Italia, anni Venti del Novecento. Un paesino nelle montagne, Pruneto. E dei ragazzi, degli scout. Sono Gianni, il riflessivo capo delle marmotte, Ines, forte, bella e fiera, Andrea, il ragazzo nuovo, Etta, che è solo una bambina ma non vede l’ora di dimostrare di essere all’altezza dei più grandi, Ettore, Cicco, Licia, Filippo, Moreno….
Ragazzi della nostra età, nati esattamente un secolo prima di noi, che vivono la loro quotidianità tra lavoro, scuola e montagne.
Tutto scorre tranquillo, finché, una domenica dopo la messa, il Don del paese, nonché capo scout, gli dà una notizia sconvolgente: il reparto scout di Pruneto dovrà chiudere. Al suo posto, verrà aperta una sezione dell’Opera Nazionale Balilla.
I ragazzi capiscono quindi che è arrivato il momento di mettere in pratica gli ideali su cui hanno giurato tanti anni prima. Perché, nonostante il fascismo usi le stesse parole della promessa scout, capiscono che non ci potrebbe essere nulla di più diverso: perché c’è la lealtà verso un compagno e la lealtà misurata con il sangue, l’onore del cuore e quello conquistato sul campo di battaglia uccidendo i nemici, l’obbedienza per il bene di tutti e per fiducia e l’obbedienza cieca.
Secondo me questo libro è davvero bello: tratta temi importanti senza mai risultare pesante, con un linguaggio molto semplice e diretto e permette al lettore di immergersi completamente nell’atmosfera in cui è ambientato, ovvero un piccolo paesino italiano negli anni Venti del Novecento, facendolo sentire parte della vita di Pruneto. Inoltre narra una storia spesso dimenticata: quella degli scout nel fascismo.
Insomma, è un libro adatto a tutti: a chi vuole sentirsi più vicino agli avvenimenti del secolo scorso, ai ragazzi che si rivedranno in Gianni, Andrea, Ines o magari in Ettore, a chi è disposto a tutto per difendere i suoi ideali, a chi si sente a casa sua in mezzo alla natura e ama l’avventura.
Io l’ho amato particolarmente: mi ha permesso di capire meglio come il fascismo è entrato a far parte delle vite degli italiani e, da scout, mi ha fatto sentire vicina ai miei fratelli del secolo scorso che si sono trovati davanti a un mostro terribile, ovvero la dittatura fascista.
La vita, che si trascinava lenta e sempre uguale, aveva preso un’improvvisa accelerazione, come un ciottolo che viene sospinto pian piano da un torrente finché non raggiunge una cascata. In volo si sente frastornato e senza guida, ma vivo e felice. Finché stare sul fondo non gli piace più.
Autore: Tommaso Percivale
Einaudi Ragazzi, 2013
Numero di pagine: 256
Stella Bacchetta 2^LCS
maggio 2021