Bulle da morire di Emanuela Da Ros
Bulle da morire di Emanuela Da Ros
“Bulle da morire” è un romanzo per ragazzi scritto da Emanuela da Ros; una giornalista, docente di lettere e scrittrice specializzata in libri per ragazzi.
Il romanzo parla di un’adolescente di quindici anni di nome Stefania, che inizia la prima liceo all' artistico insieme alla sua amica d’infanzia Giada. Quest’ultima si distingue dalla massa poiché ha interessi diversi dai suoi coetanei e perciò inizia ad essere emarginata dal gruppo classe. L’iniziativa viene presa da due loro compagne di classe di nome Beatrice e Elisabetta che convincono prima la classe intera e poi Stefania a non rivolgere più la parola a Giada per poi isolarla del tutto. Inizialmente solo una semplice antipatia nei suoi confronti, ma man mano che passano i giorni, la cosa sfugge di mano un po' a tutti, soprattutto a Stefania, tanto da diventare un vero e proprio accanimento e bullismo verso la sua migliore amica. Quando Stefania si rende conto dell’enorme errore che ha commesso è ormai troppo tardi: Giada deve pagare le conseguenze di quelle azioni e Stefania non ha più la possibilità di tornare in dietro o tanto meno di essere perdonata da Giada e rimediare così ai suoi errori.
Già dalle prime pagine veniamo a conoscenza della protagonista Stefania, chiamata anche Ste dalle sue amiche, era la classica ragazza della porta accanto; carina, intelligente e ben educata. Aveva un fratellino più piccolo di nome Umby di sei anni, un coniglio come animale domestico di nome James e due genitori premurosi che volevano il meglio per lei. Oltre ad essere la protagonista della vicenda era anche la migliore amica di Giada; entrambe infatti, si conoscevano da quando erano piccolissime e da allora non si erano mai separate. Purtroppo Stefania era facilmente condizionabile e manipolabile, motivo per il quale cambiò subito atteggiamento, influenzata dal cattivo esempio Beatrice e Elisabetta che iniziarono a bullizzare Giada, per poi trascinare nel loro giro pure Stefania. Infatti inizia a truccarsi, cosa che all’inizio non faceva, a curare sempre di più il suo aspetto fisico, a rispondere e a comportarsi male sia scuola che a casa e comincia persino a fare certe che alla sua età in teoria non doveva fare come bere alcolici o intrufolarsi nelle discoteche. Nel corso della vicenda vediamo che è proprio questo suo cambiamento drastico e comportamento meschino nei confronti Giada, ad peggiorare la situazione portando la sua migliore amica, dopo una serie di avvenimenti, a non perdonarla più, portando Stefania a rimpiangere i suoi errori per tutta la vita. Durante tutto l’arco della storia però certe volte il buon senso di Stefania le ricorda che quello che sta facendo a Giada non è per niente bello, ma questi attimi di pentimento ahimè durano poco.
Le tematiche presentate in questo romanzo sono tante, ma sicuramente quelle che emergono di più sono il tema del bullismo e su come possa cambiare e influenzare drasticamente una persona. Poi il tema dell’amicizia, la socializzazione e quello del cyberbullismo nei social e infine il tema dell’adolescenza e di tutti quegli aspetti positivi e negativi che ci sono quando si fanno nuove esperienze a questa età.
Devo ammettere che nel complesso il romanzo mi è piaciuto molto, superando di gran lunga le mie aspettative; anche se, all’inizio, non mi ispirava molto, soprattutto perché mi sembrava che fosse una di quelle classiche storie che parlavano dell’adolescenza e del bullismo con la classica morale alla fine. Invece mi sono ritrovata a leggerlo con molto interesse. La scrittrice è stata molto brava a parlare di un argomento così delicato, come quello del bullismo, senza appesantire la lettura, che è stata molto scorrevole e facile da comprendere. La cosa che sicuramente mi è piaciuta, è stato il modo in cui si è immedesimata nel personaggio di Stefania, nel parlato e nel suo modo di vedere le cose, proprio come fa un’adolescente alle prime armi con le prime esperienze della vita. Non è una cosa molto semplice visto che i grandi spesso non riescono quasi mai a comprendere i pensieri che affliggono noi teenager e soprattutto a usare tutti gli slang che usiamo nel parlato.
Numerosi sono i colpi di scena, come quello che è succede in discoteca, l’aggressione e la presunta morte di Giada. Quando ho terminato il libro, mi sono venuti i brividi; gli ultimi due capitoli, in particolare sono stati dei duri colpi, tant’è che quando li avevo letti la prima volta non avevo capito granché, infatti ero un po' confusa; avendo pensato per un attimo che Giada avesse davvero messo fine alla sua vita suicidandosi. Ma solo dopo aver riletto, ho realizzato quello che era successo realmente e devo ammettere che da una parte ci sono rimasta un po' male al pensiero che magari Stefania non verrà perdonata, visto che il finale lascia in sospeso la piega che prenderà il loro rapporto. Dall’altra penso che però Giada abbia fatto bene a non perdonarla, proprio perché alla fine Stefania l’ha trattata davvero molto male.
Insomma, era la sua migliore amica sin dall’asilo e non avrebbe dovuto cambiare e fare tutte le cose che ha fatto, solo per avere l’approvazione del gruppo classe. È come se lei si fosse trasformata in un’altra persona solo per sopravvivere a quel clima scolastico, a parer mio malsano, seguendo la massa per non essere emarginata come Giada. Il suo comportamento inoltre è stato anche infedele e per niente leale nonostante fosse stata pure perdonata all’inizio. Ha in pratica portato alla rovina lei stessa la sua preziosa amicizia con Giada e questo solo per essere popolare e trattata bene. Insomma, in conclusione essendo stata anche per certi versi egoista, visto che ha pensato per tutto il tempo a lei e non a come stesse la sua amica, la decisione che ha preso Giada è più che comprensibile alla fine.
Leggendo questo romanzo mi sono resa conto di quanto certe azioni possano pesantemente incidere sulla vita di una persona condizionandola drasticamente. Inoltre mi ha fatto capire che qualunque cosa succeda si de sempre essere sé stessi e seguire quello che ci dice il nostro buonsenso e soprattutto il nostro cuore. Non dobbiamo essere quindi egoisti lasciando che questi fenomeni di bullismo accadano, indipendentemente da chi venga preso di mira, perché purtroppo, queste cose succedono nella vita reale e se restiamo in silenzio a guardare senza fare niente, be’, allora vi rimarranno solo vittime e non si avrà mai giustizia.
Federica Bohendra 2^LB