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Musica “humana”
Già teorizzata nell’antichità da Severino Boezio1, la “musica humana” è formata dall’insieme dinamico e multiforme dei vissuti — che costituiscono la personale dimensione emozionale… la nostra anima —.
Come una colonna sonora onnipresente, l’“humana musica” intona quotidianamente ogni momento che viviamo, essendo, di fatto, l’invisibile, ma udibile, “seconda pelle… sonora”.
La possiamo ignorare, ma lei risuona incessantemente… avviluppandoci totalmente.
Se decidiamo di ascoltarla, iniziamo, con fatica, ad accoglierla, cercando di percepire le qualità “acustiche” che la compongono, assegnando il nome a ogni singolo vissuto esperito. Nominando i vissuti, intraprendiamo il cammino verso la difficoltosa accoglienza degli stessi, scoprendo altresì che ogni vissuto si traduce, analogicamente, in gesto o in suono, diventando, di fatto, la vera, autentica “musica instrumentalis”.
In questo viaggio introspettivo troviamo quindi l’importante connessione che sussiste tra la dimensione “humana” e quella “instrumentalis” per cui l’una può rimandare all’altra… vicendevolmente, in un costante interscambio che può essere compreso solo quando siamo disposti ad ascoltarci e ad ascoltare.
Giangiuseppe Bonardi
1Severino Boezio – Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Severino_Boezio
E. Fubini, L’estetica musicale dall’antichità a settecento, Einaudi, Torino 1976, pp. 73, 74.
©Dizionario di musicoterapia, a cura di Giangiuseppe Bonardi, 28 settembre 2022