In occasione della giornata del sorriso, i bambini della classe VA del plesso Marcelli hanno avuto la possibilità di conoscere più da vicino il lavoro svolto dalle volontarie dell'Associazione 009 Missione Sorrisi - Vip Latina Odv. Questo è quello che abbiamo scoperto.
Com’è iniziata questa voglia di far sorridere i bambini?
La voglia di far sorridere i bambini nasce dal desiderio di dare sempre di più, di donare amore e tirare fuori quel bambino che c'è in noi. Avete mai visto il film Patch Addams? Era un dottore che portava il sorriso negli ospedali, indossava un camice bianco e un naso rosso e fondava il suo lavoro su una frase importante “Se si cura una malattia, si vince o si perde. Se si cura una persona, si vince sempre”. Come Patch Addams indossiamo un camice bianco disegnato e abbellito e questo naso rosso per noi è un naso…. MAGICO!
Quali sono i vostri nomi “d’arte” e da quanti anni prestate questo servizio negli ospedali?
I nostri nomi d’arte sono Canterina, Niomà e Sosa.
CANTERINA: Il mio nome nacque 16 anni fa in una corsia d’ospedale: c’era una persona anziana che non aveva nessuno e mi ricordo che piangeva. Doveva fare un prelievo ed aveva paura così io le presi la mano e iniziai a cantare la canzone “Rose Rosse”. La signora cominciò a cantare insieme a me, poi chiese il mio nome ed io le dissi che mi chiamavo Caterina ma poiché era sorda mi chiamò Canterina. Il ricordo di questa signora è rimasto dentro di me e nel momento in cui dovevo scegliere il nome da clown non ho avuto dubbi. Il mio nome doveva essere proprio quello: Canterina.
NIOMÀ: Il nome Niomà invece nasce dall’unione dei nomi di due bambini che amo tantissimo: i miei figli Antonio e Mattia. Così ho unito i due nomi ed è venuto fuori Niomà. Presto servizio negli ospedali da quasi due anni.
SOSA: Il mio nome Sosa nacque circa 25 anni fa. I figli dei miei amici molto piccoli non riuscivano a pronunciare bene il mio nome “Simonetta” e cominciarono a chiamarmi Sosa ed ancora mi chiamano così.
Che cosa fate per rendere felici i bambini?
Raccontiamo storie e facciamo magie.
Che cosa vi piace di più di questa esperienza?
Ci piace prendere il nostro tempo e dedicarlo agli altri, è un qualcosa che nasce da dentro, non ci paga nessuno per quello che facciamo, noi veniamo ripagate quando qualcuno ci dona il suo sorriso.
Avete mai incontrato un bambino che anche se sta male, sorride e con voi si diverte? E qualche bambino che invece non sorride? Cosa fate per farlo sorridere?
Sì, quando entriamo in una stanza d’ospedale spesso vediamo un bambino triste e quando dopo un po’ ride noi torniamo a casa felici. Ricevere un sorriso, un abbraccio, un grazie… non c’è niente di più bello.
Quali sono le difficoltà che incontrate durante il vostro volontariato negli ospedali?
La cosa più difficile che ci capita è quando troviamo dei bambini che non accettano il clown perchè ne hanno paura. In questo caso proviamo ad entrare nella stanza togliendo il naso rosso. Altre volte la loro paura è per il camice che associano alla figura del medico e alla malattia. Quando invece incontriamo ragazzi di 15/16 anni ricoverati in pediatria, è molto più difficile coinvolgerli, a volte ci riusciamo quando intercettiamo le loro passioni, allora sul loro volto spunta un sorriso inaspettato.
Avete fatto un corso per imparare a svolgere bene la vostra “missione”?
Sì, seguiamo un corso di formazione di un’intera giornata e i formatori ci trasmettono quello che oggi stiamo facendo con voi. Altre giornate sono dedicate ai colloqui con altri volontari che sono entrati in associazione prima di noi. Prima di andare in corsia dobbiamo raggiungere un determinato numero di ore e poi siamo pronte ad iniziare la nostra “missione”.
A quale età si può iniziare a fare volontariato?
Si può iniziare all’età di 17 anni con il consenso dei genitori.
Durante il vostro volontariato avete mai donato qualcosa, giochi o altro ai bambini che avete incontrato?
No, non possiamo portare i giochi per una questione di igiene. Pensate che quando entriamo in ospedale dobbiamo avere il camice pulito e indossiamo delle scarpe che usiamo solo lì, per evitare di portare germi all’interno della corsia. Non possiamo neanche far toccare gli oggetti che utilizziamo proprio per questo motivo. In alcune giornate, chiamate Giornate del Naso Rosso, scendiamo in piazza e organizziamo dei giochi con i bambini e una lotteria per raccogliere i fondi per la nostra Associazione.
Secondo voi è importante parlare di questa iniziativa ad altre classi?
Sì certo è importantissimo, la gentilezza e il volersi bene parte da qui, da voi che adesso siete piccoli ma che diventerete grandi come noi. Quindi iniziate da subito a coltivare piccole pillole di gentilezza, se usate parole gentili vi sentirete bene dentro.
Cosa provate dopo un pomeriggio trascorso negli ospedali?
Torniamo a casa con il cuore pieno pieno di felicità.
Classe VA Marcelli