Foto di Nino Farinetti
L’ACQUEDOTTO ROMANO (ARCHI ROMANI) e il complesso delle ANTICHE TERME
State ora ammirando gli Archi Romani, l’opera meglio conservata fra tutti i monumenti di questo tipo ancora esistenti nel territorio piemontese e uno degli esempi di acquedotto di epoca romana più significativi dell’intera Italia settentrionale.
La costruzione dell’acquedotto romano può essere fatta risalire alla prima età imperiale, forse addirittura all’epoca augustea (inizi I secolo d.C.).
Come noterete, si conservano attualmente due ampi tratti della struttura originaria, composti rispettivamente di sette e otto piloni in muratura, a base quadrangolare.
Il percorso dell’acquedotto si sviluppava per una lunghezza complessiva di circa 12 km, a partire dal bacino di raccolta delle acque situato in località Lagoscuro (nel Comune di Cartosio), attraverso la valle dell’Erro, la regione Marchiolli e fino alla sponda sinistra della Bormida. Mentre nel primo tratto il tracciato era quasi interamente sotterraneo ed era costituito da un condotto a centinato ed impermeabilizzato in cocciopesto, nella parte terminale, a partire dalla regione Marchiolli, all’altezza cioè dell’attuale Strada Statale del Sassello - dove forse esisteva anche un bacino di decantazione delle acque (piscina limaria) - proprio per la necessità di attraversare l’alveo del fiume Bormida, venne realizzata la grandiosa costruzione in elevato, i cui resti si conservano ancora oggi.
Questa struttura in elevato doveva essere costituita complessivamente da almeno una quarantina di piloni, attraverso i quali l’acquedotto faceva il suo ingresso in città.
Sebbene manchino dati archeologici certi circa il percorso dell’acquedotto nel tratto urbano, è noto che l’acqua, giunta in città, veniva raccolta in una grande cisterna in un punto elevato, non individuato, da cui le condutture in piombo la distribuivano per alimentare fontane e vasche pubbliche e private.
Di straordinario impatto è la visione al tramonto degli Archi Romani oppure illuminati dai fuochi pirotecnici che si svolgono al loro cospetto in occasione della Festa patronale di San Guido il secondo lunedì di luglio.
Se oltrepassate l’imponente ponte Carlo Alberto, inaugurato nel 1849, entrate in zona Bagni. Percorrendo Viale Donati vi appare il complesso delle Antiche Terme, del suo parco e della retrostante collina. Questo nucleo termale, già documentato agli inizi del XV secolo, deve l’attuale struttura alla riedificazione, nel 1687, dell’Architetto Giovanni Battista Scapitta, a seguito di una frana che ne aveva distrutto il fabbricato. Purtroppo oggi è in disuso.
Una curiosità: dovete sapere che proprio in zona Bagni, nei primi anni del ‘900, c’era il Casinò Municipale “Kursaal” Teatro che, per un certo periodo, sarà una delle poche case da gioco d’Italia.