Nelle ultime settimane tutto il mondo sta vivendo momenti terribili dovuti allo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, datato 24 febbraio 2022. In questi giorni il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato una spedizione militare nel Donbass, territorio nella parte orientale dell’Ucraina e confinante con la Russia, con l’intento di invaderla.
Questa spietata decisione è stata solo l’inizio, nei giorni successivi molteplici città ucraine, compresa la capitale Kiev, sono state bombardate con ripercussioni molto gravi: la maggior parte della popolazione ha cercato di fuggire mentre altri purtroppo non ce l’hanno fatta. Il bollettino delle vittime conta finora circa 1300 civili tra cui 30 bambini.
La guerra ha portato conseguenze negative in moltissimi ambiti: economico, commerciale, sociale e politico ma soprattutto ha toccato la nostra umanità e perciò ci sono state manifestazioni in giro per il mondo per far sentire la nostra vicinanza.
Questo è accaduto anche nel mondo dello sport, che essendo uno degli ambiti più seguiti ha maggiori possibilità di diffondere un messaggio di speranza e di pace fra tutti.
Per quanto riguarda questo ambito, alcune discipline come la “Formula 1” hanno vietato la partecipazione degli atleti russi mentre la nazionale di calcio russa è stata penalizzata da tutte le competizioni europee: il calcio è infatti uno degli sport più severi sotto questo aspetto in quanto tutte le società russe sono escluse da Champions, Europa e Conference League e la Russia non potrà partecipare alle qualificazioni dei playoff ai mondiali. Inoltre il capitano della nazionale russa di calcio si è rifiutato di indossare la fascia avendo parenti in Ucraina per sollecitare la pace. Lo stesso ha fatto il tennista russo di fama mondiale Daniil Medvedev, considerato tra i top 3 al mondo. Durante un’intervista post partita aveva annunciato pubblicamente che se la situazione non si fosse risolta a breve, sarebbe andato alla cerimonia delle Olimpiadi senza la propria bandiera. E così continua a fare anche oggi gareggiando.
Ognuno di noi ha sia il diritto che il dovere di fare tutto ciò che è in suo potere per rendere migliore questa situazione anche con piccoli gesti. Per noi ragazzi dello sport giovanile è stato inserito un piccolo ritardo di 5 minuti prima del fischio d’inizio di ogni partita in tutti gli sport: questo per riflettere e far riflettere su ciò che sta accadendo in Ucraina con la speranza che il messaggio arrivi al mondo intero.
Il capitano della nazionale di calcio russa, che si è rifiutato di scendere in campo per sollecitare la pace.
Il tennista russo Daniil Mendvedev, che gareggia senza la bandiera della sua nazione.
Tutto il mondo dello sport si stringe intorno al popolo ucraino.
Scritto da: Tommaso Volpari 4^LCS