Nell' articolo viene analizzato come l’architettura contemporanea abbia riscoperto il valore del simbolismo e della monumentalità, superando l’approccio puramente funzionale del Movimento Moderno. Attraverso esempi come la Sydney Opera House di Jørn Utzon e il Museo Guggenheim di Frank Gehry a Bilbao, l’autore evidenzia un cambiamento nella concezione degli edifici iconici: da semplici strutture efficienti a opere capaci di rappresentare valori collettivi e identità culturali, in un processo che ricorda il ruolo delle grandi cattedrali medievali.
Nel XX secolo, l’architettura ha spesso evitato riferimenti simbolici, temendo un’associazione con il potere autoritario. Tuttavia, secondo Saggio, una “nuova generazione infrastrutturale” ha riportato l’attenzione sull’architettura come strumento di espressione civica. Gehry e Utzon vengono presentati come esempi di architetti che hanno saputo ristabilire un legame tra spazio costruito e senso di appartenenza collettiva, creando edifici che non sono solo funzionali, ma evocano emozioni, storia e cultura.
Un altro fattore che ha contribuito a questa evoluzione è la rivoluzione informatica, che ha modificato la percezione dell’architettura: non più solo un contenitore di funzioni, ma un luogo di esperienze e significati profondi. Gli edifici non si limitano a rispondere a esigenze pratiche, ma diventano simboli capaci di stimolare la memoria collettiva e rafforzare l’identità comunitaria.
In conclusione, Saggio sostiene che architetti come Gehry e Utzon abbiano ridefinito il concetto di monumentalità attraverso la creazione di “monumenti collettivi”. Questi edifici non celebrano il potere individuale, ma diventano espressione condivisa di una comunità, opponendosi alla freddezza funzionale del Modernismo e all’individualismo del passato. Questa nuova prospettiva rappresenta, per l’autore, uno degli sviluppi più interessanti e significativi dell’architettura contemporanea.
La cattedrale viene citata in relazione a Gehry perché rappresenta un modello storico di architettura capace di combinare monumentalità, significato simbolico e funzione collettiva. Antonino Saggio evidenzia come le grandi cattedrali medievali non fossero solo edifici religiosi, ma anche punti di riferimento per la comunità, luoghi di aggregazione e manifestazioni di un’identità collettiva.
Analogamente, Gehry ha progettato edifici come il Museo Guggenheim di Bilbao con l’intento di creare strutture che vadano oltre la semplice funzionalità, diventando simboli di trasformazione urbana e culturale. Come le cattedrali un tempo ridefinivano lo skyline delle città e ne rappresentavano l’anima, così le opere di Gehry si pongono come monumenti moderni, capaci di evocare emozioni, memoria collettiva e appartenenza.
Questa analogia suggerisce che l’architettura contemporanea può recuperare il valore simbolico e comunitario degli edifici del passato, opponendosi alla tendenza modernista che privilegiava la pura efficienza funzionale.