Il 25 novembre del 2020 si è spenta la stella di Diego Armando Maradona, il calciatore che è tuttora considerato come il miglior giocatore di tutti i tempi.
I PRIMI PASSI DI DIEGO
Maradona nacque in Argentina nel 1960, esattamente nella città argentina di Lanùs, da mamma Dama e papà Diego in una domenica di ottobre.
Il piccolo Diego era cresciuto nella periferia povera di Buenos Aires, coltivando la passione per il calcio sin dall’infanzia. Il soprannome Pibe de Oro prese forma proprio in quel contesto giovanile. Come racconta nella sua autobiografia, Maradona passava intere giornate a giocare a calcio e dimostrava sin da piccolo un grandissimo talento oltre all’ amore incontrastato per il pallone. Infatti lui viveva in una situazione di povertà assoluta, ma un pallone e due sassi usati come pali di una porta bastavano a renderlo felice.
Maradona iniziò a giocare a calcio nella squadra del padre, l'Estrella Roja, di cui Diego era il talento più apprezzato. Qui il giovanissimo fenomeno (10 anni) mostrò subito una grandissima abilità nel controllare il pallone fra i piedi, ma soprattutto, pur essendo fisicamente il più basso di tutti, riusciva comunque a spiccare come il più forte.
IL BOCA E L’APPROCCIO AL PROFESSIONISMO
Maradona iniziò la sua carriera da professionista nell'Argentinos Juniors nel 1976, debuttando con la maglia numero 16 il 20 ottobre nella partita contro il Talleres, dieci giorni prima di aver compiuto 16 anni, diventando così il secondo giocatore nella storia ad esordire nel massimo campionato argentino, dopo Sergio Agüero, un altro attaccante argentino che ancora oggi gioca come professionista nel Mancester City.
Un fatto interessante è che proprio Agüero, che nel 2003 aveva battuto il record di Maradona, qualche anno più tardi sposerà la figlia Giannina.
Dopo l’Argentinos Juniors, Maradona si trasferì al Boca Juniors, la squadra per la quale tifava il padre, che lo acquistò per due milioni di dollari. Per il passaggio alla nuova squadra fu organizzata un'amichevole con l'Argentinos, il 20 febbraio 1981. Maradona giocò il primo tempo con i vecchi compagni e la ripresa con il Boca Juniors. L'amichevole finì 3-2 per l'Argentinos, con un gol di Maradona.
LA PARENTESI A BARCELLONA
Il Boca però, dopo un serie di stagioni, non poté più pagarlo e quindi fu venduto al Barcellona. Qui Maradona giocò solo per due stagioni e non si trovò bene con l’ambiente. Basta pensare che in seguito a un suo infortunio che lo portò fuori dal campo per tre mesi il club non pagò le cure mediche ed egli fu costretto a tornare in Argentina per curarsi.
IL DIO DEL CALCIO
Maradona raggiunge Napoli il 5 luglio del 1984, dove starà per sette anni, fino al 1991. A Napoli Maradona trova la sua dimensione e fin da subito viene acclamato come l’eroe del popolo partenopeo. Quando scendeva in campo sapeva scaldare il cuore dei tifosi con giocate e numeri sensazionali. La sua impressionante tecnica, unita alla velocità con cui compiva il gesto, lo rendevano imprevedibile. Quando partiva palla al piede gli avversari che provavano a contrastarlo cadevano come birilli dietro di lui; sono molti i gol in cui Maradona scarta quasi tutti i giocatori avversari prima di mettere la palla in rete.
Maradona è considerato dai napoletani come un simbolo d’orgoglio, come colui che riuscì a vincere due campionati praticamente da solo.
IL MONDIALE
Nel 1986 Maradona conquistò il Mondiale giocato in Messico con la sua nazionale. Egli segnò 5 gol e realizzò 5 assist nelle 7 partite giocate nel torneo. La situazione era la stessa di Napoli: Maradona era circondato da calciatori di medio livello, ma ciò nonostante lui sapeva mettersi al servizio di tutti. Il popolo argentino lo riconosce come un vero dio per quello che ha fatto.
UNA VITA FUORI DAL COMUNE
Nella vita di Maradona non fu tutto rose e fiori. Infatti c’è un lato più oscuro della personalità di questo campione, amato da tutti.
Dai primi anni ottanta fino al 2004 Maradona fu dipendente dalla cocaina: egli ammise, nella sua autobiografia pubblicata nel 2000, di aver iniziato a farne uso dal 1982, quando giocava nel Barcellona.
Durante il suo soggiorno a Napoli il consumo divenne una vera e propria tossicodipendenza, che cominciava ad interferire con la sua capacità di giocare a calcio.
Negli anni successivi al suo ritiro, a causa degli eccessi con cibo, alcol e cocaina la sua salute peggiorò progressivamente, costringendolo a diversi ricoveri ospedalieri. A causa del vertiginoso aumento di peso subìto all'inizio degli anni Duemila, è stato costretto a due bypass gastrici, uno nel 2005 e uno nel 2015.Questo campione verrà ricordato per la vita sua altalenante, caratterizzata da grandi lati contrastanti: dalla povertà assoluta alla ricchezza, dalla perfetta forma fisica all'abuso di droga. Una cosa però è certa e mette d’accordo tutti: non nascerà mai più un altro Diego Armando Maradona.
Alberto Cavallotti – 2^LCS