Viaggio e Avventura
Viaggio e Avventura
Il viaggio del divano letto
Alla morte della madre, una donna riceve in eredità un divano letto particolarmente brutto. Incarica i due figli e la nuora di trasportare il mobile dalla banlieue parigina fino alla casa di famiglia, in Alvernia. Durante questa stramba traversata della Francia in furgone, i tre accompagnatori si scambiano ricordi suggeriti da vari oggetti di famiglia, testimonianze della loro storia familiare.
Il respiro della notte
Richard Mason
Sudafrica, luglio 1914. Mentre in Europa sta per iniziare la devastazione della prima guerra mondiale, Piet Barol abbandona il trambusto del mondo civilizzato e il passato da cui sta fuggendo per avventurarsi nella più grande e misteriosa foresta africana. Per salvare la sua attività di mobilio di pregio ha bisogno di legname prezioso, e ha bisogno che sia gratis. Le guide bantu che ha scelto, però, hanno i loro motivi per accompagnarlo nelle terre dove sono convinti che vivano gli spiriti dei loro antenati. Quello che Piet troverà a Gwadana lo cambierà per sempre, e innescherà una catena di eventi che non potrà prevedere né controllare. E quando ormai il suo potere di persuasione lo avrà abbandonato, Piet dovrà ricorrere a più oscuri e pericolosi mezzi per ottenere ciò che vuole.
La mia Africa
Karen Blixen
Vissuta fino al 1931 in una fattoria sugli altipiani del Ngong, Karen Blixen dedica questo libro al suo rapporto d'amore con l'Africa. Ci ha dato il ritratto forse più bello del continente, della sua natura, dei suoi colori, dei suoi abitanti. I Kikuyu, i fieri e appassionati Somali del deserto, i Masai che guardano, dalla loro riserva di prigionieri in cui sono condannati a estinguersi, l'avanzata di una civiltà. Uomini, alberi, animali si compongono nelle pagine della Blixen in una fitta trama di descrizioni e sensazioni che fanno emergere la saggezza favolosa di questa grande scrittrice.
"I bianchi cercano in tutti i modi di proteggersi dall'ignoto e dagli assalti del fato; l'indigeno, invece, considera il destino un amico, perché è nelle sue mani da sempre; per lui, in un certo senso, è la sua casa, l'oscurità familiare della capanna, il solco profondo delle sue radici".
Le otto montagne
Paolo Cognetti
Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po' scontroso. I I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle tre cime di Lavaredo. La montagna li unisce e l'orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia. Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del monte Rosa, Pietro vi trascorrerà le estati con Bruno, che ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche. Iniziano così estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri più aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, imparando a conoscere la montagna, un'eredità di sapere che, dopo tanti anni, lo riavvicinerà a Bruno.
La bambina delle nevi
Nicolas Vanier
Nicolas Vanier ha attraversato la Lapponia, la Siberia e l'America del nord con i suoi cani da slitta, imprese che lo hanno reso famoso. Ma la sua avventura più incredibile è stata un'altra, una scelta di vita prima che un viaggio. Con la moglie Diane e la figlia Montaine, di soli due anni, ha coperto un itinerario di oltre duemila chilometri dal Canada all'Alaska, vivendo un completo isolamento e in assoluta simbiosi con la natura: pescando, cacciando e raccogliendo ciò che il bosco offriva loro. Un'esperienza di vita segnata dalla lotta per la sopravvivenza, ma anche dalla semplicità, da una ritrovata chiarezza di visione e di pensiero.
Joseph Conrad
Marlowe racconta di aver avuto l'incarico di sostituire un capitano fluviale ucciso dagli indigeni nell'Africa centrale. Si imbarca su una nave francese e, giunto alla stazione della compagnia, vede come gli indigeni muoiano di stenti e di sfruttamento. Dopo un lungo viaggio di duecento miglia sul fiume rintraccia Kurtz, un leggendario agente capace di procurare più avorio di ogni altro. In realtà Kurtz, uomo solo e ormai folle, è quasi morente. Viene convinto a partire, ma muore sul battello che lo trasporta, dopo aver pronunciato un discorso che non può nascondere la tenebra del suo cuore.
Daniel Defoe
Mosso dai «suggerimenti della fantasia», il giovane Robinson disobbedisce al volere paterno e si imbarca come marinaio. Dopo un duro apprendistato e mille peripezie (compresa la cattura da parte dei pirati e la rocambolesca fuga), si stabilisce in Brasile. È il 1659 quando decide di ripartire alla volta dell'Africa, ma la nave affonda. Unico sopravvissuto, Robinson rimarrà per ventotto anni su un'isola deserta, lottando per non perdere la vita e la ragione, dapprima in totale solitudine, poi affiancato dall'indigeno Venerdì. Ispirato dalla storia vera di un marinaio scozzese, Robinson Crusoe è il prototipo del romanzo moderno e il suo ingegnoso eroe è l'incarnazione delle virtù dell'emergente classe media, icona del mondo cosiddetto civile.
Ella Maillart
«Essendo giunta a metà della vita, sarebbe facile per me ricollegare gli eventi principali della mia esistenza in un ordine logico. Potrei indicare il Lago di Ginevra e le Alpi, i luoghi della mia infanzia, come gli elementi che hanno influito maggiormente sulla mia giovinezza e fra tutti i miei ricordi e i miei sogni trascegliere solo quelli in grado di spiegare il corso degli eventi. Ne ho lette tante di biografie così: ma quando l'eroe sembra sapere fin dall'inizio quale sarà il suo destino, la storia non dà mai l'impressione di essere vera. In realtà, non sembra esserci una logica nel modo in cui accadono le cose.» (Ella Maillart)