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«La tarantella è una danza di ragni, cioè un tipo di quei balli di animali nei quali i partecipanti desiderano identificarsi con certi animali considerati come incarnazioni degli spiriti dei morti, che quando sono scontenti portano la morte o la malattia agli uomini.
Così come le voci, i movimenti e la musica di questi balli sono ritenuti in grado di dare l’essenza del ritmo ambulatorio del medesimo animale che ha causato la malattia, l’imitazione vocale procura al ballerino un potere analogo, cioè un antidoto appropriato per lottare contro la malattia.
Pertanto dobbiamo considerare tali danze e canzoni come una specie di autovaccinazione ritmica applicata all’infermo.
Con l’abbandonarsi allo stesso ritmo della malattia o con l’identificarsi del tutto con lo spirito del morto o dell’animale che ha causato la malattia, quest’ultima viene conosciuta, trattenuta e combattuta per mezzo dell’inversione dei valori.
Una volta parzialmente assoggettate al medico, ballerino o cantante, le forze distruttive servono per combattere e per eliminare progressivamente le stesse forze negative, che rimangono nel corpo del malato.
Mediante il ritmo del veleno trasmesso al corpo umano e assoggettato dall’imitazione esatta alla volontà del danzatore, e mediante l’olocausto e i patimenti aumentati artificialmente, si verifica un sacrifico cioè una progressiva inversione dei valori dalla quale germoglia la nuova vita».
Marius Schneider
La danza delle spade e la tarantella
Lecce
Argo
1999
p. 164
«In definitiva la tarantella, musica e danza liturgica del tarantismo, è quell’arte che riconcilia, unendole, le sparse membra dell’infermo e del corpo sociale».
Pierpaolo De Giorgi
L’estetica della tarantella
pizzica, mito e ritmo
Galatina (LE)
Congedo
2004
p. 77
©Dizionario di musicoterapia, a cura di Giangiuseppe Bonardi, 4 febbario 2023