LA BOLLENTE
Siete ora davanti al monumento simbolo della città, prerogativa esclusiva di Acqui Terme: La Bollente!
Caratteristica attrattiva e meta di ogni visitatore, è un dono straordinario della natura che lascia quasi increduli per l’abbondanza di acqua che vi sgorga ininterrottamente da secoli, calda fino a scottare le dita – da qui l’appellativo “la bollente”!! - e ad ammirarla appanna la vista con ampie e affascinanti nuvole di vapore, ma, per godere a pieno della sua bellezza e percepirne una maggior suggestione, si consiglia di attendere l’imbrunire per vederla illuminata da giochi di luce a led che la colorano rendendola ancora più spettacolare!!
Dal punto di vista storico, questa fonte era già nota in epoca romana.
Plinio il Vecchio, nel 77 d.C. (Naturalis Historia), cita queste acque calde considerandole tra le migliori dell’Impero Romano. Sarà la fama degli stabilimenti termali e la crescente importanza commerciale, nonché la sua posizione strategica di importante nodo viario, ad arricchire l’antica Aquae Statiellae di acquedotti, piscine di acqua calda, insieme a sontuosi edifici, teatri ed anfiteatri.
Dal punto di vista architettonico, questa è la prima opera realizzata dall’Arch. Giovanni Ceruti (1842-1907), chiamato nel 1870 dal Senatore Giovanni Saracco, in allora Sindaco della città termale, a risanare l’area della Piazza, adibita dal 1731 al 1848, a ghetto ebraico, e a celebrare, con la costruzione della nuova fontana e nel decennio 1880 del colonnato prospettico dei portici, intitolati allo stesso Saracco, l’importanza per la città di questa sorgente.
Il nuovo monumento, inaugurato il 16 maggio 1879, ha l’aspetto di un tempietto greco: il basamento granitico è sormontato da un’edicola in marmo bianco di Carrara, a pianta ottagonale.
Nel mezzo potete notare la vasca a forma di conchiglia che riceve l’acqua direttamente dalla sorgente, versandola poi in una sotto vasca semicircolare e di qui, tramite un canale sotterraneo, passando in una altra vasca coperta, esce poi da due bocche circolari di bronzo in mezzo alla piazza.
Da questa fontana sgorga una sorgente termale di acqua sulfureo salso bromo-iodica ad una temperatura che si aggira intorno ai 75°C e con una portata di 560 litri al minuto. È proprio la grande portata di questa fonte che, opportunamente incanalata in tubazioni sotterranee, alimenta le vasche-fango dello Stabilimento Nuove Terme di Via XX Settembre, inaugurato nel 1889.
L’acqua, oltre ad essere potabile, viene utilizzata principalmente nella terapia di affezioni di pertinenza reumatologica, ortopedica, otorinolaringoiatrica, pneumologica, angiologica e ginecologica. Può servire, non di meno, in dermatologia e in gastroenterologia, oltre che nella medicina estetica.
In passato e sino agli albori degli anni Sessanta del ‘900, esistevano i c.d.“brentau”, ovvero i portatori d’acqua fumante della fonte della Bollente.
Era un mestiere unico al mondo, per un servizio pubblico importante: i “brentau”, infatti, portavano nelle case dei cittadini, quando ancora non c’erano i boiler e gli impianti di riscaldamento centralizzati, la preziosa acqua calda con le brente, contenitori di lamiera zincata portati a spalla che contenevano fino a cinquanta litri della salutare acqua.
Una curiosità: sapete perché gli acquesi vengono chiamati, in dialetto locale, “sgaientò”?
Il termine, che tradotto in italiano letteralmente significa “scottati”, è l’appellativo con cui amano riconoscersi i nativi acquesi. Secondo una leggenda popolare, in passato, era usanza che i neonati di Acqui Terme venissero condotti alla fonte della Bollente e lì immersi velocemente, così da meritarsi l’appellativo di “sgaientò” – ossia scottati.
La piccola Piazza antistante questa fonte è il “salotto della città”, con i suoi caffè e ristoranti ed è fulcro dei più importanti eventi e di numerose manifestazioni.
Infine, mentre ammirate la Bollente, volgendo lo sguardo a sinistra, potete scorgere la Porta della Bollente poi chiamata Torre civica senza fondamenta che caratterizza fortemente la piazza. Questa torre costituiva una delle principali porte della città già a far data dalla fine del 1100. Nel 1763 fu trasformata in Torre civica.