Nell'angolo destro della cucina (céda) v'è il focolare (arì), costituito da semplici lastre di pietra (plòte) sul pavimento e dotato di alari (bràndul) e di una catena (ciadêna) penzolante dal soffitto e munita di un gancio (ranpìn) mobile, che veniva spostato sui vari anelli della catena stessa per graduare l'intensità della fiamma sul recipiente ad esso appeso.
Si nota la traccia di una apertura quadra, che costituiva lo sfogo del fumo del focolare. In tempi più recenti il fumo doveva essere convogliato in un condotto di legno, che parrebbe continuare anche al piano soprastante (camera), dove si notano tracce di fuliggine sulle pareti.
Il locale è dotato anche di alcuni sfiati nelle pareti (respìre) che servivano quando si faceva il fuoco libero (fôgo du basso o a làrgo). Nella parete a ovest v'è una piccola apertura che è stata chiusa: forse una vecchia finestra di dimensioni minime per non disperdere il calore dell'ambiente, tenendo anche conto che probabilmente non c'erano vetri. Al soffitto erano appese delle stanghe (stêles) dove si appendevano i prodotti del maiale ad affumicare.