IL MARE E L’IMMIGRAZIONE


L’immigrazione è un argomento molto attuale che rappresenta un universo variegato, oltre che un fenomeno che ha da sempre contraddistinto la vita degli esseri umani. Trasferimento permanente o spostamento temporaneo di persone in un paese diverso da quello di origine e interessa l’intero pianeta.

Nel corso dell’ultimo decennio, il mar Mediterraneo è divenuto testimone di un’intensa immigrazione, la maggiore dalla Seconda guerra mondiale, da parte di migliaia e migliaia di migranti in perenne ricerca di un territorio dove stabilirsi con la speranza di una vita migliore; la maggior partesono provenienti dal continente africano e dal Medio Oriente, diretti verso i paesi membri del sud Europa. Nel 2015 sono state 1,25 milioni le prime richieste di asilo nell’unione europea; nel 2019 sono scese a 612.700.

Nel 2019 più di 120.000 persone hanno cercato di raggiungere l’Europa via mare, con 141.700 attraversamenti illegali di frontiere. Anche se i flussi migratori sono diminuiti, la crisi ha evidenziato i limiti del sistema europeo di asilo. La riforma della politica comune di asilo che il parlamento cerca di attuare è ancora in fase di stallo, ma in ogni modo si sta cercando di dare solidarietà. Infatti, la traversa del Mediterraneo è un fenomeno molto complicato e rischioso per le persone che lo affrontano e spesso, a causa delle pessime condizioni in cui si compie, provoca morti o gravi feriti. L’Italia è al centro delle rotte di sbarco e oggi esistono alcune organizzazioni, come JugendRettet, Save the Children e Medici senza frontiere, impegnate nel salvataggio dei migranti in mare.

Molte persone, fortunatamente, sono riuscite a superare questo viaggio, raccontando poi la loro testimonianza; tra questi c’è Mohammed Adam Oga, un trentottenne il quale è rimasto undici giorni alla deriva in mare senza cibo, acqua o carburante per affrontare lo straziante viaggio per la salvezza. Ha visto morire, giorno dopo giorno, gran parte dei suoi 15 compagni di viaggio e quando fu trovato era svenuto su una barca alla traversa del Mediterraneo. Fu poi portato in ospedale per un gravissimo grado di disidratazione e ustioni ma fortunatamente è vivo e ora si è stabilito da anni in Italia.

Un altro dei fortunati che è riuscito ad arrivare alla salvezza è Bakary. Ha poco più di 16 anni, è un minore ospitato in una struttura di accoglienza in Calabria. Viene dalla Guinea Bissao e ha raggiunto la Libia attraverso il Gambia, 4 settimane di viaggio nel deserto. I letti dove dormiva in Libia erano pieni di insetti, avevano pagato per il viaggio, ma nell’attesa dovevano lavorare per i padroni del posto. Gratis, come schiavi. Chi si rifiutava veniva picchiato. Bakary ha visto gente morire sepolta a pochi metri da dove dormivano, eppure oggi risiede in Italia e ha una nuova vita.

In ricordo delle 368 vittime del 3 ottobre 2013, quando un barcone si ribaltò a largo di Lampedusa, fu indetta nel 2016 la legge numero 45 e il 3 ottobre si celebra la “Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione”. Secondo questa legge sul territorio vanno organizzate iniziative e incontri al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica alla solidarietà civile nei confronti dei migranti, al rispetto della vita di ciascun individuo, all’integrazione e all’accoglienza.


Direttore: Aurora Caracciolo di Torchiarolo

Caporedattore: Marica Saverino

Hanno collaborato: alunni IIIC