La trottola, solitamente fatta di legno duro, è a forma di cono con una punta di ferro ad una estremità che viene fatta girare tirando con forza un filo avvolto intorno ad essa.
Di sicuro gli Egizi conoscevano questo strumento di gioco, ed in particolare si tratta di una trottola in legno di cisto, ritrovata in una tomba presso il sito di Kemada, a Menfi. Tale ritrovamento è databile all”Antico Regno (2600-2200 a.C.).
Si pensa però che l'origine di questo gioco sia di molto antecedente.
Ancora oggi, soprattutto in Asia e in Africa, i bambini di alcune popolazioni indigene usano utilizzare ghiande o altre trottole rudimentali in legno per giocare...
I Romani la chiamavano "turbo" e il gioco all'epoca era particolare: pare che si disegnasse per terra un grande cerchio diviso in dieci settori numerati, ad ogni settore corrispondeva un punteggio, e lo scopo del gioco era far roteare la trottola nel centro, raggiungendo così il massimo punteggio.
Esistono molti modi di giocare con la trottola.
Attorno alla trottola viene avvolta una cordicella, in modo da formare una spirale che va dalla punta (in metallo) alla parte più alta e larga che permette, nell'atto del lancio, di far ruotare la trottola.
Si effettua il primo lancio insieme e la prima trottola che si ferma, resta sotto (rimane a terra).
L'altro dovrà cercare di colpire la trottola rimasta a terra sia nel lancio che dopo, fino a quando la sua non termina di ruotare; quando questa si ferma, rimane lei "sotto" e l'altro concorrente va all'attacco.
Il gioco a volte dura tantissimo, e tutto sta nella bravura dei concorrenti, nella punta della trottola e nel legno di cui è fatta.
L'obiettivo è distruggere la trottola dell'avversario, il vincitore terrà con se la punta della trottola persa e come potete ben capire chi più colleziona "trofei di guerra" è più temuto.
MATERIALE OCCORRENTE:
cartoncino x disegno,
goniometro, righello, matita, gomma, pastelli o pennarelli,
cartoncino di recupero,
forbici, colla,
monetina da 1 o 2 o 5 centesimi.