Vi trovate in Piazza San Francesco, una delle più grandi e vivaci della città, soprattutto nei giorni di martedì e venerdì quando si anima con le bancarelle del mercato locale.
Questa Piazza si trova in un crocevia esterno al centro storico acquese: da qui è possibile accedere a Corso Italia, via pedonale e dello shopping, al Municipio (Palazzo Levi) oppure, svoltando, ci si immette sulla direttrice per Nizza Monferrato.
Dopo la Cattedrale di Nostra Signora Assunta, la Chiesa di San Francesco è la più grande della città.
La sua ricostruzione fu iniziata nel 1835 sul luogo in cui sorgeva il Convento dei Frati Minori di San Francesco, come testimoniato dal campanile e la parte absidale di origine quattrocentesca.
Soffermatevi ora sulla facciata: sopra al portale centrale, realizzato così come i portoncini laterali dallo scultore bistagnese Giulio Monteverde (1832-1917), potete ammirare un affresco che rappresenta la Madonna della Pace con San Francesco e San Giuseppe, opera del pittore Piero Dalle Ceste (1953), mentre le due nicchie laterali contengono statue dello scultore Lino Sacchelli raffiguranti Santa Caterina e San Pietro.
Entrando all’interno ne potrete contemplare tutta la bellezza: l’unica navata, ampia e solenne, è fiancheggiata da un duplice ordine di cinque cappelle laterali.
La Chiesa d San Francesco possiede tele preziose come l’“Immacolata Concezione” di Guglielmo Caccia detto “il Moncalvo”, oltre all’“Adorazione dei Magi” di Raffael A. Soleri e alla “Madonna con Bambino tra San Francesco e Sant’Antonio da Padova” di Pietro Beccaria.
Sulla volta della navata potete ammirare il grande affresco raffigurante la glorificazione di San Francesco, opera insigne del pittore Pietro Ivaldi detto “Il Muto”.
Ammirate poi, sul lato destro, accanto all’altare, la ricostruzione della grotta di Lourdes.
Il poeta acquese Sandro Cassone, nel suo poemetto “Le Chiese della Mia Acqui” (1987) così ricorda la sua giovinezza nella Chiesa di San Francesco:
"Né a me fanciullo, piccola sembrava la Chiesa dedicata a S. Francesco, con la grigia facciata non finita, l'interno senza marmi e dorature. Siffatta povertà m'era gradita perché fedele specchio di Francesco che ad ogni creatura era fratello, ma più che all'altre, a Sora Povertà".
San Francesco. La Chiesa e la Comunità lungo i secoli
Qui di seguito è possibile sfogliare una pubblicazione a cura della Comunità Pastorale San Guido che gentilmente ne ha concesso la divulgazione.