Siamo entrati nel mondo raster, una realtà fatta di puntini e griglie, dove ogni immagine è scomposta in minuscole unità grafiche. Questo universo, dominato da strumenti come Adobe Photoshop, costituisce la base della grafica digitale che oggi vediamo ovunque, dagli schermi dei nostri dispositivi alle pubblicità nelle città. Ma lo schermo è molto più di un semplice supporto visivo: è un’entità doppia, capace sia di visualizzare immagini attraverso pixel, sia di interpretare informazioni strutturate in dati. Da oltre trent’anni, la sua evoluzione ha trasformato il nostro rapporto con la tecnologia, cambiando il modo in cui comunichiamo e percepiamo il mondo.
Per comprendere meglio i fondamenti dell’informatica grafica, immaginiamo un esperimento: eliminiamo il computer, l’elettricità e tutti gli strumenti digitali, tornando idealmente ai tempi di Leonardo da Vinci. Come potrebbe Leonardo trasmettere un disegno o un testo a distanza senza l’uso di strumenti elettronici? La risposta sta in una griglia alfanumerica, una rappresentazione schematica che suddivide lo spazio in coordinate. Ogni punto (o pixel) è identificato da una posizione precisa sulla griglia, consentendo di costruire e trasmettere immagini in bianco e nero semplicemente indicando quali celle devono essere attivate. Come lo decodifichiamo? Ogni coppia di lettere e numeri indica una cella da "accendere" sulla griglia, formando così un'immagine. Questo concetto rappresenta il principio del raster, dove ogni punto acceso (1) o spento (0) contribuisce alla costruzione di un’immagine digitale. In questo contesto, il computer non interpreta il significato dell’immagine, ma fornisce solo i dati grezzi: spetta all’occhio umano dare loro senso. Questa informazione di base è chiamata "bottom", ossia informazione raster.
Ogni schermo digitale lavora con una risoluzione standard di 72 dpi (punti per pollice), sufficiente per la visualizzazione su monitor. Tuttavia, aumentando la densità dei punti, si ottiene un'immagine più dettagliata:
150 dpi → qualità accettabile per la stampa di base
300 dpi → risoluzione minima per la stampa professionale
Anche gli strumenti di acquisizione delle immagini, come fotocamere e scanner, funzionano secondo questo principio, permettendo di scegliere la risoluzione in base alle necessità.
Il passaggio dal bianco e nero al colore nel digitale è stato reso possibile dall’RGB (Rosso, Verde, Blu), il sistema che combina diverse intensità di questi tre colori per generare milioni di sfumature.
Aumentando la profondità di bit, si ottiene una gamma cromatica sempre più ampia:
1 bit → solo bianco e nero
8 bit → 256 colori
16 bit → 65.536 colori
32 bit → milioni di colori
Teoricamente, con questo sistema anche Leonardo avrebbe potuto trasmettere la Gioconda in ogni sua sfumatura di colore, trasformando ogni pixel del dipinto in una sequenza numerica.
Paradossalmente, un’immagine raster ad altissima risoluzione contiene più dettagli di quelli che l’occhio umano è in grado di percepire.La realtà ha informazioni infinite, mentre un’immagine digitale ne contiene una quantità finita ma concentrata in un’area definita. Questo permette di vedere dettagli che normalmente sfuggirebbero. Un esempio concreto è la possibilità di visitare virtualmente musei con Google Arts & Culture, osservando opere d’arte a risoluzioni incredibili. Tuttavia, quello che vediamo non è il quadro, ma una sua trasposizione rasterizzata: un insieme di puntini, non la tela originale. Un esempio emblematico è il dipinto "Gli Ambasciatori" di Hans Holbein. L’opera nasconde un teschio distorto, visibile solo da una specifica angolazione. Questo gioco di prospettive sfida il modo convenzionale di rappresentare la realtà, esattamente come il sistema raster sfida la nostra percezione visiva.Il mondo raster è molto più di un semplice metodo di rappresentazione digitale: è una lingua visiva, un codice che traduce la realtà in pixel e dati. Da Leonardo alla grafica moderna, abbiamo visto come ogni immagine sia il risultato di un sistema di punti organizzati secondo regole precise, che oggi, grazie all’AI, continuano a evolversi in modi sempre più sofisticati.