IL TAGLIO DELLE ERICHE E LA REALIZZAZIONE DELLE FASCINE
L’attività inizia nel bosco dove in autunno ed inverno le piante di Erica scoparia vengono tagliate a mano con la roncola oppure in maniera meccanica tramite decespugliatore a disco (con sega circolare). Dopo il taglio gli steli di Erica vengono raggruppati in fascine e legate; ogni fascina contiene circa 10 piante per una lunghezza di circa 1-1,4 m. ed una circonferenza di circa 1 m. La capacità produttiva media giornaliera di una persona esperta è di 40-60 fascine con taglio manuale, si sale invece a 120-150 fascine se il taglio viene effettuato con il decespugliatore.
In passato tutte le fascine venivano legate con lacci di ginestra, oggi vengono legate con cordini naturali o spaghi, con un solo cappio, in modo da scioglierlo facilmente e riutilizzarli. La tradizione ci insegna che la ginestra appena tagliata deve esser girata tra le mani, attorcigliandola anche al braccio, se non si facesse questa operazione quando si annoda il laccio alla fascina questo si romperebbe. La fascina dopo la legatura viene battuta alcune volte in terra per pareggiare i pedani (la base degli steli) delle 10 scope in modo da ottimizzare lo spazio nelle fasi successive di trasporto e stoccaggio.
Le fascine sono poi smacchiate ed accatastate nel bosco in prossimità delle vie di comunicazione, da qui dopo alcuni giorni verranno caricate nei carri agricoli di trattori oppure nei carrelli di camion e verranno trasportate verso le aree di stoccaggio ed essiccazione. Durante l’accatastamento nel bosco le Eriche perdono le foglie, si alleggeriscono, in pochi giorni perdono quindi la parte verde non utilizzabile.
Le aree di stoccaggio si trovano nei pressi dei laboratori artigianali, qui le fascine possono venir ammucchiate in gran quantità e ricoperte con dei teloni; se le fascine vengono accatastate nella maniera opportuna si può evitare il telo, il covone non si bagnerà internamente ed il materiale si potrà conservare a lungo.
In passato durante la mezzadria, i contadini, in inverno, quando i terreni coltivati erano a riposo, andavano a far fascine nei boschi per poi venderle: un incremento di reddito, cibo per la famiglia .. fatica, sudore e profumo di bosco.