La pelle è un organo complesso e multifunzionale, essenziale per la salute e il benessere generale degli esseri umani. Oltre a ricoprire un ruolo protettivo contro agenti patogeni e fattori ambientali, contribuisce a mantenere l’omeostasi idrica e termica del corpo. La sua elevata sensibilità tattile e la sua visibilità esterna influenzano non solo la fisiologia, ma anche aspetti psicologici come l’autostima e la percezione di sé.
Con una superficie media di circa 2 m² e un peso complessivo pari a circa un sesto della massa corporea, la pelle rappresenta l’apparato più esteso del corpo umano. Comprendere la sua struttura e i suoi meccanismi di rigenerazione è fondamentale per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle patologie cutanee.
Struttura anatomica della pelle
La pelle è organizzata in tre strati principali, ognuno con caratteristiche morfologiche e funzioni specifiche: epidermide, derma e ipoderma.
1 Epidermide: L’epidermide è lo strato più esterno e svolge un ruolo primario come barriera protettiva contro tossine, microrganismi e disidratazione. È composta principalmente da cheratinociti, cellule specializzate che attraversano un processo di differenziazione e cheratinizzazione, culminando nella formazione dello strato corneo. Lo strato basale (o strato germinativo) assicura la continua rigenerazione dell’epidermide attraverso una costante divisione cellulare.
2 Derma (o corio): Il derma costituisce lo strato intermedio della pelle. Si tratta di una struttura altamente vascolarizzata e ricca di fibre collagene ed elastiche immerse in una matrice extracellulare. Al suo interno sono presenti fibroblasti, cellule immunitarie, terminazioni nervose, ghiandole sudoripare e sebacee, nonché una fitta rete di vasi sanguigni e linfatici. Il derma conferisce alla pelle resistenza meccanica, elasticità e sensibilità.
3 Ipoderma (o sottocute): Lo strato più profondo della pelle è costituito principalmente da tessuto adiposo. L’ipoderma funge da riserva energetica, isolante termico e ammortizzatore meccanico. Le cellule adipose (adipociti) accumulano lipidi e, quando necessario, rilasciano nutrienti nel circolo sanguigno per soddisfare le esigenze metaboliche dell’organismo.
Funzioni fisiologiche della pelle
La pelle svolge simultaneamente una vasta gamma di funzioni essenziali:
1 Regolazione termica: Attraverso la sudorazione e la vasocostrizione/vasodilatazione dei vasi dermici, la pelle contribuisce al mantenimento della temperatura corporea.
2 Percezione sensoriale: Le terminazioni nervose distribuite nel derma permettono di percepire pressione, vibrazione, tatto, dolore e variazioni di temperatura, rendendo la pelle un importante organo sensoriale.
Rigenerazione e riparazione
L’epidermide è dotata di un elevato grado di rigenerazione.
Erosioni superficiali: se il danno riguarda esclusivamente gli strati più esterni, la guarigione è rapida e non lascia esiti cicatriziali.
Lesioni profonde: quando la lesione raggiunge il derma e compromette la membrana basale, la riparazione avviene con formazione di tessuto cicatriziale.
Riserva metabolica
Il tessuto adiposo del sottocute rappresenta un deposito di energia sotto forma di trigliceridi e funge da riserva di nutrienti essenziali per l’organismo. Il ruolo degli enzimi nei processi biologici
Gli enzimi sono proteine prodotte da cellule animali e vegetali che agiscono come catalizzatori biologici, accelerando reazioni chimiche senza essere consumati. Essi garantiscono il corretto svolgimento dei processi metabolici e fisiologici.
Ogni enzima mostra specificità di substrato, ovvero è in grado di agire solo su una specifica molecola. Gli enzimi digestivi, per esempio, sono fondamentali per la degradazione di proteine, carboidrati e lipidi in molecole più semplici e assorbibili.
La carenza di un singolo enzima può avere conseguenze severe. Un caso emblematico è la fenilchetonuria (PKU), una malattia genetica caratterizzata dall’incapacità di metabolizzare la fenilalanina, con possibili gravi implicazioni sullo sviluppo neurologico.
Le quattro proteasi della bromelina: caratteristiche strutturali, attività catalitica e ruolo cosmetico
La bromelina è una miscela naturale di proteasi cisteiniche estratte da Ananas comosus e rappresenta uno dei complessi enzimatici vegetali più studiati per applicazioni cosmetiche, alimentari e biomediche. È composta principalmente da quattro proteasi: Stem Bromelain, Fruit Bromelain, Ananain e Comosain. Tutte appartengono alla famiglia delle cisteina endopeptidasi e condividono un sito attivo basato su una cisteina catalitica, fondamentale per l’attacco nucleofilo ai legami peptidici. Nonostante la comune base meccanicistica, ciascun enzima presenta caratteristiche strutturali, cinetiche e funzionali specifiche che contribuiscono alla complessiva efficacia dell’estratto.
La Stem Bromelain è la proteasi più abbondante e attiva, isolata dal gambo dell’ananas. Possiede una struttura tridimensionale definita e una diade catalitica Cys–His responsabile dell’idrolisi dei legami –CO–NH– delle proteine. Il meccanismo d’azione procede attraverso l’attivazione nucleofila della cisteina, la formazione di un intermedio tiolestere e la successiva idrolisi dell’intermedio. L’enzima è efficiente in un intervallo di pH compreso tra 6 e 8 e mostra notevole stabilità, caratteristiche che ne giustificano l’uso in esfoliazione enzimatica, nei processi di ammorbidimento delle carni e nelle applicazioni farmacologiche antinfiammatorie.
La Fruit Bromelain, estratta dal frutto, presenta analogie strutturali con la frazione del gambo ma differisce per alcune variazioni nella sequenza amminoacidica e nella specificità verso i substrati. Il modello cristallografico conferma la presenza della diade Cys–His, ma evidenzia una maggiore sensibilità ai cambiamenti di pH. L’attività massima si osserva a pH 6–7 e il suo comportamento più delicato la rende particolarmente adatta a formulazioni cosmetiche destinate a pelli sensibili, dove è necessario evitare irritazioni e mantenere un’esfoliazione controllata.
L’Ananain è una proteasi distinta con un peso molecolare di circa 23.5 kDa e una specificità più ampia, specialmente verso substrati contenenti residui aromatici o basici. Condivide il meccanismo catalitico basato sulla diade Cys–His e la formazione dell’intermedio tiolestere, ma presenta peculiarità regolatorie, come l’inibizione da parte della chicken cystatin. Questa proteasi si distingue per la capacità di degradare proteine strutturali come la cheratina, rendendola utile in prodotti dedicati alla pulizia profonda della pelle. La sua azione combinata con quella della Stem Bromelain aumenta la profondità e l’efficacia dell’esfoliazione enzimatica.
La Comosain è la frazione meno studiata, ma ricopre un ruolo importante nel completare il profilo proteolitico della bromelina. È presente sia nel gambo sia nel frutto e mostra variabilità tra forme attive e inattive legate ai gruppi tiolici liberi. Pur essendo meno abbondante, contribuisce a estendere la gamma di substrati degradabili e a rendere l’azione esfoliante più uniforme e stabile nel tempo. La sua funzione può essere interpretata come modulante e complementare rispetto alle proteasi maggioritarie. L’azione sinergica delle quattro proteasi determina una degradazione efficace delle proteine dello strato corneo, in particolare cheratina e proteine di adesione. Questo processo facilita il distacco delle cellule morte e stimola il turnover cutaneo con un’esfoliazione controllata, non irritante e rispettosa del film idrolipidico. La cute trattata con bromelina appare più levigata, omogenea e ricettiva ai successivi trattamenti dermocosmetici. Poiché la pelle rinnovata risulta più sensibile, è consigliabile l’applicazione di agenti lenitivi e protezioni solari.
Estrazione con solventi
L’estrazione con solventi (solvent extraction) è tra i metodi più diffusi per composti come polifenoli, pigmenti o metaboliti secondari idrofili e lipofili.
Procedura:
macinazione del frutto per aumentare la superficie di contatto,
immersione nel solvente (es. etanolo, metanolo, esano, acqua),
trasferimento dei composti attivi nel solvente,
successiva evaporazione del solvente per ottenere l’estratto concentrato.
Vantaggi: elevata resa, adattabile a molti composti.
Limiti: possibile presenza di residui di solvente, rischio di degradazione termica o ossidativa.
Distillazione in corrente di vapore
Questo metodo è particolarmente impiegato per ottenere oli essenziali da frutti aromatici (es. agrumi).
Meccanismo: il vapore attraversa la matrice vegetale, volatilizza i composti aromatici e li trascina verso un condensatore. L’olio essenziale, insolubile in acqua, viene separato per decantazione.
Punti di forza: ideale per composti volatili, permette una buona separazione fra olio essenziale e idrolato.
Svantaggi: non adatta a composti termolabili, richiede impianti specifici.
Pressatura meccanica
Utilizzata soprattutto per l’estrazione di succhi e oli (soprattutto da agrumi e olive).
Principio: applicazione di un’azione meccanica che rompe le cellule e libera i liquidi interni.
Pro: metodo semplice, senza solventi.
Contro: possono essere estratti anche composti indesiderati come pectine o particolato.
Spremitura a freddo
Tecnica di estrazione per oli essenziali o oli nutrizionali che evita l’esposizione al calore.
Caratteristiche: preserva composti aromatici e termolabili, assicura un prodotto ad elevata qualità sensoriale e nutrizionale.
Estrazione assistita da ultrasuoni (UAE – Ultrasound-Assisted Extraction)
Tecnologia più recente e sempre più utilizzata per estrarre composti da matrici vegetali.
Principio di funzionamento: le onde ultrasoniche generano microcavitazioni che rompono le pareti cellulari, facilitando il rilascio del contenuto.
Vantaggi: tempi di estrazione ridotti, maggiore resa, minor uso di solventi.
Limiti: possibile degradazione di composti molto sensibili, necessità di attrezzature specifiche.
Tecniche di Purificazione Post-Estrattiva: Una volta ottenuto l’estratto grezzo, è necessario purificare i composti isolati. Le tecniche più comuni includono:
Filtrazione: Consente la rimozione di particelle solide e impurità. È un passaggio preliminare essenziale.
Cromatografia: Usata per separare molecole in base a caratteristiche chimico-fisiche (polarità, dimensione, affinità). Include:
cromatografia liquida ad alta prestazione (HPLC),
cromatografia su colonna,
cromatografia a scambio ionico.
Evaporazione o concentrazione: Rimuove il solvente e concentra l’estratto. Può essere effettuata con rotavapor o sotto vuoto per proteggere composti termolabili.
Dalla natura alla pelle: il potere della bromelina tra cosmetica e farmaceutica
Negli ultimi decenni ha attirato crescente interesse scientifico per le sue attività biologiche, tra cui effetti antinfiammatori, antiedemigeni, fibrinolitici e immunomodulanti. A differenza dei FANS, la bromelina esercita un’azione multifattoriale che coinvolge la modulazione di mediatori dell’infiammazione.
La bromelina è costituita da un insieme di enzimi proteolitici ad elevato peso molecolare e struttura tridimensionale complessa. Tali caratteristiche rendono impraticabile la sintesi chimica tradizionale.
Grazie alla sua attività cheratolitica e proteolitica, la bromelina è ampiamente impiegata in cosmetologia:
Peeling enzimatici e maschere viso: rimuove delicatamente le cellule cornee superficiali, migliorando luminosità e uniformità cutanea, particolarmente indicata per pelli sensibili.
Trattamenti anticellulite e drenanti: favorisce il microcircolo e la riduzione dei liquidi in eccesso, migliorando l’aspetto della pelle a buccia d’arancia.
Formulazioni anti-age: promuove il turnover cellulare e la rigenerazione epidermica.
Prodotti per pelli acneiche: la sua azione proteolitica contribuisce a purificare i pori e ridurre le impurità.
Esempi di prodotti cosmetici contenenti bromelina includono esfolianti enzimatici (es. Ebrand Pro Cosmetics con acido mandelico e bromelina) e formulazioni topiche per il miglioramento della microcircolazione cutanea.
In campo farmacologico, la bromelina è presente in numerosi preparati topici e sistemici:
Ematonil Plus Gel: contiene estratti di arnica, escina e bromelina, impiegato per il trattamento di contusioni e traumi minori grazie all’effetto antinfiammatorio e rinfrescante del mentolo.
Nexobrid: contiene un concentrato enzimatico arricchito in bromelina ed è usato localmente come gel per il debridement (rimozione del tessuto necrotico) nelle ustioni gravi. Serve a rimuovere tessuto ustionato da ustioni profonde o parzialmente profonde della pelle.
La bromelina trova ampio impiego anche nel settore alimentare grazie alla sua capacità di idrolizzare legami peptidici:
Lavorazione della carne: utilizzata come agente tenerizzante, agisce su proteine fibrose come collagene ed elastina, migliorando la consistenza.
Prodotti da forno: migliora la struttura del glutine e rallenta l’invecchiamento del pane, mantenendone la morbidezza.
Bevande e succhi: incrementa la resa e la limpidezza dei succhi di frutta, riducendo i sedimenti.
Prodotti lattiero-caseari: impiegata nella coagulazione delle caseine durante la produzione di formaggi e per migliorare consistenza e gusto nello yogurt.
Inoltre, la bromelina favorisce la digestione delle proteine alimentari, motivo per cui viene inclusa in supplementi per la salute gastrointestinale.
SITOGRAFIA:
BROMELAIN - Ingrediente INCI Beauty
https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/f/fans-farmaci-antinfiammatori-non-steroidei
Ematonil Plus, Emulsione Gel, Crema per Ematomi, Lividi e Contusioni con Arnica, Escina, Bromelina e Mentolo, dai 3 anni di età, Tubo da 50 ml | Farmasave.it
Bromelina benefici dell'integratore per cellulite e dimagrire | Vogue Italia
Esfoliante enzimatico acido mandelico e bromelina, 100 ml, Ebrand Pro Cosmetics
Quali sono gli usi della bromelina nell'industria alimentare? - Notizia
Bromelina: cos'è e a cosa serve? - Torrinomedica
Skincare all'Ananas: i prodotti da provare per Viso e Corpo
https://drive.google.com/file/d/1zgD7vn2KWTAUEI7G9T8Uk44F8ZjT1etJ/view?pli=1
https://www.my-personaltrainer.it/fisiologia/enzimi.html
https://it.wikipedia.org/wiki/Bromelina
https://www.sciencedirect.com/topics/agricultural-and-biological-sciences/bromelain
https://labmuffin.com/how-do-enzyme-exfoliants-work
Da Zeudi, Ibtissam, Sara R.
FICINA
Per iniziare a parlare dell’ enzima della ficina dobbiamo partire con la definzione di pelle, e di enzima.
La pelle è un organo complesso, il più esteso del corpo umano, che riveste e protegge l'organismo.
È composta da tre strati principali: l'epidermide, il derma e l'ipoderma (o strato adiposo).
Le sue funzioni includono la protezione da traumi e agenti esterni, la termoregolazione, la sintesi della vitamina D e la percezione di sensazioni come il tatto, il dolore e il piacere.
Epidermide: È lo strato più esterno, sottile e resistente, che funge da barriera impermeabile contro batteri e sostanze estranee. Contiene i melanociti, le cellule che producono melanina, il pigmento che dà colore alla pelle e che protegge dai raggi UV;
Derma: Lo strato intermedio, più spesso, costituito da tessuto elastico e fibroso. Contiene vasi sanguigni, terminazioni nervose, follicoli piliferi, ghiandole sudoripare e sebacee. Fornisce resistenza, elasticità e sensibilità; Ipoderma (o strato adiposo): Lo strato più profondo, composto da tessuto adiposo. Serve a isolare il corpo, proteggerlo dagli urti e immagazzinare energia.
Un enzima è una proteina che agisce come un catalizzatore biologico, accelerando le reazioni chimiche necessarie per la vita. Funziona legandosi a una molecola specifica (il substrato) nel suo sito attivo, trasformandola in una nuova sostanza senza essere modificato dal processo. La loro azione è fondamentale per funzioni vitali come la digestione, il metabolismo e la sintesi di macromolecole.
Funzione catalitica: Accelerano le reazioni chimiche riducendo l'energia di attivazione necessaria, in modo che possano avvenire molto più velocemente; Specificità: Ogni enzima è altamente specifico e catalizza un numero ristretto di reazioni, spesso solo una, grazie alla forma unica del suo sito attivo;
Struttura proteica: La maggior parte degli enzimi è costituita da proteine, che sono catene di amminoacidi ripiegate in una specifica struttura tridimensionale.
Riutilizzabilità: Un enzima non viene modificato dalla reazione che catalizza e può essere riutilizzato più volte;
Condizioni ottimali: L'efficacia di un enzima dipende da fattori ambientali come la temperatura e il pH.
La ficina è un enzima proteolitico cioè in grado di “tagliare” le proteine , il quale si ottiene dal latte del fico.
Viene usata in vari campi tra cui la fitoterapia per la digestione, l’industria alimentare per la produzione di formaggio, e in medicina.
Enzima proteolitico: Ha la capacità di idrolizzare e scomporre le proteine in amminoacidi;
Origine: Si estrae dal lattice di diverse piante del genere Ficus, in particolare dal fico comune (ficus carica);
Analogia: È una cistein proteasi, simile per funzione ad altri enzimi vegetali come la papaina e la bromelina;
Per quanto riguarda gli usi e le applicazioni:
Fitoterapia e medicina: Viene impiegata per aiutare la digestione e per le sue proprietà gastroprotettive e antinfiammatorie per l'apparato digerente; viene anche usata in applicazioni topiche per le verruche;
Industria alimentare: Agisce come enzima coagulante, ad esempio nella produzione del formaggio;
Medicina: Può essere impiegata per ridurre l'agglutinazione dei globuli rossi.
Il nome INCI della ficina (estratto del lattice del fico) è Ficus Carica Extract.
Il nome IUPAC non si applica a questo tipo di sostanza, poiché "ficina" si riferisce a un enzima proteolitico complesso, non a una singola molecola con una struttura ben definita e registrata a livello chimico, come richiesto dalla nomenclatura IUPAC.
La ficina non ha una struttura chimica univoca, ma è un enzima proteolitico appartenente alla classe delle cistein proteasi. La sua struttura è basata su una sequenza amminoacidica che include una cisteina reattiva nel sito attivo, essenziale per la sua funzione di tagliare i legami peptidici delle proteine.
Classificazione: Cistein proteasi, simile alla papaina (dalla papaia).
Sito attivo: Contiene una singola cisteina reattiva che partecipa attivamente al meccanismo enzimatico.
Funzione: Idrolizza i legami peptidici nelle proteine, soprattutto in ambiente acido.
Specificità: Attacca il lato carbossilico di amminoacidi specifici.
La ficina è un enzima proteolitico del lattice del fico che agisce idrolizzando i legami peptidici delle proteine, sia per favorire la digestione sia per esfoliare la pelle in modo topico, rompendo i legami tra le cellule morte.
La sua estrazione dal lattice del fico avviene attraverso processi che coinvolgono l'estrazione del lattice e la sua successiva purificazione.
Funzione e azione esfoliante:
Funzione proteolitica: La ficina è un enzima che idrolizza le proteine, ovvero rompe i legami peptidici che le tengono unite;
Azione digestiva: Questa capacità di idrolisi viene sfruttata per facilitare la digestione delle proteine, in modo simile alla bromelina dell'ananas;
Azione esfoliante: L'azione proteolitica, applicata alla pelle, rompe i legami tra le cellule cornee dell'epidermide, provocando un'esfoliazione, ed è per questo che viene usata in prodotti per il peeling o per il trattamento topico delle verruche;
Altre azioni: La ficina può anche ridurre il potenziale elettrostatico negativo dei globuli rossi, impedendo l'agglutinazione.
Processo di estrazione e purificazione:
Estrazione del lattice: La ficina viene estratta dal lattice del fico, che è una sostanza lattiginosa prodotta dalla pianta;
Processi di purificazione: Una volta estratto il lattice, la ficina viene purificata attraverso processi enzimatici per isolare e concentrare l'enzima.
Le specifiche procedure possono variare, ma generalmente prevedono passaggi di purificazione per ottenere un prodotto stabile e attivo.
La Ficina è un enzima proteolitico naturale estratto dal lattice delle piante del genere Ficus. La sua capacità di degradare selettivamente le proteine la rende un componente di rilievo nei settori cosmetico, alimentare, farmaceutico e biotecnologico.
L'enzima è ottenuto dal lattice bianco fuoriuscito da foglie e rami di Ficus. Il processo industriale di purificazione segue le seguenti fasi fondamentali:
Raccolta del lattice: Ottenuto per incisione e raccolto rapidamente per prevenire l'inattivazione enzimatica.
Filtrazione: Rimozione di impurità solide e residui vegetali.
Precipitazione Proteica: Separazione dell'enzima dalle altre proteine, spesso tramite solfato d’ammonio e controllo del pH.
Dialisi: Eliminazione dei sali in eccesso per ulteriore purificazione.
Cromatografia (opzionale): Utilizzata per ottenere un'alta purezza e stabilità (es. scambio ionico o gel filtrazione).
Liofilizzazione: Trasformazione dell'enzima in polvere stabile per la conservazione e l'uso industriale.
2. Analoghi Sintetici
Non esistono analoghi sintetici della ficina prodotti per sintesi chimica, data la complessità strutturale delle proteasi vegetali che oltre ad avere strutture tridimensionali troppo complesse per essere replicate sinteticamente hanno anche costi difficilmente sostenibili.
L'industria utilizza, in alternativa, altri enzimi naturali che svolgono funzioni simili come:
Papaina (dal papaya)
Bromelina (dall'ananas)
Proteasi microbiche (ottenute dalla fermentazione)
3. Applicazioni Settoriali
La ficina è impiegata in diverse aree grazie alla sua azione proteolitica:
Uso Cosmetico (Peeling Enzimatici)
La ficina è uno degli enzimi principali per l'esfoliazione.
Meccanismo d’azione principale cosmetico:
agisce sulle proteine che legano le cellule morte del corneocita
rompe selettivamente i legami proteici
favorisce l’eliminazione uniforme delle cellule superficiali
non danneggia gli strati profondi perché l’enzima agisce solo su cellule morte prive di metabolismo
Tipologia di cosmetici che la contengono:
peeling in gel, creme o maschere
detergenti esfolianti delicati
peeling per cuoio capelluto per rimuovere desquamazioni e sebo ossidato
Composizione tipica
Queste formulazioni includono spesso:
una fase acquosa o gelificante
glicerina, aloe (idratazione e protezione)
stabilizzanti per evitare inattivazione dell’enzima
ingredienti lenitivi
altri enzimi esfolianti.
Uso Alimentare
Intenerimento delle carni: Rompe le fibre muscolari e il collagene.
Caseificazione: serve alla coagulazione del latte agendo sulle caseine.
Idrolizzati proteici: Utilizzata per migliorare la digeribilità di integratori e alimenti per sportivi.
Uso Farmaceutico e Biotecnologico
La ficina trova molte applicazioni nel settore farmaceutico, diagnostico e biotecnologico, dove le proteasi sono strumenti fondamentali per usare a proprio vantaggio proteine e membrane cellulari.
La Ficina viene usata nella:
Frammentazione delle Immunoglobuline (IgG): Utilizzata in laboratorio per ottenere frammenti F(ab’)₂ a partire dalle IgG. Questi frammenti mantengono la capacità di legare l'antigene ma non attivano il complemento, sono inoltre impiegati in test diagnostici come ELISA o nell’immunofluorescenza . Grazie a questa loro caratteristica di non attivare il complemento producono meno reazioni indesiderate e vengono quindi usati anche nella produzione di anticorpi terapeutici modificati
Immunoematologia: Questo enzima è molto impiegato negli laboratori ospedalieri in quanto ha la caratteristica di poter modificare la superficie dei globuli rossi, un processo necessario per l'identificazione degli anticorpi irregolari e la tipizzazione sanguigna (rendendo alcuni antigeni più visibili e altri meno)
Produzione di peptidi: Sfruttata per creare peptidi bioattivi o per rendere più digeribili proteine complesse,grazie alla sua capacità di idrolizzare proteine in modo selettivo, la ficina viene usata per:
produrre peptidi bioattivi (per possibili applicazioni terapeutiche)
trattare estratti proteici per ottenere composti più digeribili o con attività biologiche specifiche
ridurre l’immunogenicità di alcune preparazioni proteiche.
aumentare la capacità di favorire la digestione del collagene e di tessuti necrotici
studio di possibili usi in formulazioni in campo dermo-farmaceutico.
Sitografia generale utilizzata :
-pdf università
-wikipedia
-treccani
-nonsolofitness
-farmaciabuonacorso
-istitutoclinicocatanese
- https://www.fishersci.it/shop/products/pierce-immobilized-ficin/10006813
-
Giada Tomasella, Maram Attari