Prompt al br*AI*lle!
Prompt al br*AI*lle!
Il prompt è il linguaggio dell’intenzione didattica
Insegna a docenti e studenti a pensare prima di chiedere, a dare forma alle proprie domande prima ancora di cercare risposte.
Anche questa è una competenza da coltivare, perché saper dialogare con l’AI significa, prima di tutto, imparare a conoscere il proprio pensiero.
(Mauro Sabella, https://www.facebook.com/mauro.sabella.7 )
L’Intelligenza Artificiale, nelle sue più svariate forme e complessità, oggi è diventata una presenza costante in molteplici ambiti delle attività umane: in particolare a scuola riveste una significativa presenza nell’ambito della generazione di contenuti visivi e testuali.
E' cosa nota che nell’ambito della disabilità visiva l’Intelligenza Artificiale ha un ruolo positivo a supporto della mobilità e dell’accessibilità, sia strutturale che culturale. La sfida odierna è che venga proposta ed intesa come uno strumento a supporto ed integrazione del Braille e delle tecnologie assistive esistenti.
Con questa pagina voglio offrire spunti di riflessione e di analisi dell’Intelligenza Artificiale come strumento a supporto ed integrazione del Braille e delle tecnologie assistive esistenti a scuola.
Il collega Lorenzo Redaelli ci ricorda che
"Quando faccio scrivere un prompt a uno studente, quello che gli sto davvero chiedendo è di esplicitare a se stesso cosa vuole ottenere, per chi lo scrive, in che forma, con quali vincoli: è un esercizio che obbliga a chiarire il proprio pensiero prima ancora di rivolgersi alla macchina, ed è per questo che lo considero uno strumento metacognitivo, forse più utile alla mente di chi lo scrive che alla macchina che lo riceve.
È esattamente per questo che nelle formazioni e in classe lavoro per gradi, partendo sempre dagli elementi di base del prompt prima di arrivare a quello che chiamo meta-prompting, tecnica che uso da anni ma che ho sentito chiamare con quest’espressione da Mario Pireddu, ed ho adottato nei corsi. Gli elementi da cui parto sono sempre questi, con degli esempi sintetici:
Persona: sei un insegnante di lettere con dieci anni di esperienza
Contesto: scuola secondaria di secondo grado italiano, ITIS indirizzo informatico
Target: classe terza
Istruzioni: riassumi il capitolo in cinque punti chiave
Stile: linguaggio semplice, tono amichevole, senza tecnicismi
Esempi (zero-shot e few-shot prompting): fornire o meno modelli di riferimento a cui l'IA deve ispirarsi
Chain of thought: chiedere all'IA di ragionare passo dopo passo prima di dare la risposta finale oppure applicarla manualmente spezzettando il compito in più compiti, per sfruttare la finestra di output.
Chi scrive un prompt deve sapere che se non inserisce uno di questi elementi, la macchina deciderà per lui, allo stesso modo di quando generiamo un'immagine senza indicare lo stile in cui la vogliamo: lo stile c'è, ma è la macchina a scegliere ed abbiamo meno controllo sul risultato."
"Un curricolo che integri l'IA generativa, per come lo vedo, dovrebbe partire proprio da questa gradualità, per poi arrivare agli esempi avanzati che rendono il prompting meno centrale, soprattutto per chi quella base l'ha già costruita, non per chi deve ancora farlo. È la stessa logica che vale in qualunque disciplina che si costruisca per gradi: in italiano non si scrive un saggio breve argomentativo senza aver prima imparato a riconoscere una subordinata o un connettivo logico, e in matematica non si risolve un'equazione complessa senza aver prima capito perché funzionano le proprietà delle operazioni, per una ragione che ha poco a che fare con la ripetizione meccanica di quegli schemi e molto con la struttura di base che permettono di costruire, quella che più avanti consente di riconoscere se un risultato ha senso o se un procedimento ha sbagliato qualcosa lungo la strada."