Il giardino dei Finzi Contini di Giorgio Bassani
Il giardino dei Finzi Contini di Giorgio Bassani
Il giardino dei Finzi-Contini è un romanzo scritto da Giorgio Bassani nel 1962. Da questo romanzo è stato tratto anche il film diretto da Vittorio De Sica, che la mia classe, insieme alle altre seconde dell’Istituto, ha avuto la possibilità di vedere in Auditorium.
In questo romanzo il narratore non si identifica mai, non dice mai il suo nome. Di lui sin dalle prime pagine capiamo che è di religione ebraica e vive a Ferrara.
Il romanzo inizia nel 1957: i Finzi-Contini erano una ricca famiglia ebrea che possedeva un enorme terreno circondato da mura, che aveva al suo interno anche un campo da tennis che sarà poi un punto d’incontro per i protagonisti. Di questa famiglia facevano parte due adolescenti: Alberto e Micol. Il protagonista da bambino non frequentava tantissimo i due ragazzi ma ogni volta che s’incontravano si scambiavano degli sguardi intensi, soprattutto con la giovane ragazza Micol.
Gli unici momenti in cui i tre bambini s’incontravano era durante le festività e quando si riunivano gli ebrei al tempio. Il primo incontro in cui il protagonista parla con Micol avviene il giorno dell’uscita dei tabelloni scolastici con gli esiti degli esami. A causa dell’insufficienza presa, il protagonista non vuole tornare a casa dal padre e prendendo la bicicletta si appisola in un prato, in cui dopo verrà svegliato dalla voce di Micol.
Micol infatti stava appoggiata in cima al muro che recintava il suo giardino, come affacciata ad un balcone, e notò il ragazzo: gli rivolse parola e dopo un po' lo invitò a scavalcare il muro ed andare da lei.
Nel 1938 vengono emanate le leggi raziali, e il nostro protagonista è costretto a cambiare le sue abitudini di vita, essendo stato cacciato da luoghi pubblici, tra cui il club di tennis di cui faceva parte. A causa di ciò Alberto e Micol proposero di entrare a far parte di un gruppo di amici che era solito radunarsi per giocare a tennis nel campo dei Finzi-Contini. Grazie a questo il protagonista e Micol iniziano a passare i pomeriggi insieme e questo li aiuta a fortificare il loro rapporto e dentro il nostro protagonista nasce un sentimento nei confronti della donna.Da questo momento in poi vediamo il protagonista prendere il coraggio di dichiarare il suo amore. Il tempo continuava a passare e gli ebrei erano sempre più in pericolo: La famiglia dei Finzi-Contini non riuscì a scappare e venne abbandonata al suo destino…
Il libro mi è piaciuto, anche se non amo di solito questo genere di romanzi. Inizialmente l’ho trovato un pochino noioso dato che le prime trenta pagine sono molto descrittive. Andando però avanti mi è piaciuto di più, in particolare quando inizia la storia d’amore dei due protagonisti. È un romanzo in cui cerchi di metterti nei panni del protagonista data la situazione interiore ed esteriore.
Il finale ti fa capire molte cose: se riesci ad immedesimarti bene riesci anche a provare un senso di vuoto e di dolore pensando a quale fine ingiusta abbia fatto la famiglia dei Finzi-Contini, ma soprattutto riesci a provare il dolore del protagonista, che dice: “Mi sentivo, ed ero, una specie di strano fantasma trascorrente: pieno di vita e morte insieme”.
Giorgia Cerri 2^LB