DdMt, 30 ottobre 2026
Setting
Nel linguaggio clinico attuale, i termini “SET” e “SETTING” rappresentano il risultato di un’evoluzione sia teorica che linguistica.
Inizialmente, si utilizzava solo il termine “setting”, ma nel tempo è emersa una distinzione tra i due.
Setting, etimologia
Etimologicamente, “setting” deriva dal verbo inglese “to set”, che significa “impostare” o “fissare”.
Pertanto, “setting” si riferisce all’insieme delle regole e dei parametri stabiliti, come la stanza, gli orari, la frequenza, i costi, le modalità di pagamento e le norme entro cui si svolge la relazione clinica.
Set
Dalla fine degli anni Novanta, è stata introdotta una distinzione teorica con il concetto di set, definito come l’insieme degli elementi visibili della seduta: la disposizione degli arredi, l’ambiente fisico e gli aspetti contrattuali quali durata, frequenza e costi delle sedute, e le regole per la disdetta.
Setting, la dimensione non visibile del “set”
Il “setting”, al contrario, si riferisce a ciò che non è visibile:
l’atteggiamento mentale del terapeuta;
la sua neutralità;
l’accoglienza;
l’atteggiamento non giudicante;
l’alleanza terapeutica;
la cornice teorica di riferimento e la struttura interna del terapeuta che permette di accogliere e decodificare i vissuti del paziente.
©Dizionario di musicoterapia, a cura di Giangiuseppe Bonardi, 30 ottobre 2026