La professoressa Eva Speranzini e la Maestra Alma Vicario facendo lezione del giornalino sull’hackeraggio rivelano accidentalmente le modalità del crimine digitale ai ragazzi, i quali sfruttarono le tecniche imparate a loro vantaggio sabotando gli imminenti invalsi delle materie italiano matematica e inglese.
ALUNNI STANCHI DEI CONTINUI GIUDIZI DELLE PROFESSORESSE FANNO L’IMPENSABILE>:0
Classe, stanca di tutte lelamentele inutili da parte dei professori, DECIDONO DI RIBBELLARSI!!!
Organizzanano una vendetta dando “pan per focaccia” ai prof che, lamentandosi dei loro comportamenti, si paragonano a dei babysitter. Queste ripetuti e innumerevoli giudizi resero decisi gli alunni che preparano uno scherzo. Dividendosi i lavori, munendosi di cartelloni e coinvolgendo la classe intera gli alunni riescono a creare una vera e propria arcata davanti alla porta della classe simulando e indicando l’ingresso di un centro anziani.
SCANDALO!! I SOLDI CHE DONIAMO PER l’Airc VANNO IN REALTA’ ALLA PRESIDE!!!!!!!
Durante i 3 anni di scuola media capita di poter avere l’opportunità di donare soldi attraverso l’acquisto di marmellata e miele dell’airc. Se pensate di fare una buona cosa vi sbagliate…In realtà tutti i soldi che doniamo vanno solo ed unicamente alla preside, alimentando attraverso una truffa la sua richezza!!!
ALUNNO E PROFESSORE ACCUSATI DI AVER PIANTATO UN’ALBERO A RISCHIO ESTINZIONE NEL WC DELLA SCUOLA!!!!!!
Alunno e professore coalizzati nel far avverare uno scherzo di cattivo gusto arrivano a piantare una specie di alberi da frutto a rischio d’estinzione nel gabinetto. Decidono di collocare davanti alla suddetta pianta una riproduzione fedelissima dell’omonimo personaggio del film “Lorax” con un’arma da fuoco finta, indicando una scritta sull’interno della porta del gabinetto protagonista recitante “lascialo crescere >:(“.
La Redazione
a.s. 2023/24
a.s. 2023/24
Abbiamo iniziato con nickname e autoritratto della nostra redazione, ora i nostri giornalisti ci salutano ripercorrendo insieme questi anni passati insieme alla Marcelli e alla Velletrano. Ci sarà da commuoversi, siete avvertiti!
Caro giornalino,
oggi ci salutiamo purtroppo, ma le giornate passate insieme non verranno dimenticate.
Gli articoli scritti, le interviste e le cose nuove imparate, le amicizie nuove formate e quelle vecchie ritrovate, che le nostre avventure siano da spunto per i prossimi che le intraprenderanno.
Come dimenticare invece tutte le volte che mi sono dimenticato di te!
Non sei l’unico a cui dovrò dire addio perché anche la scuola l’anno prossimo non sarà la stessa, non sarà più la cara Andrea velletrano da cui sono entrato ragazzo e uscirò reduce. Mi sembra ieri quando sono entrato la prima volta: la preside, all’entrata, ha nominato chi sarebbe stato in quale classe, l’emozione di conoscere persone nuove. Tutto è stato bello, ma tutto ha una fine.
Addio giornalino! Addio Andrea Velletrano! Non smettete mai di stupire coloro che vi scelgono!
Beppo 3D Velletrano
In questi tre anni ho imparato, innanzi tutto, il metodo di studio fondamentale per passare le medie e poi ho imparato a socializzare un tantino di più e mi sono fatto tantissimi amici. Oggi mi rendo conto di quanto sia stato faticoso arrivare fin qui, il percorso che ho compiuto per arrivare fono agli esami è unico, come quello di tutti i miei amici. Questa terza media è stata speciale, abbiamo fatto tante uscite e ci siamo divertiti un mondo tra battute, litigi, pianti; insomma è stato BELLISSIMO E UNICO. Un’esperienza unica è stata quella del camposcuola: abbiamo visitato molti posti tra cui il Giardino dei Tarocchi e Grosseto, una bellissima città, molto soleggiata (fin troppo), ma che ha posti meravigliosi e strade caratteristiche. Oltre a visitare luoghi della Toscana, in hotel mi sono divertito un mondo ridendo, scherzando e dormendo (poco).
Caro giornalino, ti volevo raccontare di tutte le esperienze che ho passato con te, stando insieme ai miei amici divertendomi e imparando contemporaneamente. Sicuramente mi mancheranno tutte queste avventure, ma le vivrò di nuovo solo ricordandomele, chissà un giorno tutti ci rincontreremo oppure io sarò un giornalista. Insomma questa del giornalino è stata un’avventura che io e i miei compagni di scuola ricorderemo facendone una cornice di buoni propositi, sono sicuro che questo percorso mi sia servito per imparare, come la fake news: le cosiddette “Bufale”, ho imparato anche dalle interviste di Luca Fabrizio e Livio Piccolo che diventare grandi campioni di moto GP o di paracadutismo comporta molti sacrifici e molta fatica. Ho imparato, contrariamente al mio pensiero, che essere un giornalista è molto stancante perché devi avere “mille occhi” per non sbagliare o commettere errori. Questo giornalino è stato INCREDIBILE!
Scorpion 3E Velletrano
Caro giornalino,
questa è l’ultima lezione e, nonostante non ci fosse nessuno della mia classe, la VE, questa esperienza mi hai aiutato a creare nuove amicizie, come con Giordano e Anastasia della VD anche se all’inizio ero un po’ timido (visto che c’erano troppe facce nuove) infatti il mio nickname è: ”Lo Speaker Rotto”. Mi sono divertito molto e un po’ mi dispiace perché l’anno prossimo andrò in un'altra scuola e non ci sarà questo tipo di attività e, anche se ci fosse, non sarà mai uguale a questo!
Questo giornalino mi ha insegnato a intervistare una persona, a classificare un tipo di cronaca e tante altre cose, come per esempio individuare le “Fake News": gli sono immensamente grato.
Grazie giornalino.
Lo Speaker Rotto VE Marcelli
Caro giornalino,
questa esperienza è stata la prima e speciale.
Per me, ormai, era diventata un' abitudine fermarsi dalle 14:15 alle 16:15 ogni mercoledì pomeriggio dopo scuola.
Il tempo è passato così in fretta che non mi sono accorto dello scorrere del tempo. Grazie a questo corso ho imparato cose che da più piccolo (ma anche da qualche anno prima) non apprezzavo molto: leggere tutti gli articoli di un giornale, le diverse cronache. Ho stretto nuove amicizie che non pensavo di scoprire, grazie ai lavori collettivi in classe. Sono riuscito a lavorare con tutte le persone presenti, anche persone mai viste prima; all’inizio è stato un po' difficile uscire dal guscio, ma si sa, la timidezza è un’arma a doppio taglio. Ringrazio il giornalino per avermi fatto provare per la prima volta un'intervista dal vivo; un’intervista con dei campioni sportivi: LUCA FABRIZIO, motociclista che ha partecipato a un mondiale contro Marc Marquez! Poi LIVIO PICCOLO, un vero CAMPIONE, ha vinto tantissime volte consecutive ed è ancora campione in carica di paracadutismo. Per l’emozione, mi sono fatto fare gli autografi.
Le interviste sono solitamente cose che vedo in TV, su Rai1, su Linea Verde, su Sky sport 24. L'attività del fumetto è stata molto interessante, lo abbiamo realizzato insieme ai bambini delle elementari ed è stato divertente lavorare con bambini più piccoli di noi. Questo giornalino è stato come il Jazz: come il Jazz unisce musiche di etnie diverse, come quelle europee, afroamericane e africane, il giornalino unisce persone e ragazzi di età diverse per un obiettivo: informare, divertire e far emozionare tutti.
Golden Musician 3B Velletrano
Caro giornalino,
ci hai regalato idee meravigliose e ci hai dato l’opportunità di legare con persone anche più grandi di noi. Un’esperienza nuova che ci ha reso più creativi e speriamo di ripeterla in terza media e, se lo rifaremo, speriamo di rivivere i vecchi ricordi. Questa è l’ultima lezione e giorno dopo giorno ci sta salendo l’ansia…
Per Exsasso la Marcelli sarà sempre un luogo con dei ricordi belli, come l’ultimo giorno di scuola e il primo, la gita al campo sportivo e tutte le uscite.
Per Volleygirl la Marcelli è stata come una casa dove ho avuto molti ricordi meravigliosi come le gite, i momenti durante la lezione e la ricreazione, ma anche ricordi brutti come quando eravamo in Dad e non ci siamo potuti vedere…ma ora è l’ultimo anno e cerchiamo di godercelo al massimo e di uscire con ricordi ancora più belli. Una cosa è sicura: per me la “Marcelli” rimarrà per sempre uno dei luoghi più belle della mia vita.
Exsasso 5 C Marcelli
Volleygirl 5A Marcelli
Caro giornalino,
è arrivato il momento di salutarci. Oggi, 8 maggio 2024, ci incontriamo per l’ultima volta e concludiamo insieme questo magnifico percorso che abbiamo fatto. Voglio ringraziarti per tutto ciò che mi hai insegnato. Mi sono divertito molto in questi dodici incontri e nel tempo che abbiamo passato insieme. Attraverso questi incontri sono riuscito a comprendere alcune cose che mi hanno aperto la mente. Venendo al giornalino ho conosciuto nuove persone e soprattutto ho fatto nuove amicizie. Durante questo corso ho intervistato un ex motociclista, Luca Fabrizio, e anche un paracadutista, Livio Piccolo, poi ho imparato a riconoscere le fake news e tanto altro. Sono stato veramente felice di aver partecipato a questo corso. Mi dispiace che il giornalino sia finito, ma prima o poi tutto deve terminare. Un grande saluto anche all’Andrea Velletrano.
Supersassoman 3C Velletrano
Caro giornalino questa è l’ultima lezione, è stata una bella esperienza.
Gli incontri si sono quasi sempre svolti alla “Andrea velletrano”, abbiamo scritto molti testi, e ci sono state anche delle interviste a dei personaggi sportivi: Luca Fabrizio e Livio Piccolo. Ho imparato a usare il computer, ho stretto nuove amicizie,, per esempio con Lo speaker rotto che fa parte della classe 5E ed Exsasso della 5C, anche se alcune volte ci sono state alcune incomprensioni che però abbiamo risolto facilmente. Abbiamo parlato delle fake news e come riconoscerle, come creare dei fumetti e impostare un articolo di giornale.
Un caro saluto!
Giop69 5D Marcelli
Caro giornalino,
ti volevamo salutare, dato che questo è l’ultimo incontro. Noi alunni della Marcelli ti volevamo dare questo addio perché con te ci siamo divertiti molto e con te abbiamo passato del tempo prezioso.
MA CHI LO SA SE CI RITROVEREMO DI NUOVO?
Noi delle classi quinte non saluteremo solo te, ma anche la nostra scuola, che in questi anni ci ha insegnato tante cose e ci ha fatto crescere.
CHE COSA CI HAI INSEGNATO TU?
Ci hai fatto vedere una scuola nuova.
Ci hai insegnato a svolgere delle interviste.
Ci hai insegnato a riconoscere le fake news.
Ci hai insegnato a realizzare i fumetti.
Ci hai insegnato a stringere nuove amicizie.
I NOSTRI PENSIERI:
Anche se le ore del mercoledì che abbiamo passato insieme erano troppo poche, ci siamo divertiti tanto a scrivere e imparare dai tuoi insegnamenti.
Ti salutiamo per l’ultima volta…
Con te ci siamo divertiti, abbiamo scherzato e abbiamo scritto tanti articoli, ma con te volevamo passare più tempo perché con te il tempo è volato.
Addio, ci mancherai tanto!
Matteocross, Teta tola 5B Marcelli
Caro Giornalino,
questo è il nostro ultimo incontro, per noi delle terze è un addio. Questa esperienza è stata piena di aspetti positivi, abbiamo imparato molte cose che nessuno ci ha mai insegnato; per me è un’esperienza che ognuno di noi dovrebbe fare. All’inizio non lo volevo quasi fare, però poi ne ho parlato a casa e mi hanno tutti detto: “Vai che ti diverti!” Alla fine eccomi qui, sto stendendo l’ultimo articolo della redazione del giornalino; è molto strano, ma allo stesso tempo bello, strano perché non avrei pensato di arrivare fino alla fine. Molte volte ho pensato di non essere in grado o di non essere abbastanza brava in italiano, o almeno così tutti mi dicevano perché avevo solo la media del 7; però ora sono qui e dopo tutti questi articoli e lavori fatti mi sento molto più sicura di me stessa. Ho imparato i vari tipi di cronache e molte altre cose, ti devo dire grazie Giornalino: per tutto, per le esperienze fatte, per le persone conosciute, ma soprattutto per aver rafforzato il legame che avevo con il mio compagno di classe, Super Sassoman. Tra i lavori svolti ci sono stati: il fumetto, le bufale, il True crime e molti altri; il mio preferito sono state le bufale, perché ne sono uscite alcune molto belle.
In futuro vedrai molti altri ragazzi, anche a loro verrà posta la domanda: “Vuoi far parte della redazione del Giornalino?” e anche loro dovranno fare questa scelta, io spero sinceramente che sia una risposta positiva perché è un’esperienza unica e che non si può recuperare, soprattutto se si è in terza media o se si è alle elementari e non si viene all’Andrea Velletrano.
Un consiglio che posso dare è di pensare molto bene a quella risposta. Dopo la prima lezione ho capito cosa mi sarei persa se a quella domanda avessi risposto di no. Anche se molti pensano che con lo studio per le interrogazioni non ce la possono fare, si può fare tranquillamente. Ora, a quasi un mese dall’esame di terza media, posso dire che questa esperienza mi ha fatto maturare molto e mi ha aiutata a organizzarmi meglio per lo studio e i compiti. Ora siamo arrivati alla fine del mio pensiere per te, allora addio Giornalino.
Geolier 3C Velletrano
Caro Giornalino,
questa è l’ultima volta che ci vediamo, ti scrivo questa lettera per raccontarti delle mie ultime esperienze durante quest’ultimo anno di medie e per ringraziarti. Sai, ti devo confessare che all’inizio avevo paura, ma credendoci e mettendoci impegno, eccomi qua a scrivere l’ultimo articolo. Quest’anno sono successe tante cose, tra gite, casini e divertimenti, ma noi delle terze dobbiamo fare gli ultimi sforzi per gli esami. A inizio terza media era molto timida, infatti anche per quello non volevo fare questo corso, ma mi sono fatta coraggio, e così arrivata fin qua, affrontando le mie paure, ed è ciò che dovete fare anche voi che leggete questo articolo. Giornalino, non so da dove cominciare per ringraziarti, ma innanzitutto ti ringrazio per avermi insegnato a credere in quello che faccio. La cosa che mi è piaciuto di più delle cose che abbiamo fatto sono state le bufale, perché ne abbiamo fatte alcune davvero bellissime, sugli insegnanti e sulle celebrità. È arrivata l’ora di salutarci, ma prima vorrei dare un consiglio a chi legge questo articolo: fate questo corso perché vi assicuro che sarà una bella esperienza! Adesso è veramente arrivata l’ora di salutarci, quindi addio.
Medusa 3A Velletrano
Caro giornalino,
grazie a te abbiamo stretto nuove amicizie, abbiamo vissuto nuove esperienze che ci hanno insegnato ad approfondire nuovi argomenti e a interpetrarli.
Abbiamo scoperto che cosa sono le fake news, a scrivere testi e ideare fumetti.
Abbiamo capito l’importanza di saper parlare correttamente l’italiano cercando di non fare errori e ripetizioni.
Purtroppo il nostro percorso è quasi finito e speriamo che in terza media potremo riprovare quest’ esperienza, con l’augurio che nei prossimi anni anche gli altri alunni che verranno apprezzeranno questo progetto!
Un grande saluto!
Melody VB Marcelli
Sisize VD Marcelli