L’orso polare e il riscaldamento globale: un animale in via di estinzione
L’orso polare è un mammifero che vive principalmente nella regione artica. Questo animale è in pericolo di estinzione, a causa principalmente del riscaldamento globale che causa la scomparsa del suo habitat. Altre due minacce per lui sono l’inquinamento dei mari e le attività di estrazione petrolifera. Per questo se ne occupa il WWF, che sta portando avanti diversi progetti per la salvaguardia dell’orso polare. Collabora con le comunità locali e lavora accanto agli scienziati per proteggere le specie in pericolo e i loro habitat.
Lo sapevi che…?
Curiosità su questo animale
1)Non sono bianchi
E’ vero, sembrerebbe quasi impensabile, ma gli orsi polari non sono bianchi, anche se la loro pelliccia risulta bianca all’occhio umano, in realtà sono traslucidi.
2) Possono diventare cannibali
Si, può sembrare strano, ma in assenza di cibo gli orsi polari posso diventare cannibali. Questo problema è una delle conseguenze dei cambiamenti climatici, che stanno distruggendo il loro habitat.
3) Non bevono acqua
E’ proprio vero. Gli orsi polari non bevono. Infatti, il loro speciale metabolismo gli permette di estrarre i liquidi necessari a vivere direttamente dal sangue delle prede.
Il riscaldamento globale
Il riscaldamento globale è un problema che affligge non solo gli orsi polari, ma l’intero pianeta. Già da anni sta colpendo la Terra, con gravi conseguenze.
Le cause
La principale causa di questo fenomeno è l’elevata concentrazione di anidride carbonica nell’aria, a sua volta causata dallo sprigionamento di CO2 fossile. E’ ormai dal Settecento che estraiamo dal suolo grandi quantità di gas, petrolio e carbone per bruciarli. Un’altra causa è l’eccessiva deforestazione, ma anche la dispersione di smog nell’aria causata dalle macchine è dannosa per l’atmosfera.
Le conseguenze
Il riscaldamento globale avrà effetti catastrofici sul nostro Pianeta, come l’innalzamento delle maree, l’incremento delle ondate di calore e dei periodi di intensa siccità, delle alluvioni, l’aumento numeroso di tempeste e uragani. Ma andiamo ad analizzare in particolare le due principali conseguenze.
Il buco nell’ozono: il buco dell’ozono è una riduzione ciclica dello strato di ozono stratosferico, che si verifica principalmente in primavera, sopra le regioni polari.
Lo scioglimento dei ghiacciai: dalla seconda metà del Novecento, la quota di ghiacciai persa ogni anno è cresciuta a una velocità sempre maggiore, con effetti drammatici per l’ecosistema nel suo complesso, compresi l’uomo e gli animali.
Direttore Responsabile: Cristina Femia
Caporedattore: Noemi Arena
Hanno collaborato: alunni II B