CIVICO MUSEO ARCHEOLOGICO - CASTELLO DEI PALEOLOGI e GIARDINO BOTANICO “BIRDGARDEN”
Oltrepassato il grande portone in legno, si apre davanti a voi uno spettacolare giardino in cui compare il bassorilievo in marmo di Carrara proveniente della fontana delle Ninfe di Piazza Italia, e, al centro, un piccolo stagno circondato da piante acquatiche; sullo sfondo, è possibile ammirare una suggestiva vista sul centro storico, il Teatro Verdi e, più oltre, sulle colline dell’Alta Langa.
Dal parco si ammira l’imponenza della fortezza, affacciata sulla piana che portava ad Alessandria, per secoli rivale dell’antica Acqui nel controllo della Valle Bormida.
Questo antico Castello è detto “dei Paleologi”, dal nome della dinastia che mantenne per secoli il dominio sul Monferrato.
La costruzione del Castello si data probabilmente all’XI secolo; da residenza dei Vescovi-Signori di Acqui fino alla metà del XIII secolo, divenne in seguito roccaforte del borgo medievale di Acqui e sede dei Governatori della città per passare poi, dalla fine del XIII secolo, ai marchesi Paleologi.
Agli stessi marchesi Paleologi, più precisamente, a Guglielmo VIII, è da attribuire, intorno al decennio 1480, la ricostruzione del Castello nelle forme che in parte mantiene tutt’ora. Esso, però, non ebbe più compiti residenziali come al tempo dei vescovi, ma diventò fortezza militare.
Tuttavia tale baluardo risultò ben presto inadeguato alla necessità di controllo della Valle Bormida e numerose furono le vicende belliche e i diversi assedi che lo videro protagonista nel corso dei secoli.
Mentre salite verso la fortezza superiore è interessante conoscere alcune delle sue vicende belliche.
Assediato più volte, il Castello acquese cadde sempre nelle mani degli aggressori, subendo danni notevolissimi.
Nel 1646 gli Spagnoli lo fecero saltare in aria con 7 mine: a seguito di queste demolizioni, il Castello fu ricostruito nel 1663 ed è stata realizzata la parte principale della struttura ancora oggi esistente - quella ora destinata ad ospitare le sale del Civico Museo Archeologico - per poi essere nuovamente oggetto di bombardamenti nel 1746, quando furono i Francesi a far brillare 4 mine nella cinta esterna della fortezza.
Dopo il lungo dominio dei Gonzaga di Mantova, a partire dal 1708, tuttavia, il complesso passò sotto la diretta amministrazione di casa Savoia che lo privò progressivamente della sua originaria funzione di fortezza destinandolo, dai primi del XIX secolo, a quella di carcere che mantenne fino ad anni recenti.
Le strutture più antiche, attualmente ancora esistenti, si datano non prima della seconda metà del XV secolo: si tratta, principalmente, del ponte levatoio e di una parte del perimetro murario esterno della fortezza in cui si trova una torre difensiva angolare, mentre del nucleo originario medievale del castello non rimane ormai più nulla.
Di epoca napoleonica è, invece, tutta l’ala separata delle ex carceri, mentre agli anni 1860-65 si datano gli ultimi interventi di risistemazione che videro la demolizione di un tratto della cinta muraria per la realizzazione dell’attuale ingresso ai giardini alti del Castello.
Prima di varcare la soglia del Museo è piacevole soffermarsi nel Birdgarden di grande interesse botanico e paesaggistico, un giardino naturale concepito come vera e propria oasi, dove è possibile osservare ambienti diversi che, consolidandosi, diventano rifugio e luogo di nidificazione per uccelli, insetti, anfibi e piccoli mammiferi. Qui è possibile ammirare, blocchi marmorei di una struttura termale romana rinvenuta presso la Bollente e vedere, poco più oltre, due colonne rinascimentali, i resti di un portale gotico e di una tomba longobarda.
Nel varcare l’ingresso dovete sapere che il primo allestimento del Civico Museo Archeologico della città di Acqui Terme nella sede del Castello dei Paleologi risale all’anno 1967 anche se, la sua apertura “ufficiale” è, in realtà, del 1970.
Le due sale di cui il Museo si componeva in origine - salite a quattro nel corso del 1976, anno in cui si effettuarono anche importanti lavori di restauro e consolidamento delle strutture del Castello che portarono, tra l’altro alla scoperta della bellissima loggia seicentesca, rimasta fino ad allora nascosta da paramenti murari di epoca posteriore - miravano ad illustrare, principalmente, le testimonianze storico-archeologiche di epoca romana restituite dalle sempre più frequenti scoperte che si andavano effettuando in quegli anni nel sottosuolo dell’antica Aquae Statiellae.
I materiali che trovavano posto nel vecchio allestimento costituiscono ancora - affiancati da numerosi reperti frutto di scoperte più recenti - il nucleo dell’esposizione attuale, che si articola in tre sezioni, dedicate rispettivamente all’età preistorica e protostorica, all’epoca romana e al periodo tardo-antico e medievale, con un percorso di visita che comprende oggi ben sei sale.
La prima sala è dedicata alla preistoria, mentre nella seconda sono esposti vari materiali relativi all’età del Ferro; proseguendo si entra quindi nella sezione dedicata all’epoca romana, che costituisce il settore più importante del museo. Questa parte, comprendente tre sale, è stata organizzata in chiave tematica: ogni sala illustra infatti, attraverso i materiali archeologici esposti, un aspetto specifico dell’antica Aquae Statiellae, mentre l’ultima sala è dedicata al periodo tardo-antico e medievale.
L’ininterrotta continuità d’insediamento intorno alla sorgente di acqua termale è infine testimoniata dall’abbondante vasellame da mensa, di epoca rinascimentale, rinvenuto negli scavi eseguiti in piazza della Bollente, con la cui esposizione si conclude il percorso museale.
Bene allora che aspettate…entrate ed immergetevi nella storia!!!