Scoperte nuove e pericolose varianti di Coronavirus
È da ormai più di un anno che il mondo è posto sotto assedio da una pandemia causata da un virus chiamato Covid-19.
Come tutti i virus anche questo sta subendo mutazioni, anche se in maniera lenta in confronto ad altri virus che hanno causato alcune epidemie nel passato. Attualmente sono state trovate delle mutazioni alla proteina Spike, che è responsabile della riproduzione del virus, e che potrebbe rallentare l’efficacia del vaccino, ma per fortuna ciò non si è ancora verificato.
Attualmente sono state trovate un grande numero di varianti, tra le quali, quelle con più mutazioni alla proteina spike sono tre: la variante inglese, la variante sudafricana e la variante brasiliana.
A novembre 2020, nel Regno Unito, è stata scoperta la variante chiamata B.1.1.7, che è caratterizzata da circa 23 alterazioni, 14 delle quali localizzate sulla proteina spike.
A ottobre 2020, in Sudafrica, è stata rilevata per la prima volta la variante chiamata 501Y.V2.
E infine quella chiamata B.1.1.28, che è stata riscontrata recentemente in un caso di reinfezione e che cambierebbe la forma della proteina spike all'esterno del virus in maniera tale da renderla meno riconoscibile al sistema immunitario, rendendo così più difficile il compito degli anticorpi.
I primi dati su una nuova variante avevano suggerito che si stesse diffondendo più nei bambini che negli adulti rispetto ad altre varianti. Ma i ricercatori ora suggeriscono che la variante si stia diffondendo in modo più efficiente in tutte le fasce d'età.
Un rapporto di gennaio della Public Health England, un'agenzia governativa per la sanità pubblica, ha scoperto che la variante, che si è diffusa in dozzine di Paesi, si trasmette più facilmente in tutte le fasce d'età. Essa ha anche scoperto che i bambini, specialmente quelli di età inferiore ai dieci anni, hanno circa la metà delle probabilità degli adulti di trasmettere la variante ad altri.
Il fatto che i bambini rappresentino una percentuale maggiore di nuove infezioni da COVID-19 nel Regno Unito potrebbe essere in parte dovuto al fatto che le scuole sono
rimaste aperte.
La maggior parte degli scienziati ritiene che i vaccini che sono già stati approvati e quelli attualmente in fase di sviluppo dovrebbero fornire protezione contro le varianti perché suscitano una risposta immunitaria abbastanza ampia, una serie di anticorpi e risposte immunitarie mediate. In particolare al momento i vaccini sembrano essere pienamente efficaci sulla variante inglese, mentre per quella sudafricana e quella brasiliana potrebbe
esserci una diminuzione nell’efficacia.
Il vaccino di AstraZeneca non riesce a prevenire il Covid lieve e moderato della variante sudafricana.
Mentre tutti i vaccini Covid-19 finora hanno ampiamente resistito alla variante B.1.1.7 emersa nel Regno Unito. In pratica il vaccino sembra ancora essere pienamente efficace nel prevenire il ricovero in ospedale e la morte causata da altre varianti del Coronavirus, secondo i dati di altri studi.
Secondo l’OMS l’emergenza di nuove varianti sottolinea l’importanza, per chiunque, compresi coloro che hanno avuto l’infezione o che sono stati vaccinati, di aderire rigorosamente alle misure di controllo sanitarie e socio-comportamentali,
cioè l’utilizzo di mascherine.
Andrea di Costanzo e Mario Davila -1^ LE
maggio 2021