Ogni pixel dunque rappresenta il dato più minuscolo dell’intera immagine e ha un valore preciso dato dalla sua posizione, dal colore e dall’intensità. Tanto più piccoli e numerosi sono i pixel, tanto meno evidente è la quadrettatura e tanto più definita ci appare l’immagine.
I video ad alta risoluzione hanno 1920 colonne e 1080 righe, quindi circa 2 milioni di pixel. Le fotocamere dei nostri cellulari e gli schermi di cellulari, tablet, computer, anche di più.
Fare Pixel Art è un modo per descrivere come colorare una griglia quadrettata per ottenere una immagine fatta da tanti quadratini colorati, i pixel infatti. Tale pratica non è nuova: i telai delle filatrici contenevano delle procedure atte a costruire interi disegni sulle stoffe combinando sapientemente i fili, anche le nostre nonne nel lavorare a uncinetto hanno adottato la pixel art (filet), i chiodini che usavamo da bambini non erano altro che pixel art.
Quando si colorano i quadratini leggendo una serie di istruzioni si decodifica un codice già scritto. Un po’ come chi esegue una ricetta: decodifica l'”algoritmo” scritto in pochi semplici passi. Ma la decodifica è ciò che viene eseguito dalla macchina in modo meccanico, e in questa attività non c'è pensiero computazionale, nè creatività, ma semplice esecuzione meccanica seguendo le istruzioni. Non si può parlare neppure di coding unplugghed.
Come fare affinchè la Pixel Art possa essere utile al coding? Si dovrebbe fare il processo inverso: data una immagine disegnata su un foglio a quadri, codificare i passaggi da eseguire e da dare ad una macchina affinché questa immagine venga riprodotta meccanicamente. Ad esempio un disegno composto da diverse forme geometriche si traduce nelle istruzioni per disegnare cerchi quadrati, triangoli e altri poligoni tali da rappresentare quel disegno. Quindi ciò che interesserà non sarà tanto l’esecuzione del lavoro finale, cosa che chiunque potrà fare, anche una macchina semplice, ma la creazione dell'“algoritmo” che insegna alla macchina cosa deve fare.
Osserviamo la nostra immagine e immaginiamola inserita in un rettangolo che la contenga completamente, poi cominciamo con il numerare le singole righe oppure a denominarle con le lettere dell'alfabeto.
Procediamo segnando su un foglio quanti e quali quadretti colorare e di che colore: segniamo per la riga A quanti quadretti bianchi, quanti rossi ecc... e procediamo in questo modo per tutte le righe che compongono la nostra immagine.
Alla fine c’è la fase di controllo ed eventualmente correzione del codice, detta “debugging“: facciamo decodificare il codice da chi non conosce l'immagine, confrontiamo il disegno ottenuto con quello originale e vediamo se è uguale, in caso contrario è necessario trovare dove sta l’errore, se nel codice o nella realizzazione.
“Il debugging (o semplicemente debug), in informatica, indica l’attività di individuazione da parte della porzione di software affetta da errore (bug)... L’attività di debug è una delle operazioni più importanti per la messa a punto di un programma, spesso estremamente difficile… ” (da Wikipedia)
ZaplyCode: tutorial di Maestro Mirko
X Creare immagini su griglia: ZaplyCode: https://www.zaplycode.it/play/home
X Creare immagini su griglia: PixelArt di Scratch
X disegnare con i pixel: https://makepixelart.com/
Creare CODICE x pixel art: BrikBiuld : https://www.brik.co/pages/brikbuild
Generare pixel art, codice, immagini gif con pixelart: https://dinopixel.com/
Indicazioni e spunti di lavoro: Maestro Alberto: https://www.albertopiccini.it/2018/02/16/zaplycode-strumento-didattico-italiano-di-coding-e-pixel-art-per-insegnanti-e-bambini/
Indicazioni e spunti di lavoro: Maestra Marta: http://www.maestramarta.it/coding-parliamo-pixel/
disegno su fondo quadrettato con argomento prescelto (per esempio: maschere di Carnevale, Egizi, carta geografica dell'Italia fisica o politica...) e utilizzare Zaplycode al PC (registrarsi con un account di classe): osservare l'immagine, identificare le righe e comporre il codice per vedere realizzare il disegno.