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Ritmo
Chiunque si avventuri a indagare il concetto di ritmo si trova catapultato in una realtà così affascinante e, al contempo, sfuggente per cui, ogni definizione trovata, dopo qualche iniziale apprezzamento, risulta insoddisfacente.
Le riflessioni proposte in questo contributo cercano di indagare alcune delle mille sfaccettature cui il concetto di ritmo rimanda. Così, con questo studio ho cercato di “far passare” il concetto di ritmo in un prisma ideale, ottenendo multiformi risonanti colori ossia le innumerevoli sfaccettature di ritmo che, fuoriuscendo dal prisma, si espandono nell’aria inondandoci e trasformandoci.
Dinamismo
«Il ritmo […] è un giro e un’oscillazione di due differenti valori intorno a un centro al di fuori del tempo».
Marius Schneider
Il significato della musica
Milano
Rusconi
1987
p. 141
Complessità
Il ritmo è un « fenomeno dinamico naturale1… complesso2».
Marius Schneider
Gli animali simbolici
e la loro origine musicale
nella mitologia e nella
scultura antiche
Milano
Rusconi
1986
p. 241 e 272
Essere e non essere
«Cosa sono i ritmi? Sono movimenti risuonanti di due diverse qualità attorno a un punto centrale silenzioso e atemporale, il quale, pur essendo impalpabile, regola il rapporto reciproco di queste due qualità. Questo punto centrale atemporale è la sola realtà. Le qualità che si muovono nel tempo sono le prime e più sottili irradiazioni di Maya».
Marius Schneider
In: Marius Schneider e
Il cosmo fonoluminoso
a cura di Antonello Colimberti
traduzione e rielaborazione
di Stella Picarò
Roma
Simmetria
2019
Nota a piè pagina n. 150
p. 113
Spiritualità, nascondimento
«Bisogna ammettere che la forma esterna degli individui o degli oggetti è di poca importanza e che esiste qualche cosa di più essenziale ed occulto sotto le forme esterne: sono gli spiriti, che ci invadono, o, nel nostro linguaggio, quei fenomeni dinamici complessi che chiamiamo ritmi».
Marius Schneider
(1946)
Gli animali simbolici
e la loro origine musicale
nella mitologia
e nella scultura antiche
Milano
Ghibli
2021
p. 27
Magnetismo
«È una forza ritmica. Sì, è il ritmo la chiave, è in esso quel magnetismo capace di attirare e legare le persone».
Paolo Apolito
Ritmi di festa
Corpo, danza, socialità
Bologna
Il Mulino
2014
p. 37
Autenticità
«Radicato nella profondità dell’inconscio, e non nella consapevolezza dello spirito, il ritmo è autenticità e schietta comunicabilità. Chi, con la parola o con il comportamento, vuole nascondere il proprio essere, usa sempre il ritmo».
Marius Schneider
Il significato della musica
Milano
Rusconi
1987
p. 145b
Inconsapevolezza
«Il ritmo è il modo più profondo della vita spirituale. Di conseguenza non è mai fondamentalmente un fenomeno cosciente. […] Avere il senso del ritmo significa vivere entro un moto ed un processo senza avere la minima consapevolezza. Il ritmo diventa cosciente in un secondo tempo, quando cioè, dopo esserci affrancati dall’esperienza semplicemente vissuta, ci rappresentiamo retrospettivamente le cose derivandone sgomento o gioia. […]
L’uomo è fondamentalmente inconsapevole del suo ritmo più intimo, la sua natura si rivela dal ritmo inconscio del suo linguaggio molto meglio che dalle parole e dalle idee che egli occasionalmente esprime. Non percepiamo la verità o la falsità delle sue parole, bensì l’autenticità o l’artificiosità del suo ritmo».
Marius Schneider
Il significato della musica
Milano
Rusconi
1987
p. 145
Emozione
«Il ritmo […] è, in ultimi termini, un fenomeno emotivo; dunque, la musica, in grado maggiore delle altre arti, può provocare determinate emozioni senza presentare nessun contenuto dialettico, né commentare parole, né stabilire relazioni dirette con un oggetto determinato, perché occupa il piano acustico, il quale è superiore al piano del linguaggio.
La forma sonora commuove per se stessa, perché la musica è pienezza di movimento, forma ed emozione.
Se l’osservazione dell’uomo primitivo suole essere impregnata così fortemente di emozione, si deve al fatto di percepire musicalmente tutti i ritmi.
In questo carattere emotivo ha radice anche quel dinamismo con il quale, una volta lanciati – come nel pensiero mistico –, i temi musicali vengono a svilupparsi seguendo leggi proprie senza preoccuparsi più dei ritmi iniziali, la cui imitazione forniva il tema originale.
Le pause, il cambio di movimento, l’accelerando e il rallentando non sono modalità accidentali, ma qualità essenziali, sia nella musica che nel linguaggio corrente dei popoli naturali e nelle lingue europee, in quanto sono impregnati di emozione».
Marius Schneider
Gli animali simbolici
e la loro origine musicale
nella mitologia
e nella scultura antiche
Milano
Rusconi
1986
147
Relazione
«Il ritmo è un’articolazione qualitativa, non quantitativa, del tempo e dello spazio.
Oscillando nella ripetizione continua, esso gira intorno a un centro inafferrabile, che però è il punto focale della relazione che si stabilisce tra due qualità o due individui, premesso che ciascuna qualità è chiaramente caratterizzata e, di conseguenza, permette all’altra di esprimersi. Quando invece una parte interferisce nell’altra, la relazione scompare. La parte invadente e smodata perde la propria qualità e comunicabilità perché tenta di invadere uno spazio su cui non ha nessun diritto, e che non è capace di riempire».
Marius Schneider
Il significato della musica
Milano
Rusconi
1987
p. 144-145
Interazione
Il ritmo è la qualità dinamica, vitale e acustica che due o più fenomeni umani, e non solo, realizzano, dando luogo a un’effettiva relazione, un accordo dinamico tra le parti ossia una interazione.
La relazione interattiva esiste quando gli elementi in gioco non soverchiano gli uni sugli altri, si mantengono nel tempo, scambiando e condividendo il benessere psichico e/o fisico tra i partecipanti ossia lo stare in un’equilibrata relazione reciproca.
Il ritmo, di fatto, è la condivisione del benessere psichico e/o fisico tra due o più fenomeni che danno luogo a una relazione interattiva udibile e visibile; in ogni caso possibile anche quando non siamo in grado di oggettivarla perché tutto ciò che esiste, è e sta in relazione reciproca ossia in ritmi esistenziali.
Nel momento in cui le relazioni tra le parti si alterano, ecco che la realtà relazionale subisce una lacerante trasformazione e diventa aritmica per poi cercare nuovamente di ridiventare ritmica.
Ritmo è quindi sinonimo di benessere relazionale interattivo.
Giangiuseppe Bonardi
MiA
Musicoterapie in Ascolto
19 dicembre 2021
Collegamento
«Il ritmo gioca un ruolo nel collegare le persone […], fornendo loro un quadro comune di identificazione.
Il ritmo è dopo tutto un motore primo nelle relazioni sociali.
Modelli ritmici facilitano la co-attività dei gruppi aiutano i loro membri a coordinare energie e risorse in lavoro, nutrimento, difesa, discorso sociale, riti di passaggio, scambi di informazioni e, soprattutto, atti espressivi.
L’importante ruolo del ritmo nel comportamento di gruppo suggerisce che possiamo vedere gli aspetti ritmici della comunicazione come essenzialmente di natura sociale - un sistema che lega insieme gli individui in gruppi efficaci e collega gruppi in comunità e sistemi politici.
Tale «stile ritmico», trasmesso attraverso generazioni, forma molteplici aspetti di ogni tradizione culturale».
Alan Lomax
Citato in
Paolo Apolito
Ritmi di festa
Corpo, danza, socialità
Il Mulino
Bologna, 2014
p. 50
Accordo
Il ritmo è l’accordo vitale di due o più fenomeni contrari che rimangono in interazione dinamica. Il ritmo, per esistere, deve essere creato e ricreato incessantemente nel tempo.
Giangiuseppe Bonardi
MiA
Musicoterapie in Ascolto
29 agosto 2011
Forza psicofisica
«Il ritmo musicale non è un fenomeno puramente intellettuale, bensì una forza psicofisica che trasforma i movimenti corporali in esperienza psichica e, viceversa, fornisce un contrappeso corporale alla sensibilità spirituale».
Marius Schneider
Il significato della musica
Milano
Rusconi
1987
p. 147b
Indefinibile
È difficile definire la parola ritmo in quanto non rimanda a un’idea univoca e determinabile ma risuona con la pluralità, il movimento e la complessità.
Il ritmo non è una caratteristica esclusivamente musicale ma permea qualsiasi aspetto della nostra vita fisica e metafisica.
Il ritmo presuppone la reciprocità, il rispetto, l’equilibrio, la dinamicità, la condivisione, l’intesa, lo scambio, l’alternanza perché il ritmo è tutto ciò ed è sinonimo di cura, di vita, di flusso, di spiritualità.
Radicato in noi, nelle nostre profondità psicofisiche, il ritmo è una realtà vitale, un dinamismo mutevole che articola le parti che lo compongo in modo equilibrato e rispettoso, dando origine a forme dinamiche o apparentemente statiche.
Il ritmo è il pulsare regolare, continuo, incessante, oscillante tra il dualismo apparente e la tripartizione cullante del nostro battito cardiaco, che, se l’ascoltiamo con attenzione, ci riporta a noi, alla nostra unità, al nostro essere, nient’altro, che ritmo.
Il ritmo è un’articolazione del tempo ossia un’alternanza qualitativa regolare di due o più fenomeni differenti in perpetuo movimento reciproco che ruotano rispettosamente intorno a un punto atemporale che determina i rapporti tra gli elementi implicati nell’interazione.
Il ritmo crea forme in perenne divenire che, a loro volta, si collegano per analogia e formano la vita.
Il ritmo è:
inconsapevolezza;
consapevolezza;
energia;
vita;
emozione;
spirito;
simbolo;
il sale del tempo e ne è l’essenza;
interazione interna ed esterna;
il nostro io visibile e invisibile mai domo e sempre in perpetuo movimento;
contemporaneamente, dentro e fuori di noi;
l’anima universale;
l’anima individuale…
Il ritmo è…
Giangiuseppe Bonardi
MiA
Musicoterapie in Ascolto
22 gennaio 2022
Una conclusione plausibile
In relazione alle riflessioni ritmiche proposte scopriamo che il ritmo è veramente una realtà che ci appartiene sebbene sfugga a una definizione univoca ma permea le nostre vite con un dinamismo che la rende viva e vitale ossia ritmica.
Giangiuseppe Bonardi
©Dizionario di musicoterapia, a cura di Giangiuseppe Bonardi, 14 ottobre 2022