Martedì 10 febbraio 2026, la redazione del giornalino scolastico dell’ Andrea Velletrano ha avuto l’occasione di intervistare Andrea Dominizi, un ex studente della nostra scuola e giornalista di Noi Centro, che attualmente frequenta il quarto anno del liceo scientifico A. Landi e ha vinto il concorso Wildlife Photographer of The Year 2025.
Come e quando è nata la tua passione per la fotografia?
La mia passione per la fotografia è nata in seconda media, da una piccola macchinetta che avevo a casa e ho iniziato per gioco capendo, giorno dopo giorno, che non era più un gioco, ma la mia passione.
Dai sempre un nome alle fotografie che scatti?
Non nomino mai le mie foto (tranne per i concorsi), anche perchè ci vorrebbe troppo tempo e troppa fantasia, alcune delle mie foto preferite sono: una foto che ho scattato quando ho sentito il rumore di un uccello che si era schiantato contro una finestra, e mi sono attrezzato per immortalare questo momento. Altre foto che ho scattato sono state quelle di una band musicale di Velletri che si chiamano i “Blodder”.
Foto che mi piacciono:
Pulcino attorniato da formiche;
Falena posata sui chiodi, dove successivamente ha depositato le uova;
Ragno molto piccolo somigliante a una formica (immagine scattata nelle Marche, Val Nerina);
Partita di hockey che ritrae un ragazzo con la maglia numero 23 che sta per colpire un dischetto;
Foto che ho scattato durante una manifestazione a Roma, che rappresenta la bandiera italiana;
Foto scattata in una casa abbandonata che ritrae un salotto con una poltrona e un tavolo rotondo su cui sono poggiati dei fogli, illuminati dalla luce.
Durante il tuo viaggio a Londra (per il concorso WPHY) hai scattato altre foto che ti hanno colpito?
Ho scattato una foto che rappresenta degli ascensori vista dalla parte inferiore, che hanno delle luci rosse nella parte sottostante (per scattarla mi sono dovuto sdraiare per terra per molto tempo, dopo aver scattato molte foto ho raggiunto l’idea che avevo in testa). Sempre a Londra ho scattato un’altra foto che rappresenta dei palazzi blu e rossi, infatti, a Londra, molti edifici hanno delle decorazioni particolari che mi hanno colpito molto perchè solitamente in Italia non si trovano.
A quali fotografi ti ispiri?
Mi ispiro al fotografo canadese Paul Nicklen, una delle sue foto più celebri è una foto che ritrae una foca carnivora, di lui mi colpisce il coraggio perché lavora in modo estremamente pericoloso per raggiungere l’idea che ha in testa.
Qual è la tua foto preferita?
La mia foto preferita ritrae un uomo di nazionalità cinese di fronte a una fila di carri armati anni ‘89, un’altra foto che mi piace è quella che rappresenta Piazza Tienanmen.
Hai vinto la competizione di fotografia naturalistica più prestigiosa al mondo, che emozioni hai provato?
Allora, prima che mi chiamassero ero nel panico più totale, infatti, quando sono salito sul palco ho parlato pochissimo, giusto per ringraziare, perchè l’emozione era troppo forte.
Hai intenzione di partecipare ad altri concorsi?
Si, ho intenzione di partecipare ad altri concorsi, infatti ho rimandato le dieci foto che avevo già inviato per il concorso di Londra e a marzo mi arriverà una risposta.
Quando invii delle foto ad un concorso, devi spiegare per forza il significato?
Si, devo dare sempre un significato alle foto che invio.
Cosa ti ha spinto ad iscriverti al concorso?
Mi ha spinto il fatto che fosse gratis! ( risate) Ma principalmente perchè mi piace la fotografia.
Ci sono delle persone che ti hanno sostenuto maggiormente nel tuo percorso?
I miei genitori sono stati molto importanti per me, anche per le persone che frequento, con loro ci scambiamo diversi consigli.
Qual è il significato della fotografia vincitrice del concorso?
L’ho scattata per focalizzare l’attenzione sul disboscamento.
Cosa rappresentano le tue foto?
Le mie foto rappresentano degli animali perché da piccolo avevo dei libri che li ritraevano.
Che animali preferisci?
Io preferisco i pesci, ma dato che a Velletri non ce ne sono, non posso ritrarli nei miei scatti, perciò fotografo soprattutto gli insetti, il mio preferito è il ragno che si finge formica, ma da fotografare il mio animale
preferito sono le farfalle che si muovano.
Una volta dopo aver scattato le foto le modifichi?
Allora, nei concorsi non si può modificare molto, infatti devi mandare prima la foto originale e poi quella modificata. Quando scatto le mie foto personali faccio qualche modifica se non sono venute molto bene, altrimenti le lascio come sono.
Hai altre passioni oltre alla fotografia?
Atletica, musica, fisica e filosofia, ma la fotografia, ovviamente, è quella più costante, magari a volte lascia alcune passioni da parte per dedicarmi ad altro.
La passione per la fotografia rimarrà negli anni?
Come passione spero che rimanga negli anni, nel pratico però è difficile che rimanga solo come lavoro (in alcuni casi ci sono delle persone che hanno la passione della fotografia, ma di lavoro fanno altro).
Che genere di musica ascolti?
Ascolto vari generi musicali: punk e sottogeneri, shoegaze (andava negli anni ‘90, Valentine, slowdive), De andrè, Puccini e Battiato (‘90).
Che genere di film guardi?
Mi piacciono i film fantascientifici post apocalittici e il mio preferito è “Il grande lebowski” (film fine anni ‘90).
Che ricordo hai delle medie e del tuo esame di terza media?
Le mie materie preferite delle medie erano scienze e matematica, ricordo che lavoravo per migliorare il giardino segreto di questa scuola, il mio pensiero il giorno dell’esame di terza media era che la sera avrei avuto un concerto che aspettavo da anni e che quindi mi dovevo sbrigare!
Ricordo ancora con piacere le professoresse delle medie Colombo e Licciardi.
Quali sono i tuoi fisici preferiti?
I miei fisici (scienziati) preferiti sono Einstein e Newton.
Qual è il tuo libro preferito?
Il mio libro preferito è “Il signore degli anelli”.
Dopo aver vinto il premio hai riscontrato più facilità nella vita sentimentale?
Dopo il premio non ho riscontrato facilità nella vita sentimentale, sono sempre lo stesso!
Che consiglio daresti ai tuoi coetanei che vogliono intraprendere questa strada?
Il mio consiglio è quello di avere molta pazienza perché solo con quella si possono ottenere dei grandi risultati.
Bisogna colitvare le proprie passioni con entusiasmo.
E NOI VOGLIAMO RINGRAZIARTI ANDREA PER IL TUO GRANDE ENTUSIASMO, CHE CI HA CONTAGIATI TUTTI!
GRAZIE DI CUORE PER AVERCI RICORDATO CHE SE CI IMPEGNIAMO VERAMENTE, POSSIAMO RAGGIUNGERE GRANDI RISULTATI ED ESSERE GRATIFICATI DAL NOSTRO LAVORO E DALLE NOSTRE PASSIONI.
LA REDAZIONE E LA SCUOLA TI AUGURANO DI RAGGIUNGERE TUTTI I TUOI SOGNI!
SOFY.012 3H e PAE 3I Velletrano
In occasione della giornata del sorriso, i bambini della classe VA del plesso Marcelli hanno avuto la possibilità di conoscere più da vicino il lavoro svolto dalle volontarie dell'Associazione 009 Missione Sorrisi - Vip Latina Odv. Questo è quello che abbiamo scoperto.
Com’è iniziata questa voglia di far sorridere i bambini?
La voglia di far sorridere i bambini nasce dal desiderio di dare sempre di più, di donare amore e tirare fuori quel bambino che c'è in noi. Avete mai visto il film Patch Addams? Era un dottore che portava il sorriso negli ospedali, indossava un camice bianco e un naso rosso e fondava il suo lavoro su una frase importante “Se si cura una malattia, si vince o si perde. Se si cura una persona, si vince sempre”. Come Patch Addams indossiamo un camice bianco disegnato e abbellito e questo naso rosso per noi è un naso…. MAGICO!
Quali sono i vostri nomi “d’arte” e da quanti anni prestate questo servizio negli ospedali?
I nostri nomi d’arte sono Canterina, Niomà e Sosa.
CANTERINA: Il mio nome nacque 16 anni fa in una corsia d’ospedale: c’era una persona anziana che non aveva nessuno e mi ricordo che piangeva. Doveva fare un prelievo ed aveva paura così io le presi la mano e iniziai a cantare la canzone “Rose Rosse”. La signora cominciò a cantare insieme a me, poi chiese il mio nome ed io le dissi che mi chiamavo Caterina ma poiché era sorda mi chiamò Canterina. Il ricordo di questa signora è rimasto dentro di me e nel momento in cui dovevo scegliere il nome da clown non ho avuto dubbi. Il mio nome doveva essere proprio quello: Canterina.
NIOMÀ: Il nome Niomà invece nasce dall’unione dei nomi di due bambini che amo tantissimo: i miei figli Antonio e Mattia. Così ho unito i due nomi ed è venuto fuori Niomà. Presto servizio negli ospedali da quasi due anni.
SOSA: Il mio nome Sosa nacque circa 25 anni fa. I figli dei miei amici molto piccoli non riuscivano a pronunciare bene il mio nome “Simonetta” e cominciarono a chiamarmi Sosa ed ancora mi chiamano così.
Che cosa fate per rendere felici i bambini?
Raccontiamo storie e facciamo magie.
Che cosa vi piace di più di questa esperienza?
Ci piace prendere il nostro tempo e dedicarlo agli altri, è un qualcosa che nasce da dentro, non ci paga nessuno per quello che facciamo, noi veniamo ripagate quando qualcuno ci dona il suo sorriso.
Avete mai incontrato un bambino che anche se sta male, sorride e con voi si diverte? E qualche bambino che invece non sorride? Cosa fate per farlo sorridere?
Sì, quando entriamo in una stanza d’ospedale spesso vediamo un bambino triste e quando dopo un po’ ride noi torniamo a casa felici. Ricevere un sorriso, un abbraccio, un grazie… non c’è niente di più bello.
Quali sono le difficoltà che incontrate durante il vostro volontariato negli ospedali?
La cosa più difficile che ci capita è quando troviamo dei bambini che non accettano il clown perchè ne hanno paura. In questo caso proviamo ad entrare nella stanza togliendo il naso rosso. Altre volte la loro paura è per il camice che associano alla figura del medico e alla malattia. Quando invece incontriamo ragazzi di 15/16 anni ricoverati in pediatria, è molto più difficile coinvolgerli, a volte ci riusciamo quando intercettiamo le loro passioni, allora sul loro volto spunta un sorriso inaspettato.
Avete fatto un corso per imparare a svolgere bene la vostra “missione”?
Sì, seguiamo un corso di formazione di un’intera giornata e i formatori ci trasmettono quello che oggi stiamo facendo con voi. Altre giornate sono dedicate ai colloqui con altri volontari che sono entrati in associazione prima di noi. Prima di andare in corsia dobbiamo raggiungere un determinato numero di ore e poi siamo pronte ad iniziare la nostra “missione”.
A quale età si può iniziare a fare volontariato?
Si può iniziare all’età di 17 anni con il consenso dei genitori.
Durante il vostro volontariato avete mai donato qualcosa, giochi o altro ai bambini che avete incontrato?
No, non possiamo portare i giochi per una questione di igiene. Pensate che quando entriamo in ospedale dobbiamo avere il camice pulito e indossiamo delle scarpe che usiamo solo lì, per evitare di portare germi all’interno della corsia. Non possiamo neanche far toccare gli oggetti che utilizziamo proprio per questo motivo. In alcune giornate, chiamate Giornate del Naso Rosso, scendiamo in piazza e organizziamo dei giochi con i bambini e una lotteria per raccogliere i fondi per la nostra Associazione.
Secondo voi è importante parlare di questa iniziativa ad altre classi?
Sì certo è importantissimo, la gentilezza e il volersi bene parte da qui, da voi che adesso siete piccoli ma che diventerete grandi come noi. Quindi iniziate da subito a coltivare piccole pillole di gentilezza, se usate parole gentili vi sentirete bene dentro.
Cosa provate dopo un pomeriggio trascorso negli ospedali?
Torniamo a casa con il cuore pieno pieno di felicità.
Classe VA Marcelli