SPORT E INCLUSIONE
“Inclusione e sport” è stato il titolo di un incontro dedicato all’inclusione e allo sport, organizzato da Regione Lombardia in collaborazione con il Coordinamento della Consulta studentesca regionale. Si è trattato di un confronto nato su impulso dei giovani. Il mondo dello sport ha uno spazio ampio di azione e questa iniziativa ha messo insieme atleti, disabilità e studenti, evidenziando una grande volontà da parte del mondo giovanile di conoscere, capire e confrontarsi su questi temi importanti.
Lo sport può essere uno strumento di crescita, di relazione, e una realtà molto importante nelle scuole ma anche nel tempo libero. Rappresenta un mezzo estremamente potente di inclusione, in grado di aumentare la salute fisica e mentale di tutte le persone. A Milano e in Lombardia stanno crescendo numerosi impianti sportivi e strutture accessibili anche ai portatori di disabilità, con l’obiettivo di trasformare lo sport in una realtà veramente inclusiva. A livello nazionale solo il 3% delle persone con disabilità è fisicamente attivo perciò Regione Lombardia punta ad aumentare questo numero promuovendo lo sport nelle scuole. Ci si augura che le prossime Olimpiadi e Paralimpiadi possano essere lo strumento per avvicinare un numero sempre maggiore di disabili al mondo dello sport. Lo scopo di iniziative come questa è quello di demolire le barriere fisiche, mentali, culturali e sociali mediante la divulgazione di programmi di sensibilizzazione sulle diversità, al fine di contrastare bullismo e discriminazione nei riguardi dei disabili.
Durante l’incontro abbiamo avuto la possibilità e il piacere di conoscere atleti olimpici e paralimpici, ascoltare le loro storie e portare a casa i loro insegnamenti. Maurizio Damilano è un ex marciatore italiano, campione olimpico e due volte campione mondiale. Arjola Dedaj è nata con una malattia che le fa perdere progressivamente la vista, è un’atleta paralimpica campionessa mondiale di salto in lungo. Emanuele Di Marino, con alla nascita una malformazione alla gamba sinistra, è un atleta paralimpico che ha vinto numerose medaglie. Giuseppe Gibilisco è un ex astista e bobbista italiano campione mondiale. Un incidente in moto ha costretto Andrea Liverani sulla sedia a rotelle ma ha raggiunto il record mondiale nel tiro con la carabina. Luana Pilia è la pattinatrice più veloce al mondo.
Ecco alcune riflessioni emerse durante i loro interventi .
I risultati sportivi pongono al centro di determinate attenzioni ma la vera vittoria di uno sportivo non si deve ridurre alla sola soddisfazione personale. La soddisfazione più grande è vedere quanto i loro risultati trasmettano agli altri. La forza dello sport è proprio quella di migliorare sé stessi, non arrendersi, trovare la propria autonomia ed essere di esempio per gli altri.
Lo sport, soprattutto quando si arriva ad importanti livelli agonistici, provoca situazioni di stress molto forti, tanta pressione, tante responsabilità. Per questo è importante fare dei percorsi con i mental coach, focalizzarsi su sé stessi invece che sugli altri, gareggiare per la propria felicità ed imparare a rilassarsi. Lo sport è divertimento e anziché caricarsi di problematiche inutili bisogna affrontare tutto con il sorriso.
Per avvicinare gli studenti allo sport e per rendere i ragazzi con disabilità più consapevoli bisognerebbe dare la possibilità a tutti di provare gli sport nelle scuole sin da piccoli, farlo conoscere a 360 gradi, invece di mettere da parte ragazzi con disabilità perché considerati problematici. Oggi, gli atleti con disabilità fisiche, grazie all'innovazione tecnologica, hanno la possibilità di cimentarsi con successo in quasi tutte le gare sportive, con prestazioni sempre più vicine a quelle dei normodotati. La tecnologia però è positiva solo fino a quando permette di gareggiare tutti alla pari, non deve avvantaggiare o facilitare nessuno.
Nel mondo non è tutto facile e ci sono ancora tanti limiti da superare ma i ragazzi di oggi ci hanno dimostrato che per tutti c’è la possibilità di superarli, per tutti c’è la possibilità di vincere. Ognuno di noi nel proprio piccolo, anche con problemi fisici o malattie, può fare la differenza perché le difficoltà e i limiti arrivano dall'esterno, non sono dentro di noi. Tutti possono essere campioni.
Sofia Lazzaretto 4^LCS