I GIOVANI E IL LORO FUTURO
I GIOVANI E IL LORO FUTURO
Ai giovani la scuola serve come base per costruire il proprio futuro e per aiutarli nelle relazioni sociali. Ma siamo sicuri che stia davvero compiendo il proprio dovere?
L’associazione italiana “ItaliaAdozioni” ha sottoposto gli studenti milanesi e della provincia ad un questionario anonimo contenente domande riguardanti il loro futuro. Ecco cosa si è riuscito a ricavare.
Un terzo degli studenti (31%) immagina il proprio futuro all’estero, un altro terzo (34%) non se lo immagina neanche ma continua a sperare di averlo, mentre un ultimo terzo (30%) di loro non confida a nessuno il malessere e il disagio provocato dalla scuola e dalla famiglia; mentre magari proprio lì si potrebbe trovare la soluzione e il conforto per queste situazioni.
Quattro sono stati i temi affrontati dagli alunni nel questionario: i giovani e la scuola; i giovani e gli affetti; i giovani e la percezione del malessere giovanile; i giovani e la speranza del futuro.
I giovani e la scuola
Il 35% afferma di trovare molta motivazione nella scuola, mentre il 22% di trovarne poca; gran parte degli studenti ha un rapporto positivo con i propri docenti, invece, una minima parte di essi dichiara il contrario.
Infine, solo il 37% dei ragazzi dichiara un punto di riferimento gli insegnanti, e addirittura il 45% sostiene che lo siano poco o per niente.
I giovani e gli affetti
I ragazzi trovano più “facile” confidarsi con i loro coetanei ed amici, piuttosto che con in propri genitori; d’altro canto, una bassa percentuale opta per non parlare con nessuno e tenersi tutto dentro.
Soprattutto durante il lookdown i soggetti hanno riscontrato difficoltà nell’instaurare rapporti al di fuori della scola.
Secondo questo questionario, i social media, la scuola e la famiglia sono i principali fattori che contribuiscono al malessere giovanile (nella maggior parte dei casi); ma queste potrebbero essere anche la soluzione per aiutare a ridurre lo scontento generale.
I giovani e la speranza del futuro
Dalle risposte analizzate del questionario, è emerso che il 34% dei giovani non immagina il proprio futuro, il 71% si vede con un lavoro solido, il 31% si immagina all’estero, invece il 14% si vede disoccupato o con un lavoro instabile; altri, infine, sostengono di avere poche o addirittura nulle speranze nel proprio futuro.
Ma quindi i giovani rimangono indifferenti o reagiscono?
Nonostante tutto i ragazzi hanno dimostrato, in diverse situazioni, di saper reagire; è, in particolare, l’episodio degli studenti tornesi, che dopo aver vissuto la spiacevolissima perdita di un compagno di classe (toltosi la vita), hanno deciso di collaborare tutti insieme ed unire le proprie forze al fine di aiutare i propri coetanei ad uscire da situazioni di questo tipo.
Altri due esempi sono: i ragazzi che partecipano a “Controluce”, una radio che discute a proposito di temi di attualità realizzati proprio apposta per i giovani; e infine i ragazzi del liceo “Tito Livio” di Milano, che danzano sulle melodie suonate da un’orchestra composta anche dai loro coetanei affetti da disabilità, realizzando un magnifico musical sulla diversità.
Clara Ferella 2LB