La storia della plastica
La storia della plastica
Tra le grandi invenzioni del '900 c'è sicuramente la plastica, insieme al legno e alla carta. Si tratta di una sostanza organica che deriva da risorse naturali, prima tra tutte il petrolio. A seconda di come vengono spezzate e combinate le molecole degli idrocarburi dal punto di vista chimico, si ottengono diversi tipi di materie plastiche.
Uno dei principi chimici alla base della produzione di sostanze plastiche è la polimerizzazione, messa a punto nel 1835 dal chimico francese Henri Victor Regnault. A lui si deve il primo esempio di PVC, cioè il cloruro di polivinile. Il PVC è la sostanza plastica più versatile: con questo materiale, per esempio, sono fatti i classici dischi in vinile e molti contenitori per alimenti.
La ricerca si sviluppa nella seconda metà dell'800 e nel 1869 si giunge all'invenzione della celluloide, ottenuta dal tipografo americano John Wesley Hyatt. Di lì a qualche anno, un altro americano, George Eastman, a partire dalla celluloide sintetizza le prime pellicole fotografiche, alla base di quelle cinematografiche. Poi si diffonde il celebre cellophane, inventato nel 1908 e utilizzato prevalentemente nell'industria alimentare perché è resistente all'aria e all'acqua.
Ai primi del '900 risale la sintesi del silicone e al 1935 quella del nylon, la più importante fibra tessile artificiale. Alla famiglia delle resine appartiene invece la bachelite, prodotta per la prima volta nel 1907 dall'americano Leo Baekeland. Alla ricerca scientifica militare si deve invece il plexiglass, usato inizialmente per coprire l'abitacolo del pilota sugli aerei da guerra. Dopo la fine del secondo conflitto mondiale, il plexiglass comincia a diffondersi in ambito civile fino a diventare una delle materie plastiche ancora oggi più comuni.
Per i suoi studi sulle materie plastiche, il chimico italiano Giulio Natta è stato insignito del premio Nobel nel 1963.